Gara su cinque territori e 36 mesi, ma il nodo resta il divario prezzi-costi.
Lo scorso 10 settembre Consip ha pubblicato la nuova gara Multiservizio integrato energia sanità, per la gestione e la riqualificazione energetica degli immobili sanitari di Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Campania e Provincia autonoma di Bolzano, del valore massimo di 2,5 miliardi di euro. Il termine per la ricezione delle offerte era fissato al 30 settembre 2026. Ma la ragione per cui un appalto di queste dimensioni arriva proprio in questa fase non sta nei comunicati: a giugno 2026 il prezzo del gas risultava superiore del 20,4% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nel primo semestre dell’anno l’elettricità era cresciuta in media del 6,4% su base annua.
Un maxi-accordo per spegnere le bollette
L’iniziativa MIES è articolata in cinque lotti territoriali e prevede la stipula di un Accordo quadro multi-aggiudicatario della durata di 36 mesi. Non è, quindi, una singola fornitura spot né un semplice contratto di energia: è uno strumento pensato per accompagnare le amministrazioni sanitarie nella gestione e nella riqualificazione energetica di edifici che consumano in modo continuativo, con vincoli operativi rigidi e spazi ridotti per interrompere i servizi.
Il paradosso dell’energia in corsia
Il perché di questa impostazione va cercato nei listini. Nel primo semestre del 2026 il costo dell’elettricità è cresciuto in media del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre a giugno il prezzo del gas risultava superiore del 20,4% su base annua. Lo segnalava l’allarme di FIASO sui costi energetici per Asl e ospedali, che invitava a monitorare l’impatto sulla sanità.
Per un ospedale o un’azienda sanitaria, il paradosso è evidente: per ridurre l’esposizione al prezzo dell’energia bisogna investire prima in efficienza, isolamento, impianti e gestione intelligente dei consumi. Sono interventi che richiedono capitale e continuità. Un accordo quadro multi-aggiudicatario di 36 mesi tenta di trasformare questa necessità in un perimetro stabile: più operatori chiamati a competere, una durata sufficiente a rendere sostenibili gli investimenti e una domanda pubblica aggregata su cinque territori diversi, abbastanza ampia da negoziare condizioni migliori. La scommessa è che il costo della riqualificazione venga compensato dal minor esborso corrente nei tre anni successivi.
Una torta da 17 miliardi
La partita non si gioca solo nei reparti. Nel 2025 la spesa nel mercato italiano dei servizi energetici ha raggiunto circa 17 miliardi di euro, secondo lo studio realizzato da Edison Next, ENGIE, Renovit e Veolia con Bain & Company. All’interno di questo perimetro, la Pubblica Amministrazione è il principale ambito di spesa, con circa 8 miliardi di euro. È il terreno più conteso, perché unisce volumi elevati, esigenze di continuità e una spinta strutturale a ridurre i consumi.
La sanità è in prima linea in questo confronto. Il MIES aggrega domanda di cinque territori per un massimo di 2,5 miliardi e mette in concorrenza operatori con competenze diverse: fornitura, gestione, riqualificazione, misurazione e monitoraggio. Ora che il termine del 30 settembre è scaduto, resta da capire se la concorrenza si è tradotta in offerte capaci di abbattere davvero il differenziale tra i prezzi proposti e i costi energetici correnti. Nei prossimi mesi il numero da osservare non sarà più il valore nominale della gara, ma proprio quel differenziale: se il MIES riuscirà a sterilizzare il rialzo del gas a doppia cifra registrato a giugno, la sanità pubblica avrà vinto la sua partita.




