Chi abita tra Bari e Barletta conosce la tramontana: entra dalle finestre, gonfia i panni stesi, ma non alleggerisce la bolletta. Il 23 febbraio 2023 due società — Galileo, piattaforma paneuropea di sviluppo di energia rinnovabile, e Hope Group, realtà pugliese attiva nella progettazione di impianti — hanno annunciato la joint venture Barium Bay: un parco eolico offshore galleggiante da 1.100 MW da collocare a oltre 40 chilometri dalla costa, tra Barium e il nord di Barletta. A distanza di più di tre anni, conviene rileggere quell’annuncio con i numeri, per separare la promessa dal progetto reale.
Dalla bolletta al largo di Barletta: il progetto che non c’è ancora
Per capire come quel vento potrebbe arrivare in bolletta, bisogna tornare all’annuncio di febbraio 2023. Le premesse, sulla carta, ci sono. Secondo un’analisi di Green Giraffe, l’Italia risultava il terzo mercato più promettente al mondo per lo sviluppo dell’eolico offshore galleggiante. Ma i numeri dell’esistente raccontano un’altra storia: il Paese aveva un solo parco eolico offshore operativo, quello di Taranto/Beleolico, da 30 MW. In questo divario si inserisce Barium Bay: un progetto da 1.100 MW, annunciato ma non ancora costruito. Quanto è concreto, al di là dei numeri dichiarati?
La matematica del progetto: 74 turbine, 3 miliardi di kWh, 1 milione di famiglie
Dietro l’annuncio ci sono cifre che sembrano enormi, ma vanno lette insieme ai precedenti. Secondo la scheda tecnica diffusa da OffshoreWind, il progetto prevede 74 turbine da 15 MW e una produzione di oltre 3 miliardi di kilowattora, equivalente al fabbisogno annuo di oltre un milione di famiglie italiane. Sul sito del progetto si parla anche di 1.300.000 tonnellate di CO2 evitate e del fabbisogno di oltre un milione di famiglie. Per dare una scala: il parco di Taranto/Beleolico, l’unico operativo segnalato, era da 30 MW; Barium Bay ne promette 1.100, più di trenta volte tanto.
E non è la prima volta che Galileo e Hope Group incrociano il vento dell’Adriatico. La loro prima iniziativa comune, Lupiae Maris, riguardava un parco da 525 MW al largo delle coste di Brindisi e Lecce. Rispetto a quel precedente, Barium Bay raddoppierebbe la capacità: 1.100 MW contro 525. Barium Bay è quindi la seconda puntata di una strategia condivisa, ma resta sulla carta. La distanza tra piani e realtà operativa raccontata dalle fonti restava ampia: un solo impianto, quello da 30 MW a Taranto, risultava effettivamente operativo.
Resta però una domanda: chi altro sta investendo nella stessa regione e cosa significa per i tempi di realizzazione?
La concorrenza che decide i tempi
La scommessa Barium Bay non è l’unica sulla costa pugliese: chi altro è in corsa? BayWa r.e. contava 14 progetti eolici offshore galleggianti in sviluppo in Italia, per una capacità di circa 9 GW, di cui due in Puglia, la stessa regione di Barium Bay. Questo non rende Barium Bay meno credibile, ma ricorda che i tempi di realizzazione dipendono da molti attori, autorizzazioni e connessioni alla rete. Conoscere i numeri e i concorrenti permette di guardare ai prossimi passi senza farsi incantare dagli annunci.
La prossima volta che sentirete parlare di nuovi parchi eolici in mare, leggete i numeri e chiedete tempi, autorizzazioni e connessioni: è l’unico modo per capire se il vento diventerà davvero elettricità nelle vostre case.




