La mappa interattiva della Regione indica le aree con procedure autorizzative semplificate
Un 8% che parla da solo
L’8 per cento del territorio regionale. È la cifra che da sola condensa la svolta appena annunciata dalla Regione Toscana. Nei giorni scorsi, l’amministrazione ha pubblicato sul portale A.TOS (Atlante Toscano per lo Sviluppo Sostenibile) la mappa interattiva degli impianti da fonti rinnovabili presenti sul territorio. Molto più di un esercizio di trasparenza: la mappa è il tassello visibile di un pacchetto di provvedimenti, discusso lo scorso mese dalla Giunta, che individua le aree idonee per nuove installazioni.
La piattaforma permette di filtrare gli impianti per fonte: fotovoltaico, eolico, geotermico, idroelettrico, biomasse. Uno strumento che rende visibile, comune per comune, la distribuzione esistente. Ma è la percentuale a rendere concreto il disegno: il 3% aggiuntivo che la Regione intende definire come area idonea, sommandosi al 5% già previsto dalla legge nazionale 4/2026, porta il totale a circa l’8 per cento della superficie toscana. Quasi 18mila chilometri quadrati sui quali i futuri progetti potranno beneficiare di procedure semplificate. Una superficie che non è solo un impegno sulla carta: è il terreno su cui si giocheranno le prossime partite industriali.
Dal GSE ad A.TOS: la lunga marcia dell’open data energetico
La mappa regionale non nasce nel vuoto. Già nel 2017 il GSE aveva lanciato Atlaimpianti, il sistema informativo geografico che raccoglie i dati di tutti gli impianti rinnovabili italiani. Uno strumento nazionale, utile ma spesso poco maneggevole per chi cerca dettagli locali. A maggio 2025, sempre il GSE ha reso disponibili la Piattaforma delle Aree Idonee e la mappa delle Zone di Accelerazione, strumenti previsti dalla normativa per orientare gli investimenti. Tuttavia, quelle piattaforme fotografano uno scenario ancora molto nazionale e generico.
La Toscana ha scelto di andare oltre, costruendo un proprio atlante che integra i dati regionali e, soprattutto, li affianca a decisioni politiche già prese. Lo scorso giugno, la Giunta Regionale ha discusso un pacchetto di provvedimenti che include la proposta di legge per le aree idonee e il mandato agli uffici per la pubblicazione del Prizat (Piano regionale delle zone di accelerazione). È questo il passaggio che distingue la regione da un semplice archivio informatico: la mappa non è solo un censimento del passato, ma la proiezione delle aree su cui si potrà costruire il futuro.
Il segnale per gli sviluppatori
Se la mappa interattiva è una bussola, per chi deve decidere dove investire in nuovi impianti rinnovabili il segnale arriva forte. Il Prizat e le zone di accelerazione indicano con chiarezza dove le procedure autorizzative potranno essere semplificate, riducendo i tempi e i rischi amministrativi. L’8 per cento del territorio non è una cifra astratta: è l’insieme delle superfici su cui i progetti potranno contare su una corsia preferenziale. Sempre nei giorni scorsi, l’ANSA ha riportato le parole dell’assessore David Barontini, per il quale la mappa «mette finalmente nero su bianco» la situazione, rendendo trasparente non solo quanto già installato ma anche quanto potrà esserlo secondo le nuove regole.
Per gli sviluppatori il messaggio è duplice. Da un lato, la cartografia delinea già le aree dove la competizione sarà più intensa, perché identificate come idonee. Dall’altro, il pacchetto normativo approvato a giugno conferma che la Regione intende esercitare fino in fondo la propria autonomia nella pianificazione energetica, fissando regole più stringenti di quelle nazionali — il 3% aggiuntivo — ma anche più prevedibili. Chi investe in rinnovabili sa bene che la prevedibilità delle procedure è spesso più importante dell’entità di un incentivo. E la Toscana, con questa operazione di trasparenza e di pianificazione, sta costruendo proprio un quadro di certezze.
Non è un dettaglio, perché il settore è reduce da una stagione di incertezze normative. Avere una mappa delle aree di accelerazione già delineate e un atto di indirizzo politico chiaro può significare, per un fondo o un operatore, la differenza tra scegliere la Toscana o un’altra regione. Resta da vedere se l’8 per cento sarà sufficiente a soddisfare la domanda potenziale e a raggiungere l’obiettivo del presidente Giani di coprire due terzi del fabbisogno energetico entro il 2030 con fonti verdi. La mappa appena pubblicata è solo il primo passo: la vera sfida sarà riempirla di progetti concreti, cantieri e connessioni alla rete. E su questo, né la cartografia né le delibere possono da sole bastare.




