MASE: sportello telematico attivo per impianti oltre 300 MW e offshore, invio obbligatorio dal 31 luglio.
Fino a ieri, presentare un’istanza per un grande impianto eolico offshore o per un parco fotovoltaico da centinaia di megawatt significava preparare faldoni, spedire raccomandate e sperare che il plico non si perdesse tra gli uffici di un’amministrazione e l’altra. Lo sa bene chi ha provato a districarsi tra i pareri di enti diversi, in attesa di un sì che poteva arrivare dopo un anno, oppure non arrivare affatto. Secondo un’analisi della Commissione europea sul permitting italiano, la diffusione delle rinnovabili è ritardata proprio da procedure di autorizzazione complesse, causate da sovrapposizioni di compiti tra autorità, discrepanze nel quadro normativo e mancanza di un approccio basato sul rischio. Da fine luglio, però, qualcosa è cambiato.
Un portale per governare i gigawatt
Lo scorso 21 luglio 2026, con il decreto direttoriale n. 181, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha istituito il portale digitale “Permitting FER”. Si tratta dello sportello telematico pensato per la presentazione delle istanze e la gestione dei procedimenti di autorizzazione degli interventi previsti dall’allegato C, sezione II, lettere a), t) e v), del Decreto Legislativo 25 novembre 2024, n. 190, noto come Testo Unico Rinnovabili. In concreto, il portale riguarda gli impianti a fonti rinnovabili di potenza superiore a 300 MW e gli impianti offshore in mare di competenza del Ministero, cioè i progetti industriali più rilevanti per la transizione energetica del Paese.
Il percorso normativo che ha portato all’apertura del portale non è stato lineare: il Decreto Legislativo 190/2024 è stato prima modificato dal Decreto Legge 21 novembre 2025, n. 175, e poi dal Decreto Legislativo 26 novembre 2025, n. 178, entrato in vigore l’11 dicembre 2025. Solo con quest’ultimo tassello si sono create le condizioni per dare gambe allo strumento digitale, che rientra peraltro in un progetto più ampio chiamato Faster Permitting, partito già nel luglio 2024 e che sarà completato proprio in questi giorni.
La scelta di spostare l’intero procedimento su piattaforma telematica risponde a un’esigenza concreta: ridurre i colli di bottiglia amministrativi che hanno frenato gli investimenti. Secondo quanto comunicato da Elettricità Futura, il portale è destinato proprio a gestire in via esclusiva le autorizzazioni ministeriali per i grandi impianti. La domanda ora è: basterà a far decollare davvero i progetti?
Istruzioni per l’uso (e qualche cautela)
Al di là degli annunci, per chi investe ci sono regole precise da seguire. A partire dal 31 luglio 2026, tutte le istanze di autorizzazione per gli interventi coperti dal decreto dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale Permitting FER. Chi sbaglia canale, anche soltanto per abitudine o per mancato aggiornamento, rischia di vedersi dichiarare l’istanza improcedibile: il decreto lo scrive nero su bianco, a pena di improcedibilità.
Questo significa che le aziende e i consulenti tecnici hanno dovuto attrezzarsi in fretta. Il salto dalla carta al digitale assomiglia a quando, nel mondo delle dichiarazioni dei redditi, si passò dal modello cartaceo al precompilato online: all’inizio sembra una complicazione, ma il vantaggio sta nella tracciabilità del procedimento, nella riduzione dei tempi morti e nella possibilità di monitorare lo stato della pratica senza dover telefonare a un ufficio. Resta però un punto delicato: il portale digitalizza l’invio e la gestione della documentazione, ma non cancella da solo le sovrapposizioni di competenze tra autorità diverse che la Commissione europea ha segnalato come uno dei freni principali. Un portale efficiente aiuta, ma se la macchina amministrativa dietro continua a funzionare a compartimenti poco comunicanti, il rischio è di scambiare un’interfaccia moderna con una riforma compiuta.
Per chi ha in mano un progetto di taglia grande, la scadenza del 31 luglio non è un dettaglio: è il punto di partenza. Chiunque abbia un’istanza pronta o stia per finalizzarla non ha alternative alla presentazione telematica. Il consiglio pratico è di verificare subito la completezza della documentazione e di prendere confidenza con la piattaforma, perché eventuali errori formali possono pesare più di un tempo, ora che il sistema è rigido sulla procedibilità.
Il portale Permitting FER accorcia la strada, ma la transizione energetica ha bisogno di tutte le ruote per girare: digitalizzazione, coordinamento tra enti, certezza delle regole. Chi ha progetti in ballo si prepari a presentare l’istanza entro il 31 luglio, senza dimenticare che la corsa è appena iniziata.




