Cadeler acquista l’azienda tedesca per 501 milioni puntando sulla scarsità di navi per fondazioni eoliche dal 2029.

Non è la nave, non è la gru. È il martello che pianta le fondazioni. A due mesi dall’annuncio dello scorso 11 agosto, l’acquisto di Menck da parte di Cadeler per 501 milioni di euro — si legge nel comunicato ufficiale della società — resta la mossa più rivelatrice dell’offshore wind recente: non si compra una fabbrica, si compra il battito che decide se un parco eolico sta in piedi.

Il martello che decide le fondazioni

Menck arriva da Acteon, gruppo britannico di servizi per l’energia offshore, con più di 150 anni di esperienza ingegneristica e quartier generale a Kaltenkirchen, in Germania. La società opera stabilimenti ad Amburgo, Singapore, Cornovaglia e Cork. Il cuore dell’operazione non è però nella storia o nella geografia: è una macchina ancora da lanciare. Secondo Menck, il primo Wind Hammer di nuova generazione arriverà all’inizio del 2027. Per Cadeler quel nome indica esattamente il punto in cui una centrale eolica in mare smette di essere un progetto e diventa una struttura: prima della turbina viene la fondazione, e prima della fondazione viene il colpo.

Il martello non è un accessorio: è l’utensile che compie il lavoro di infissione, il componente che determina se la struttura scende nel fondale come previsto. La metafora è volutamente fisica: l’intera catena dell’installazione eolica offshore dipende da un gesto meccanico ripetuto migliaia di volte. Ma perché un martello, per quanto sofisticato, vale mezzo miliardo di euro?

Perché 501 milioni: la matematica della scarsità

La risposta non sta nella tradizione ingegneristica di Menck, ma nei numeri dell’offerta di navi. Lo scorso 10 agosto Cadeler ha firmato contratti definitivi con il cantiere COSCO Shipping Offshore di Qidong, in Cina, per la costruzione di due nuove navi T-class per l’installazione di fondazioni, con consegna prevista nel 2030 e nel 2031. Il valore dell’ordine è di circa 805 milioni di euro. È questa la logica che Cadeler cita per pagare 501 milioni: avere dentro casa la tecnologia dei martelli mentre la flotta si espande e la concorrenza sulle fondazioni si restringe.

Il mercato, in effetti, si sta restringendo su un fronte molto preciso. Dal secondo trimestre 2024, secondo Cadeler, nessuna nave per l’installazione di fondazioni eoliche è stata ordinata a livello globale. Tradotto: chi avrebbe voluto capacità aggiuntiva per gli anni a venire non ha ordinato nulla. Cadeler prevede una carenza di capacità a partire dal 2029, una sottodisponibilità che — nelle stime dell’azienda — sorreggerà tariffe giornaliere e utilizzo nel lungo periodo. Il prezzo di Menck, letto in quest’ordine di grandezza, non è una scommessa sulla fabbrica ma sulla scarsità futura.

I contorni finanziari lo confermano. L’operazione è stata finanziata con liquidità disponibile e con una linea di credito per acquisizioni da 380 milioni di euro fornita da DNB Bank ASA e Coöperatieve Rabobank U.A. L’acquisto arriva dopo che Acteon ha annunciato la vendita di Menck, la sua linea di business “Marine Foundations”, a chiusura di una ristrutturazione durata due anni e mezzo sostenuta dagli investitori Buckthorn Partners e One Equity Partners. Per Acteon la vendita chiude un ciclo; per Cadeler apre la proprietà di un collo di bottiglia.

Accesso equo: una promessa da verificare

Cadeler ha già una risposta ufficiale, offerta a colleghi e concorrenti. Dopo l’acquisizione della tedesca Menck, il maggiore vettore offshore al mondo ha assicurato che vi sarà accesso equo alle attrezzature essenziali. In altre parole: chi noleggiava i martelli Menck dovrebbe continuare a poterlo fare.

La promessa va letta con una punta di ironia: l’accesso equo è garantito proprio da chi ora possiede il collo di bottiglia. Il mercato la verificherà quando le tariffe giornaliere saliranno e la capacità scarseggerà davvero, cioè quando Cadeler avrà interesse a privilegiare le proprie navi e i propri progetti. Se l’operazione produrrà integrazione virtuosa o chiusura competitiva si deciderà nei prossimi anni, non nei comunicati.

Il vero test non è il prezzo pagato: è se un concorrente riuscirà a prenotare un martello Menck nel 2029, quando Cadeler avrà le T-class in acqua e la carenza di navi per fondazioni non sarà più una previsione ma una condizione di mercato.