L’accordo copre 45,5 GWh all’anno per dieci anni, dal 2027 al 2036, a favore di sei organizzazioni pubbliche belghe

Nel 2025 il Belgio ha trascorso più di 500 ore con prezzi elettrici negativi. Secondo i dati raccolti da Energy Global, lo stesso fenomeno ha riguardato Paesi Bassi, Germania, Svezia, Spagna e Francia. In un mercato in cui a volte l’elettricità vale meno di zero, lo scorso 27 agosto Axpo ha annunciato di aver vinto una gara pubblica dell’agenzia fiamminga veb per il suo primo vPPA nel settore pubblico belga: dieci anni, 45,5 GWh all’anno, sei organizzazioni pubbliche. L’annuncio si legge nel comunicato ufficiale di Axpo.

Cinquecento ore sotto zero

Il dato di partenza è anomalo per un mercato che sta spingendo sulle rinnovabili. Nel 2025 in Belgio si sono registrate più di 500 ore con prezzi negativi: una situazione in cui l’offerta eolica, quando soffia forte e la domanda non assorbe, supera la capacità della rete di ricevere energia, spingendo i prezzi sotto lo zero. Per chi vende un contratto legato all’eolico, queste ore erodono il valore reale dell’accordo: i ricavi si comprimono, tanto per il venditore quanto per l’acquirente, che pure ha firmato per avere costi certi. Non si tratta di un’anomalia belga: i dati di Energy Global indicano che lo stesso superamento delle 500 ore è avvenuto anche nei Paesi Bassi, in Germania, in Svezia, in Spagna e in Francia. Se l’energia a volte viene quasi regalata, perché un acquirente pubblico firma un contratto eolico decennale?

La scommessa decennale di sei enti pubblici

La risposta sta nella natura del contratto: il vPPA non punta sul prezzo spot ma su una garanzia di costo per dieci anni. L’accordo vinto da Axpo, come si legge nel comunicato ufficiale, è il primo vPPA congiunto nel settore pubblico belga, concluso con l’agenzia fiamminga veb. Non prevede una consegna fisica di elettricità: collega il valore dell’energia prodotta da parchi eolici onshore belgi a una copertura finanziaria di lungo periodo. Il produttore coinvolto è Elicio, con cui Axpo ha avviato una collaborazione di lungo termine. L’accordo garantirà a sei organizzazioni pubbliche l’accesso all’energia eolica onshore belga e una maggiore certezza sui costi energetici per dieci anni. I sei enti rappresentano settori eterogenei: istruzione, infrastrutture, sanità, acqua, governo locale e trasporto pubblico. Il contratto coprirà 45,5 GWh all’anno, dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2036. Secondo una nota di Elicio, la produzione annua attesa equivale al consumo elettrico di circa 13.000 famiglie.

Il paradosso è evidente: i prezzi negativi non cancellano il bisogno di certezza. Anzi, in un mercato così volatile, bloccare un costo per dieci anni ha un valore maggiore per una scuola, un ospedale o un’azienda di trasporto pubblico, che devono programmare bilanci e non possono inseguire l’andamento orario della borsa elettrica. La scommessa non è tanto sul prezzo dell’energia nei singoli momenti, quanto sulla capacità di Axpo, il più grande produttore di energia della Svizzera con circa 7.500 dipendenti, di gestire il rischio e di posizionarsi in Belgio con acquirenti pubblici, non solo industriali.

Il fronte Engie

Se Axpo entra dal lato pubblico, il confronto inevitabile è con chi finora ha dominato i contratti di fornitura rinnovabile a lungo termine in Belgio. Secondo una nota di Umicore, ENGIE è il principale rivale di Axpo per le forniture a lungo termine di energia rinnovabile in Belgio e ha costruito un portafoglio di PPA con acquirenti industriali. Axpo si sta quindi ritagliando uno spazio diverso, quello degli enti pubblici, ma la concorrenza non è solo sul prezzo: è sul posizionamento in un mercato belga sempre più conteso.

Il numero da tenere d’occhio non è il prezzo dell’energia ma quante ore il Belgio passerà sotto zero nel 2026. Se supererà ancora quota 500, il vPPA di Axpo diventerà il test decisivo per capire se la stabilità dei costi nel settore pubblico può reggere anche quando l’energia a volte vale meno di zero.