L’Europa punta a 200 GW di accumulo entro il 2030, ma le regole di mercato favoriscono ancora il gas

Nel 2026, per la prima volta, il fabbisogno di accumulo stimato dalla Commissione europea ha superato i 200 GW entro il 2030. Serviranno circa 200 GW di capacità di stoccaggio, una cifra molto distante dall’obiettivo europeo di 30 GW di accumulo fissato nel breve termine.

La necessità di 200 GW è ribadita anche in un’analisi sulla dipendenza dell’Europa dalla Cina per le batterie. Eppure, mentre il fabbisogno corre, l’espansione della capacità cresce a un ritmo che resta al di sotto degli obiettivi, come documenta il rapporto su espansione rete e stoccaggio di pv magazine.

Non è solo una questione di gigawatt installati. Il vero divario sta nelle regole di mercato. Il rapporto sottolinea che «molti meccanismi di capacità favoriscono ancora gli impianti a gas, che sono meglio posizionati per soddisfare i requisiti di adeguatezza, mentre le batterie non sono ancora ricompensate nella scala necessaria per spostare decisamente la fornitura di flessibilità lontano dai combustibili fossili». Un’ che resta ancorata al gas, insomma.

«I meccanismi di capacità dovrebbero consentire e promuovere lo stoccaggio e la risposta alla domanda», ha dichiarato Velten, autore del rapporto, secondo l’appello di Velten. Parole che segnano una distanza evidente tra la velocità della ricerca e la lentezza dei regolatori.

La risposta dal laboratorio

Mentre i mercati premiano ancora il gas, nei laboratori tedeschi si è acceso un segnale diverso. Un team del Fraunhofer ISE ha messo a punto un anodo al silicio-carbonio che può aumentare l’autonomia dei veicoli elettrici fino al 40%, come riconosciuto dal premio per batterie sostenibili assegnato al team ESILIB. Il composito silicio-carbonio è sostenibile, economico e può essere prodotto interamente con materie prime europee, spiega il team ESILIB, ed è più economico dei materiali a base di silano, con una catena di approvvigionamento interamente interna all’Europa.

«La prossima generazione di batterie agli ioni di litio dovrebbe consentire un aumento dell’autonomia fino al 40% per i veicoli elettrici mantenendo gli stessi costi», ha dichiarato il leader del team ESILIB, il dottor Lukas Dold. Dopo i test di laboratorio, il team si prepara ora alla validazione con i produttori di batterie nell’UE.

Due velocità che si scontrano

La forbice è netta: da un lato una tecnologia che promette un salto di densità energetica e un costo potenzialmente inferiore, dall’altro un impianto normativo che continua a pagare la flessibilità del gas a scapito delle batterie.

I 200 GW di accumulo necessari entro il 2030 non arriveranno senza una riforma dei meccanismi di capacità e senza reti elettriche capaci di assorbire l’offerta intermittente. La domanda che si affaccia sui mercati non è se l’anodo silicio-carbonio funzioni, ma se le regole saranno pronte quando arriverà la produzione su scala.

Nei prossimi mesi due numeri guideranno le scelte: il costo industriale dell’anodo dopo i test con i produttori, e la percentuale di batterie che i regolatori ammetteranno nei mercati della capacità, finora disegnati per il gas. La tecnologia corre, i regolamenti camminano. La loro velocità relativa segnerà la prossima curva del mercato.