La misura copre meno dello 0,25% dei 300mila nuclei in difficoltà, con una dotazione otto volte inferiore al Reddito Energetico

Un finanziamento che copre il 100 per cento delle spese ammissibili, con tasso zero, durata decennale, anno di preammortamento e nessuna garanzia di terzi richiesta. Non è una promozione commerciale, ma l’architrave di «Energia solidale», la misura regionale contro la povertà energetica prevista dall’articolo 36 della legge regionale n. 1 del 5 gennaio 2026, gestita da Irfis FinSicilia e promossa dall’assessorato regionale dell’Energia. Lo sportello telematico per presentare le domande si è aperto a metà luglio e resterà attivo fino alle ore 12 del 14 ottobre 2026. L’accesso avviene tramite SPID di livello 2, Carta nazionale dei Servizi o Carta d’Identità Elettronica.

Il prestito che non c’è

La struttura finanziaria di Energia solidale è pensata per rimuovere ogni barriera d’accesso. L’importo erogabile dipende dalla taglia dell’impianto e dalla capacità del sistema di accumulo: si va da 15.400 euro per un fotovoltaico da 3 kW con batteria da 5 kWh fino a 19.920 euro per un impianto da 6 kW con accumulo da 10 kWh. Il finanziamento copre il 100 per cento delle spese ammissibili e si restituisce in dieci anni, con il primo anno di preammortamento durante il quale non si paga nulla. Soprattutto, non servono garanzie di terzi: un dettaglio che fa la differenza per nuclei familiari con patrimoni esigui o redditi irregolari, normalmente esclusi dal credito bancario tradizionale.

Le domande vengono valutate attraverso una graduatoria che pesa principalmente l’Isee e, in misura minore, la potenza dell’installazione richiesta. Il criterio è lineare: più basso è l’indicatore della situazione economica, più alta è la priorità. La dotazione complessiva della misura è di 12 milioni di euro, un importo che definisce implicitamente la platea raggiungibile. L’avviso pubblico era stato pubblicato già il 16 aprile 2026, ma solo a metà luglio si è aperta la finestra effettiva per l’invio delle istanze. Dietro l’apparente semplicità del meccanismo resta una domanda: a chi è davvero destinato questo aiuto, e quanti ne resteranno fuori?

700 mila individui in attesa

La risposta sta nei numeri dell’emergenza. Secondo il rapporto OIPE 2023, ripreso dalla Cgia, il 14,6% delle famiglie siciliane si trova in condizione di disagio economico tale da non potersi permettere di accendere i riscaldamenti in inverno o i condizionatori in estate. In termini assoluti, si tratta di oltre 300 mila nuclei familiari, per un totale di quasi 700 mila individui che vivono in povertà energetica. Una famiglia su sette, sull’isola, sceglie tra mangiare e scaldarsi.

Il paradosso siciliano è che il territorio gode di irraggiamento solare tra i più alti d’Europa, ma paga l’energia più cara. Uno studio di RSE ha quantificato l’impatto dell’abolizione del Prezzo Unico Nazionale: acquistare a prezzi zonali avrebbe comportato per i consumatori siciliani un costo aggiuntivo fino al 27,2%, mentre per gli utenti del Sud nel complesso si sarebbe registrata una riduzione dei costi fino al 5,3%. La forbice geografica è ampia e penalizza proprio le aree con maggiore fabbisogno di climatizzazione estiva. Installare pannelli per l’autoconsumo non è quindi una scelta ambientale, ma una necessità economica immediata: sottrarre almeno una parte dei consumi domestici alla bolletta significa contrastare direttamente il meccanismo che genera la povertà energetica.

Ma con 12 milioni di euro, quanti dei 300 mila nuclei in difficoltà possono essere raggiunti? Facendo un calcolo approssimativo sul finanziamento medio di circa 17.500 euro, la misura potrebbe coprire meno di 700 famiglie. Una stima prudenziale, che non tiene conto di eventuali economie di scala o della distribuzione effettiva delle domande per taglia d’impianto, ma che dà la scala del problema: si parla di coprire una frazione inferiore allo 0,25% del bisogno reale.

Il confronto che conta

Per capire la portata reale di Energia solidale, basta confrontarla con lo strumento nazionale. Il Reddito Energetico, istituito dal DM 8 agosto 2023 e gestito dal GSE, ha messo a disposizione per l’anno 2024 risorse finanziarie pari a 100 milioni di euro, di cui 80 milioni destinati alle otto regioni del Sud Italia, Sicilia compresa. Una cifra oltre otto volte superiore a quella stanziata dalla Regione Siciliana, e concentrata sullo stesso problema — portare il fotovoltaico alle famiglie in difficoltà economica — con una platea potenziale ben più ampia ma comunque insufficiente rispetto alla dimensione del fenomeno.

Il dato non sminuisce la bontà tecnica della misura regionale, che sul piano dell’ingegneria finanziaria è pulita e mirata. Ne ridimensiona però l’impatto assoluto. Energia solidale funziona come un’iniezione di credito intelligente, senza attriti burocratici e con un disegno che premia il bisogno reale. Ma la sua efficacia si misurerà sulla capacità di diventare strutturale e di crescere nelle prossime annualità: altrimenti, per centinaia di migliaia di siciliani, la bolletta resterà una scelta tra rinunce quotidiane, e il buio in casa una decisione obbligata.