Elettricità al 23% dei consumi globali, obiettivo 35% entro il 2035
Davanti alla prossima scelta tra una caldaia a gas e una pompa di calore, o tra un’auto tradizionale e una elettrica, molti non sanno che l’elettricità copre appena un quinto dei consumi finali di energia. Secondo IRENA, nel 2023 la quota di elettricità sul consumo finale totale di energia era circa il 23%. Eppure è proprio da qui che è partita una corsa silenziosa, fatta di obiettivi e piani che riguardano anche chi deve solo decidere se sostituire una caldaia o comprare un’auto nuova.
Un numero che muove i governi
Già a giugno 2026, la presidenza entrante della COP31 ha proposto di aumentare la quota dell’elettricità nel consumo finale globale di energia dal poco più del 20% al 35% entro il 2035. Non è stato un annuncio isolato: a fine giugno l’iniziativa è stata lanciata congiuntamente da un gruppo molto ampio, che comprende la Commissione europea, la presidenza COP30 del Brasile, la presidenza COP31 di Türkiye e Australia, la presidenza entrante COP32 dell’Etiopia, il Canada, le Filippine, la Repubblica di Corea, il Regno Unito, l’IEA e l’IRENA. Una alleanza di questo tipo non si forma per un comunicato stampa: è il segnale che l’elettrificazione è diventata una priorità diplomatica condivisa.
Poco dopo, lo scorso 17 luglio, la Commissione europea ha pubblicato il suo Electrification Action Plan, un piano d’azione con un obiettivo indicativo del 46% entro il 2040 per il tasso di elettrificazione dell’UE. Il Giappone, dal canto suo, ha riportato ufficialmente un tasso del 28,1% nell’anno fiscale 2024, secondo quanto comunicato dall’Agenzia per le risorse naturali e l’energia. E secondo Electrify Now, per costruire un sistema energetico resiliente serve portare l’elettrificazione da circa il 21% del consumo finale di energia al 35% entro il 2035.
Ma perché tanti Paesi e istituzioni spingono sull’elettrificazione proprio in questo momento? La risposta non sta solo nel clima.
Il paradosso dei conti
Dietro i target ci sono conti che spiegano la fretta. Secondo la Commissione europea, raggiungere l’obiettivo di elettrificazione porterebbe a un risparmio di 260 miliardi di euro all’anno in importazioni di combustibili fossili per l’UE. Il piano europeo punta a portare l’elettrificazione dal 23% del consumo energetico al 46% entro il 2040. Non è una cifra simbolica: è denaro che ogni anno lascia l’Europa per comprare energia da altri Paesi, e che secondo questi calcoli resterebbe invece dentro il sistema economico europeo.
La Francia si muove nella stessa direzione, con un piano nazionale che mira al 34% entro il 2030 e al 38% entro il 2035. E già ad aprile 2026 il governo francese ha annunciato l’intenzione di raddoppiare il sostegno pubblico all’elettrificazione entro il 2030, portandolo da 5,5 a 10 miliardi di euro all’anno. La Cina, dal canto suo, ha fissato un obiettivo del 35% di elettricità sul consumo finale di energia entro il 2030, in aumento rispetto al 30% nel 2025.
Se per i governi è una questione di competitività, per famiglie e imprese il dubbio resta: aspettare l’obbligo o anticipare la spesa? La risposta che emerge da questi piani è pragmatica. Aspettare significa arrivare dopo, quando i costi di adeguamento saranno più alti, quando le filiere saranno più congestionate e quando gli incentivi probabilmente saranno meno generosi. Chi anticipa, invece, può scegliere con calma, confrontare le offerte e sfruttare le condizioni ancora favorevoli.
Non serve essere verdi, basta non restare fuori
Chi oggi deve sostituire un impianto o un veicolo non deve aspettare un obbligo normativo. I piani nazionali e le traiettorie indicano una direzione univoca: l’elettrificazione è uscita dai documenti ambientali ed è diventata una partita industriale e geopolitica. Per chi deve scegliere nei prossimi anni, il messaggio è semplice: non serve essere ambientalisti convinti per capire che anticipare la transizione, quando i conti lo permettono, è più conveniente che rincorrerla.
La domanda che resta è: quanto tempo abbiamo prima che il ritardo diventi un costo fisso? I numeri dicono che il tempo per farlo a condizioni vantaggiose è adesso.




