La riforma entra nel vivo, ma la finestra di negoziazione resta a 60 minuti dalla consegna

Fino all’estate il mercato intradiario continuo spagnolo aveva 24 chiusure al giorno, una per ogni ora. Dalla mezzanotte del 23 settembre ne ha 96, una per ogni quarto d’ora. Non è un ritocco di calendario: cambia il ritmo di lavoro di chi compra e vende energia a ridosso della consegna. La base normativa è la modifica che la Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia (CNMC) ha approvato lo scorso 31 agosto. La revisione tocca le Reglas de Funcionamiento de los Mercados Diario e Intradiario de Electricidad e i procedimenti di operazione elettrici, per il passaggio a quelle che in Spagna chiamano «96 rondas». La riforma è in esercizio da poco più di un mese e già mostra
il suo punto di forza e il suo limite.

Da 24 a 96: come funziona il nuovo ritmo

Secondo il comunicato del gestore OMIE, dal 23 settembre il mercato intradiario continuo è passato da 24 chiusure orarie a 96 chiusure quartorarie giornaliere. Il dettaglio che conta è questo: ogni contratto da 15 minuti ha una propria chiusura transfrontaliera. Prima il quarto d’ora era già l’unità di prezzo, ma la finestra di negoziazione si chiudeva per blocchi orari. Ora ogni intervallo ha la sua scadenza. Per la CNMC, il risultato è che gli operatori possono modificare le proprie posizioni ogni 15 minuti invece che su blocchi orari.

È l’ultimo passo di una transizione lunga. In tutti i segmenti del mercato spagnolo la negoziazione era stata oraria fin dalle origini, nel 1998. Il primo cambio è arrivato a marzo 2025, quando l’intradiario, incluso il continuo, è passato a un prodotto quartorario. A ottobre 2025 è toccato al mercato diario, cioè al day-ahead. Le 96 chiusure allineano l’ultimo pezzo, la struttura delle scadenze, alla granularità già adottata per i prodotti. C’è però un dettaglio che stona: se si tratta al quarto d’ora, perché la finestra si chiude ancora un’ora prima della consegna?

Il nodo dei 60 minuti: granularità sì, tempo reale no

Il comunicato di OMIE lo dice chiaramente: le chiusure quartorarie permettono di regolare le posizioni con più precisione, mantenendo la possibilità di negoziare fino a 60 minuti prima della consegna. La regola europea va oltre. Come ricorda la risoluzione pubblicata nel Boletín Oficial del Estado, la decisione ACER n. 11/2025 modifica la metodologia europea sugli orari di apertura e chiusura della negoziazione intradiaria transfrontaliera. All’articolo 5 stabilisce che la negoziazione continua debba restare aperta fino a 30 minuti prima della consegna, in applicazione dell’articolo 8.1 del Regolamento 2019/943.

La Spagna, quindi, è più fine nella granularità ma meno vicina al tempo reale di quanto chieda l’Europa. La distanza ha una base formale. Già il 18 dicembre 2025 la CNMC aveva approvato con una risoluzione un’eccezione temporanea, per un periodo massimo di tre anni, che mantiene la chiusura del continuo a 60 minuti dalla consegna. È una deroga, non una rinuncia: il traguardo dei 30 minuti resta fissato e la scadenza dell’eccezione ha un tetto.

Le ragioni di questa prudenza si capiscono guardando i dati. Secondo la ricostruzione di El Periódico de la Energía, il prodotto quartorario introdotto nel 2025 era già stato una sfida, perché aveva moltiplicato per quattro il volume di dati da elaborare e trasferire. Con le 96 chiusure la pressione aumenta ancora: i processi si quadruplicano nell’orizzonte del continuo, a circa un’ora dalla consegna fisica dell’energia. È la finestra in cui piattaforme, gestori di rete e operatori devono validare offerte, aggiornare programmi e chiudere le posizioni transfrontaliere. Quadruplicare le scadenze in quella fascia e insieme dimezzare il margine temporale avrebbe concentrato due salti nello stesso punto. La Spagna è in ritardo, oppure sta semplicemente dosando un salto che il resto d’Europa ha già affrontato in parte?

La Spagna nel quadro europeo, e cosa cambia per chi gestisce

Sul fronte della granularità il calendario europeo è già chiuso. Secondo EPEX SPOT, l’unità di mercato da 15 minuti è stata introdotta in Francia a gennaio 2025. Il 30 settembre 2025 il mercato day-ahead dell’Unione è passato da intervalli orari a intervalli di 15 minuti. La Commissione europea, in la sua comunicazione sul day-ahead, conferma che tutta l’UE ha adottato unità di mercato da 15 minuti nei mercati day-ahead accoppiati. In questo quadro le 96 chiusure spagnole non sono un’avanguardia: completano il passaggio al quarto d’ora anche nella struttura dell’intradiario continuo. Sulla chiusura a 30 minuti, invece, la Spagna ha scelto di prendersi tempo.

Per chi gestisce impianti e portafogli l’opportunità è concreta. Se la produzione di un parco fotovoltaico o eolico si discosta dalla previsione, l’errore si può correggere quarto d’ora per quarto d’ora, senza doverlo trascinare su un’ora intera. La posizione si costruisce con la stessa risoluzione con cui viene regolata. Il costo, però, si concentra nella finestra più stretta: quattro volte più processi a circa un’ora dalla consegna, con sistemi di trading, previsione e comunicazione che devono reggere quel ritmo senza perdere colpi. L’eccezione dei 60 minuti ha una durata massima di tre anni. Quando cadrà, quel margine si dimezzerà, e conviene attrezzare sistemi e procedure fin da adesso.