Il parco olandese Ecowende unisce innovazione di rete e misure ecologiche per la crescita eolica offshore
Nonostante un contesto di instabilità normativa, l’industria eolica globale ha installato 117 GW di nuova capacità eolica nel 2024.
È il numero più alto mai raggiunto in un anno, ma non è la taglia a segnare la differenza. La vera partita si gioca sott’acqua, nella rete e nel rapporto con l’ambiente.
Il banco di prova olandese
Lo scorso anno le aste globali hanno assegnato altri 56,3 GW di capacità eolica offshore, e le previsioni GWEC indicano che il settore passerà da 16 GW nel 2025 a 34 GW installati ogni anno entro il 2030. Ma è l’Olanda, con il parco Ecowende da 760 MW (Hollandse Kust West VI), a mostrare come si può gestire questa crescita senza scontrarsi con i limiti della rete e della biodiversità.
Pale rosse e radar: il cantiere della convivenza
L’impianto, composto da 52 turbine da 15 MW ciascuna, ha iniziato a produrre energia e a regime genererà 3,3 TWh di elettricità all’anno, circa il 3% del fabbisogno elettrico olandese. Ma non è solo una questione di volumi. TenneT sottolinea che l’impianto fornisce già servizi di bilanciamento, in particolare la riserva automatica di frequenza negativa (aFRR).
«Collegare il parco Ecowende alla nostra rete offshore è un’altra pietra miliare nella costruzione dell’infrastruttura di energia rinnovabile di cui i Paesi Bassi hanno bisogno»
ha detto Robin van Buchem, responsabile operazioni di TenneT.
Ciò che rende l’operazione un modello non è la potenza, ma il pacchetto di misure ecologiche. Vestas sta testando su sette aerogeneratori una singola pala dipinta di rosso per valutare se il contrasto riduce i bird strike. Sopra la linea di galleggiamento, l’impianto include un corridoio dedicato agli uccelli, spaziatura più ampia tra le torri, gondole rialzate, riduzione adattiva della potenza in presenza di stormi e un sistema radar con intelligenza artificiale per monitorare pipistrelli e volatili.
Sotto il pelo dell’acqua, la protezione antiscalzamento con anfratti rocciosi crea nicchie e baie per pesci e altre specie marine, mentre sono in sperimentazione persino fori per pesci nei monopali come habitat aggiuntivo.
Il numero per i prossimi mesi
In un settore che spesso misura il successo in gigawatt, il caso olandese mostra che la prossima frontiera è dentro la curva di carico e nel fondale marino. I 34 GW offshore all’anno previsti per il 2030 dovranno rispondere non solo alla domanda elettrica, ma anche a requisiti di sicurezza della rete e di accettazione locale. Quello che TenneT sta già facendo con la aFRR, Vestas con le pale rosse e l’operatore con i rifugi per pesci, definisce il prezzo d’ingresso per tutti i futuri parchi eolici in mare.




