L’aumento del 37,3% riguarda il confronto trimestrale, mentre su base annua la spesa del cliente tipo vulnerabile sale del 9,3%

Chi in questi giorni riceve la bolletta della luce e rientra tra i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela trova il primo conto del quarto trimestre 2026, con le condizioni in vigore dal 1° ottobre. Il rincaro annunciato a inizio settembre, quel +37,3% rimbalzato su giornali e social, adesso è in bolletta. Il numero arriva dal pacchetto di provvedimenti e comunicati pubblicati dall’Arera tra il 31 agosto e il 4 settembre 2026, relativi ai settori elettrico e gas e raccolti dalla Staffetta Quotidiana il 7 settembre. Davanti a quella cifra viene da chiedersi se la spesa per la luce salirà davvero di un terzo. La risposta è più articolata del titolo, ma non del tutto rassicurante.

Un terzo in più a trimestre, meno di un decimo in un anno

Il dato ufficiale è questo: nel quarto trimestre del 2026 la bolletta elettrica per il “cliente tipo” vulnerabile in Maggior Tutela aumenta del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Il confronto però è con i tre mesi appena trascorsi, e un singolo trimestre può oscillare molto.

Per capire quanto pesa il rincaro sul bilancio familiare conviene guardare un secondo numero, che fa meno rumore. Secondo ARERA la spesa annua del tipico utente vulnerabile è di 665,38 euro, con un aumento del 9,3% su base annua. In media sono poco più di 55 euro al mese. Rispetto a un anno prima la differenza è nell’ordine di una cinquantina di euro, una cifra che si nota ma resta lontana dal “un terzo in più” che il primo dato fa immaginare.

I due numeri misurano cose diverse e non si contraddicono. Il +37,3% indica quanto è cambiato il prezzo tra un trimestre e il successivo. Il +9,3% indica quanto è cambiata la spesa di dodici mesi, che assorbe i trimestri più cari e quelli più economici. Il rincaro c’è e la tendenza è al rialzo, ma il confronto trimestrale ingrandisce l’effetto rispetto a quello che si paga nell’arco dell’anno. Resta da capire perché la spinta si concentri proprio in questi mesi, se l’aumento annuo si ferma sotto il 10%.

Il prezzo all’ingrosso e chi lo sorveglia

Per rispondere bisogna partire dal mercato all’ingrosso, dove l’energia elettrica viene scambiata prima di arrivare nelle case. Il riferimento è il Prezzo Unico Nazionale, il PUN, che l’Arera indica in forte rialzo: nel comunicato sul rincaro dei prezzi l’Autorità scrive che è salito a circa 207 euro per megawattora. È il contesto in cui matura l’aumento delle tariffe di tutela.

Proprio per questo rialzo l’Autorità ha disposto il rafforzamento dell’Unità di Vigilanza sul mercato elettrico, in stretto coordinamento con il Gestore dei Mercati Energetici (GME) e con Terna. In pratica il regolatore ha aumentato i controlli sul mercato all’ingrosso, dove si forma il prezzo. La vigilanza però serve a verificare che il mercato funzioni correttamente e non agisce direttamente sulle bollette: se il prezzo dell’energia sale per ragioni di mercato, i controlli non lo riportano giù. Per il consumatore la conseguenza è che il mercato è osservato più da vicino, non che il conto scenderà a breve.

Il gas di agosto e le regole dei prossimi anni

Il gas è l’altra voce importante dei conti di casa, ma per questo servizio i dati più recenti tra quelli disponibili risalgono ad agosto. Servono a capire la tendenza, non a calcolare la bolletta di questo mese. Nella nota dell’Arera sul gas si legge che ad agosto 2026 le quotazioni all’ingrosso hanno subito un deciso rialzo e la spesa totale dell’utente tipo è cresciuta del 6,9% rispetto al mese precedente. Per i circa 2,3 milioni di clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas, la componente indicata come CMEM,m, era pari a 64,15 euro per megawattora. Anche qui il segnale va nella stessa direzione dell’elettricità: prezzi all’ingrosso in salita che arrivano fino al cliente finale.

Oltre ai rincari che si vedono mese per mese, c’è il lavoro sulle regole di lungo periodo. L’Arera ha tenuto a Roma le audizioni periodiche sul proprio Quadro strategico 2026-2029, due giornate di consultazione pubblica con 80 partecipanti tra società, associazioni degli operatori dei settori regolati e associazioni dei consumatori. È lì che si discute la cornice entro cui verranno fissate tutele, tariffe e controlli dei prossimi quattro anni. Riguarda le famiglie quanto la bolletta del mese, anche se con effetti meno immediati.

In pratica, il rincaro del trimestre in corso è reale e fino a fine anno è ragionevole aspettarsi bollette della luce più alte di quelle estive. Per capire quanto pesa davvero, però, il dato da guardare è la spesa su base annua: per il cliente tipo vulnerabile, secondo ARERA, è salita del 9,3%, non di un terzo. Conviene anche verificare se il proprio contratto rientra nelle tutele per i clienti vulnerabili, perché i numeri di questo articolo valgono per quel perimetro e non per tutte le offerte. Il mercato all’ingrosso, da cui partono gli aumenti, in questa fase è sotto un controllo più stretto del solito.