La sequenza dei lavori prevede prima la protezione del fondale, poi i cavi e infine le turbine, con il lotto
Ottantasette monopali piantati nel fondale del Mare del Nord aspettavano da mesi che qualcuno li mettesse al riparo dall’erosione. La posa delle fondazioni di Dogger Bank C, il terzo lotto del più grande parco eolico offshore in costruzione, si è conclusa nel novembre 2025, con l’ultimo monopalo installato da Seaway7. Poi, il silenzio operativo. La nave Flintstone, di proprietà di DEME, ha cominciato i lavori di protezione solo il 23 luglio 2026, a otto mesi di distanza e con un preavviso di appena tre giorni rispetto all’annuncio ufficiale, diffuso da offshorewind.biz lo scorso 20 luglio. Un intervallo che colpisce, in un settore dove le finestre meteo dettano i tempi e ogni giorno di inattività costa.
La catena dei contratti e il nodo dei tempi
Dietro quel ritardo c’è un incastro complesso di appalti e fasi realizzative che ha progressivamente allontanato il traguardo di Dogger Bank C dal 2026 al 2027. Il progetto complessivo, da 3,6 GW e 277 turbine GE Haliade-X, è stato spezzettato in tre lotti (A, B e C) e affidato a contractor diversi per ogni attività: Jan De Nul per l’installazione delle turbine tramite la nave Voltaire, DEME Offshore per i cavi inter-array, Seaway7 per le fondazioni. Una ripartizione che consente di parallelizzare i lavori, ma crea anche dipendenze rigide: nessuno può intervenire sulla parte superiore del monopalo se prima non viene messo in sicurezza il fondale.
La campagna di protezione anti-erosione che Flintstone ha avviato in questi giorni non è la prima in assoluto: già tra maggio e giugno 2025, stando a un avviso ai naviganti dell’Eastern IFCA, la stessa nave aveva operato sulle medesime 87 postazioni, segno che il processo prevede più strati di roccia da depositare in momenti diversi. Ma il grosso del lavoro — la posa dello strato definitivo prima dell’arrivo dei cavi e delle turbine — era rimasto in sospeso. Secondo quanto riportato dalla stessa Dogger Bank, l’installazione della roccia sarebbe iniziata «a luglio 2026»: una previsione rispettata al giorno, ma che conferma quanto il cronoprogramma del lotto C fosse già stato ricalibrato in ritardo rispetto alle attese iniziali.
Intanto DEME Offshore, che già deteneva il contratto EPCI per circa 250 km di cavi inter-array a 66 kV, ha potuto mobilitare la posacavi Living Stone soltanto una volta completata la protezione del fondale. La sequenza è questa: prima la roccia, poi i cavi, infine le turbine. E l’anello più a monte, la protezione, ha impiegato quasi un anno per ripartire.
La tabella di marcia: A quasi al traguardo, B avanza, C insegue
Mentre Dogger Bank C sconta i ritardi, gli altri due lotti procedono a ritmi diversi. Dogger Bank A ha tagliato un traguardo simbolico: la 95ª e ultima turbina è stata installata dalla Voltaire lo scorso febbraio, completando la fase di montaggio del primo parco da 1,2 GW. La stessa nave si è poi spostata su Dogger Bank B, dove l’installazione delle turbine proseguirà — secondo le informazioni più aggiornate — fino a circa il secondo trimestre del 2027. Significa che, nel momento in cui il lotto C inizierà a vedere le prime pale, il lotto B sarà ancora in piena attività, con un’inevitabile competizione per le risorse navali e le finestre meteo.
Il quadro complessivo dice che il progetto avanza, ma con un differenziale crescente tra i tre lotti. Dogger Bank A è ormai nella fase di commissioning; Dogger Bank B è a metà strada, con la Voltaire impegnata a installare turbine; Dogger Bank C, invece, sta muovendo i primi passi nella fase subacquea, con la protezione anti-erosione appena cominciata e le turbine da 14 MW — le più potenti mai installate in serie su un parco offshore — che dovranno attendere almeno la fine dei lavori sui cavi. Il completamento di C è atteso ora nel corso del 2027, non più nel 2026, e questo slittamento ridisegna anche la traiettoria finanziaria del progetto, che conta su sovvenzioni legate alla produzione effettiva.
L’elemento da monitorare, nei prossimi mesi, è la durata della campagna turbine su Dogger Bank B: se Jan De Nul riuscirà a rispettare la scadenza del secondo trimestre 2027, la Voltaire potrà poi spostarsi su C senza ulteriori congestioni. In caso contrario, l’effetto domino rischia di allungare ulteriormente i tempi del terzo lotto, proprio quando il parco dovrebbe cominciare a generare a piena potenza.




