Bando SRD03: 2.096.856,68 euro per agriturismi e agricoltura sociale, domande entro il 23 novembre 2026
Nel 2010 le aziende agricole attive in Abruzzo erano più di 66mila. Nel 2020 erano 44.516. In dieci anni, secondo l’analisi di Openpolis sui dati del censimento, è sparita un’azienda su tre. A distanza di sei anni da quella fotografia, la Regione ha messo sul tavolo una cifra precisa per chi è rimasto: 2.096.856,68 euro per il 2026. Servono a finanziare la diversificazione, cioè la possibilità di affiancare all’attività agricola altre fonti di reddito. Le risorse sono quelle del bando SRD03 del CSR Abruzzo 2023-2027, destinato ad agriturismo, agricoltura sociale, attività didattiche e altri servizi nelle aree rurali. Viene spontaneo chiedersi se una somma di questo tipo sia proporzionata alla perdita.
Un’azienda su tre è sparita in dieci anni
Il dato sulle aziende va letto come sfondo storico e non come notizia. Riguarda il periodo tra il 2010 e il 2020 e misura soltanto quante aziende erano attive in quegli anni. Non dice quanto si producesse né quanto si guadagnasse. Basta però a spiegare il problema. Le dinamiche dell’agricoltura in Abruzzo descrivono una riduzione netta della base produttiva: «In 10 anni, insomma, è andato perso un terzo delle aziende agricole abruzzesi». Su questo sfondo resta da capire che cosa offra oggi la Regione alle aziende che non hanno chiuso.
Due milioni per restare in campagna facendo altro
La risposta è il bando SRD03, pubblicato dalla Regione Abruzzo il 3 agosto 2026. Non si tratta di una novità: è uscito quasi tre mesi fa. La sigla corrisponde all’intervento del Piano strategico della PAC dedicato agli investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole. Detto in modo più semplice, l’idea è che un’azienda agricola possa ospitare turisti, offrire servizi educativi o di inclusione sociale e restare così sul territorio anche quando la sola produzione non basta.
Secondo la scheda del bando pubblicata da Fira, la dotazione complessiva per il 2026 è di 2.096.856,68 euro, nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) Abruzzo 2023-2027. Il capitolo più visibile è quello degli agriturismi, ma non è il solo. Come ha precisato la Regione nella comunicazione sull’apertura delle domande, il sostegno riguarda «anche l’agricoltura sociale, le fattorie didattiche e le altre attività di diversificazione aziendale».
Dietro c’è un ragionamento economico preciso. Il bando non punta a far nascere nuove aziende né a recuperare quelle chiuse. Prova invece a rendere più solide quelle che esistono, aggiungendo al reddito agricolo una seconda entrata. In questo senso la misura difende ciò che è rimasto, non ricostruisce ciò che si è perso. Resta la domanda di partenza: due milioni di euro sono tanti o pochi? Per rispondere serve un termine di confronto.
Stesso intervento, regole diverse: il confronto e il conto alla rovescia
Il confronto più naturale è con le altre regioni che applicano lo stesso intervento. Lo scorso 6 ottobre la Regione Lazio ha approvato la Determinazione n. G13561, che riguarda il bando pubblico dell’Intervento SRD03. Si inserisce nel Complemento per lo Sviluppo Rurale (CSR) della Regione Lazio 2023-2027, nel quadro del Piano Strategico della PAC previsto dal Regolamento UE n. 2021/2115. La cornice europea è la stessa per tutti. Le singole regioni, però, decidono come declinarla.
Le differenze si vedono nei parametri dei bandi SRD03 in circolazione. In altri avvisi costruiti sullo stesso intervento compaiono dotazioni da 6 milioni di euro e contributi in conto capitale fino al 50% delle spese di progetto, con domande comprese tra 20mila e 250mila euro. In altri ancora, come un avviso SRD03 dedicato all’agricoltura sociale, la dotazione è di 1.800.000 euro e il contributo arriva al 60% della spesa ammissibile. Accostati, questi numeri mostrano che i due milioni abruzzesi stanno nella stessa fascia di altri stanziamenti sull’intervento. Nessuna di queste cifre, però, dice quanto la misura servirà davvero. Conta di più l’intensità del contributo, cioè quanta parte dell’investimento resta a carico dell’azienda, e quante imprese decideranno di presentare domanda.
Su quest’ultimo punto c’è una data. Le domande per gli agriturismi vanno presentate sul portale SIAN entro il 23 novembre 2026, cioè tra meno di quattro settimane. Quello che si potrà misurare a quel punto è il numero di richieste arrivate, da confrontare con le 44.516 aziende censite nel 2020. Sarà il primo segnale per capire se in Abruzzo la diversificazione riesce a frenare l’erosione delle aziende agricole o se si limita ad accompagnarla.




