L’acquisizione da 275,0 milioni di sterline è stata pagata in parte in contanti e in parte con azioni Ballard
49.584.212 azioni ordinarie Ballard. È il numero che racconta l’operazione GeoPura meglio di qualsiasi comunicato. A poco più di un mese dall’annuncio pubblicato il 28 agosto scorso, conviene ripartire dai termini: l’acquisizione di GeoPura Limited, fornitore britannico di soluzioni energetiche a idrogeno a zero emissioni, è stata completata da Ballard Power Systems. Quando un’azienda paga 82,5 milioni di sterline in contanti e il resto in se stessa, sta dicendo che la scommessa sull’idrogeno vale più del bilancio attuale.
Carta e se stessa: il prezzo della fiducia
L’accordo prevede un corrispettivo iniziale totale di 275,0 milioni di sterline. Di questi, 82,5 milioni sono in contanti. Il resto è carta: 49.584.212 azioni ordinarie Ballard di nuova emissione, più restricted share units che saranno regolate entro dodici mesi per ulteriori 1.084.540 azioni. Tradotto: gli ex azionisti di GeoPura si ritrovano in mano circa il 14,1 per cento delle azioni ordinarie in circolazione di Ballard su base pro-forma. Non è un dettaglio tecnico. Cedere il 14,1 per cento di sé stessi per un’azienda acquisita segnala che le due parti si considerano legate a un destino comune, non solo da un assegno.
Ma perché Ballard ha scelto di pagare con azioni e dare a GeoPura una quota così rilevante? La risposta sta in una collaborazione che dura dal 2019.
Dal 2019, lo stesso carburante
GeoPura è stata fondata nel 2019, ma non è un soggetto qualunque per Ballard. Le due aziende collaborano fin dal lancio di GeoPura: la tecnologia delle celle a combustibile Ballard è al centro di ogni Hydrogen Power Unit di GeoPura. In altre parole, Ballard non ha comprato un cliente potenziale: ha comprato un cliente di lunga data. E GeoPura non arriva senza sostegno pubblico. L’investimento di 30 milioni di sterline della UK Infrastructure Bank ha sostenuto il lancio delle Hydrogen Power Unit e lo sviluppo di uno dei più grandi impianti di produzione di idrogeno verde del Regno Unito. Il progetto, inoltre, aveva già ricevuto finanziamenti governativi nell’ambito dell’Hydrogen Business Model Allocation Round 1 nel dicembre 2023.
La storia e i sussidi, però, non garantiscono il futuro: chi osserva i conti delle aziende comparabili vede un altro film.
Strategia significativa, conti in rosso
Chi osserva il settore si trova davanti a una contraddizione. Le aziende più comparabili al business in cui Ballard sta entrando sono FuelCell Energy e Plug Power, società verticalmente integrate nei servizi energetici a idrogeno. Hanno però una caratteristica in comune: non hanno mai prodotto un profitto e hanno perso persino più soldi di Ballard. Il che rende ancora più rilevante il giudizio di Baltej Sidhu, analista presso National Bank of Canada Capital Markets, che ha definito l’operazione la più strategicamente significativa di Ballard. Significativa, appunto, non già redditizia.
Qui sta il paradosso. Da un lato, l’integrazione verticale promette di trasformare Ballard da fornitore di componenti a fornitore di soluzioni energetiche complete. Dall’altro, i comparabili mostrano che essere integrati e strategici non si è ancora tradotto in utili. Il mercato dell’idrogeno resta legato a clienti e sussidi più che a profitti operativi.
Il test sarà nei prossimi mesi. Ballard può pagare fino a 27,5 milioni di sterline in corrispettivo aggiuntivo potenziale, subordinato al raggiungimento da parte di GeoPura di specifici traguardi finanziari post-chiusura. Se GeoPura non li raggiungerà, quei 27,5 milioni non verranno erogati e la promessa dell’idrogeno resterà tale.




