La cinese aveva fornito fondazioni per Hornsea 3 e Moray West, ma l’accordo con Ardersier non fissa date
C’era un cantiere da circa 4.500 addetti sul Moray Firth, aperto negli anni Settanta per costruire piattaforme per il gas e il petrolio del Mare del Nord. Chiuse nel 2001. La notizia emersa lo scorso 21 agosto dalla comunicazione pubblicata da Dajin Heavy Industry è che la società ha firmato un memorandum of understanding con Ardersier Port, in Scozia, gestito da Haventus, per sviluppare congiuntamente un hub logistico per l’eolico offshore. Dajin Heavy Industry è quotata sia alla borsa di Shenzhen sia a quella di Hong Kong.
Un cantiere da 4.500 posti
Il punto di partenza è un numero: 4.500. Negli anni Settanta il McDermott Yard aprì sul Moray Firth per la fabbricazione e la costruzione di piattaforme offshore destinate alla nascente industria del gas e del petrolio del Mare del Nord. Nel suo periodo di massimo splendore il cantiere impiegava circa 4.500 persone. Poi la domanda calò e il sito chiuse nel 2001.
Se un cantiere nato per il petrolio si converte all’eolico, resta da chiedersi chi altro ha provato a usare quella banchina.
La stessa banchina: Ming Yang bloccata, Dajin firma
La risposta è immediata: sullo stesso Ardersier Port, secondo la BBC, il governo britannico ha bloccato i piani della società cinese Ming Yang di aprire il più grande impianto di produzione di turbine eoliche del Regno Unito nelle Highlands. Ming Yang aveva proposto un impianto da 1,5 miliardi di sterline per il porto di Ardersier vicino a Nairn. Non si trattava di logistica ma di produzione: Londra ha fermato il progetto.
Dajin arriva sulla stessa banchina con un ruolo diverso. La cooperazione con Ardersier si basa, nella comunicazione, sul quadro già sperimentato con il porto di Cuxhaven, in Germania. L’intesa con Cuxhaven, firmata il 26 novembre, punta a creare un hub internazionale dell’eolico offshore su più di 20 ettari di nuova area portuale. Dopo quel progetto, Ardersier Port rappresenta per Dajin un altro punto d’appoggio logistico nella regione europea del Mare del Nord.
Dajin non è un nome nuovo per i parchi eolici britannici. Il produttore cinese di fondazioni ha fornito fondazioni per Hornsea 3, per lo scozzese Moray West e per Inch Cape. La presenza commerciale nei progetti europei è già costruita: ciò che cambia, con Ardersier, è la logistica.
L’annuncio non fornisce cifre né tempi. Non c’è una data di avvio della banchina operativa. Un memorandum of understanding serve a fissare il quadro di una cooperazione, non a garantire che i lavori partano. È una differenza che conta, soprattutto quando il precedente sulla stessa banchina è un progetto da 1,5 miliardi fermato dal governo.
Cosa aspettarsi dal MoU
Dopo il contrasto, la questione diventa operativa. L’Ardersier Energy Transition Facility, secondo Haventus, sarà il più grande impianto scozzese sulla costa del Mare del Nord per dispiegare e manutenere impianti eolici offshore. La formula è quella già vista a Cuxhaven: mettere a disposizione aree portuali per la logistica, non fabbriche di turbine. In Scozia il punto critico non è l’annuncio, ma l’effettiva disponibilità di banchina.
Basterà un memorandum a trasformare Ardersier nel più grande impianto scozzese per l’eolico offshore? Il segnale da osservare nei prossimi mesi è se l’accordo si traduce in banchina operativa, non in un altro annuncio.




