La piattaforma di conversione HVDC a 525 kV richiede cinque anni di progettazione e installazione
2 gigawatt. È la potenza di Ostwind 4, il nuovo sistema di trasmissione che collegherà i parchi eolici a nord-est di Rügen alla rete tedesca. Per dare un ordine di grandezza: basterebbe ad alimentare oltre due milioni di case. È il primo collegamento in corrente continua ad alta tensione (HVDC) a 525 kilovolt mai realizzato nel Mar Baltico tedesco — stando ai dati di 50Hertz, il gestore della rete di trasmissione. Eppure la prima lamiera d’acciaio è stata tagliata solo il 10 luglio scorso. L’elettricità arriverà a terra a maggio 2031.
Un gigante (ancora) sommerso
Nessun collegamento offshore nel Baltico tedesco aveva mai raggiunto questa tensione. Ostwind 4 è il quarto progetto della serie che punta a portare a terra l’energia prodotta dai siti eolici a nord-est dell’isola di Rügen. Ma i numeri, questa volta, sono diversi: 2 GW di capacità di trasmissione, il doppio rispetto agli standard più comuni per questo tipo di infrastrutture nel Baltico. Non stiamo parlando di un parco eolico, ma del cavo che ne raccoglie la produzione e la consegna alla rete continentale. Per la prima volta, una linea HVDC a 525 kV sarà implementata nel Baltico tedesco per il collegamento di un parco eolico offshore, segnando un salto tecnologico rispetto ai progetti precedenti.
Ma cinque anni per passare dal taglio della prima lastra alla messa in servizio sono tanti, anche per un’infrastruttura di questa portata. La domanda è inevitabile: perché così tanto tempo? La risposta sta nella complessità tecnica di una piattaforma di conversione che deve trasformare la corrente alternata prodotta dalle turbine in corrente continua, trasportarla a terra per decine di chilometri e riconvertirla per la rete nazionale. Non è un cavo qualsiasi. È un’opera di ingegneria che richiede tempi di progettazione, fabbricazione e installazione paragonabili a quelli di una grande centrale.
Chi costruisce, chi aspetta
Dietro quel numero — 2 GW — ci sono contratti già assegnati e una macchina industriale in moto. Già a dicembre 2024, GE Vernova e Drydocks World si erano aggiudicate l’appalto per realizzare il sistema di connessione: il primo collegamento HVDC da 2 GW per parchi eolici offshore nel Baltico tedesco. La piattaforma sarà costruita nei cantieri Drydocks World, mentre la tecnologia di conversione porta il marchio GE Vernova. Il committente è 50Hertz, il gestore di rete che ha fissato al 31 maggio 2031 la data di completamento prevista, in base a quanto indicato nella legge tedesca sull’industria energetica.
Il taglio della prima lamiera, avvenuto la scorsa settimana, ha un valore simbolico: segna l’inizio della fabbricazione della piattaforma topside, il cuore del sistema. Ma è un gesto piccolo se confrontato con l’orizzonte temporale che si apre. Cinque anni, nel mercato dell’energia, sono un’era geologica. La Germania nel frattempo continuerà a dipendere dal gas per bilanciare l’intermittenza delle rinnovabili, mentre le aste per l’eolico offshore — comprese quelle nei siti serviti proprio da Ostwind 4 — assegneranno capacità che avrà bisogno di questa infrastruttura per essere valorizzata. L’operatore dei parchi, OstSee Energies (joint venture tra TotalEnergies e altri partner), ha bisogno di certezze sui tempi. La potenza installabile in mare dipende dalla capacità di trasporto a terra. Senza cavo, le turbine girano a vuoto.
La scommessa del 2031
Se il completamento è fissato per maggio 2031, il vero nodo non è la potenza, ma il calendario. Ogni anno di ritardo nella connessione è un anno in cui l’energia eolica disponibile in mare non arriva ai consumatori tedeschi. E il 2031 non è dietro l’angolo. La Germania si è data obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione, con una capacità eolica offshore che dovrebbe raggiungere i 30 GW entro il 2030. Ostwind 4 da solo rappresenta circa il 7% di quell’obiettivo, ma arriverà dopo la scadenza. Non è un paradosso, è il riflesso dei tempi tecnici e autorizzativi di questo tipo di opere: la pianificazione parte con anni di anticipo rispetto all’installazione, e le date di consegna scontano la catena di fornitura globale, la disponibilità di navi posacavi e le finestre meteo nel Baltico.
C’è poi un aspetto di mercato. Un’infrastruttura da 2 GW cambia gli equilibri: quando entrerà in funzione, Ostwind 4 potrà trasportare volumi di energia tali da influenzare i prezzi all’ingrosso nella zona di mercato tedesca, soprattutto nelle ore di forte vento. Ma fino ad allora, il contributo dell’eolico baltico resterà vincolato alla capacità dei collegamenti esistenti. La domanda non è se Ostwind 4 servirà — servirà eccome — ma se i tempi della burocrazia e della cantieristica navale riusciranno a tenere il passo con l’urgenza della transizione. Cinque anni per costruire una piattaforma e posare un cavo sono nella media internazionale per progetti di questa taglia: il problema non è la lentezza di Ostwind 4, è la velocità che il sistema-Paese dovrebbe imprimere a tutti gli altri progetti simili.
Il 2031 è una data lontana, ma la prima lamiera tagliata ci dice che la partita è iniziata. Il prossimo numero da tenere d’occhio: quando verrà posata la piattaforma in mare.




