La batteria più potente d’Australia entra in funzione in anticipo e cambiano le regole del contratto
Nel 2022 il governo del New South Wales ha comprato un ammortizzatore. Doveva assorbire lo shock della chiusura di Eraring, la centrale a carbone da 2,88 GW che allora si pensava di spegnere nel 2025. Lo scorso 28 settembre Hitachi Energy ha annunciato che la Waratah Super Battery ha raggiunto la piena capacità. L’ammortizzatore, quindi, c’è. L’urto invece non è arrivato: Eraring è ancora in funzione e la sua chiusura, rinviata due volte, è fissata ad aprile 2029. Nel frattempo le regole che governano la batteria sono state riscritte, e il suo compito è cambiato.
Un ammortizzatore senza urto
L’idea di partenza era semplice. Quando una centrale grande come Eraring esce dalla rete, gli interconnettori e le linee di trasmissione verso Sydney rischiano di andare sotto stress. Una batteria molto potente, pronta a intervenire in pochi istanti, permette di far correre le linee più vicino al loro limite senza mettere a rischio la sicurezza del sistema. Secondo la ricostruzione di RenewEconomy, la Waratah è stata appaltata nel 2022 proprio in funzione di quella chiusura del 2025. Il calendario del carbone però non ha retto: la data di uscita di Eraring è slittata due volte e oggi indica aprile 2029.
Gli attori sono pubblici e privati insieme. Il progetto è stato commissionato e seguito da EnergyCo e dal governo del NSW. Lo ha costruito Akaysha Energy, che ne è anche proprietaria e lo gestisce. La batteria è collegata al System Integrity Protection Scheme (SIPS), il sistema di monitoraggio e controllo gestito dall’operatore di trasmissione Transgrid, che il comunicato di Hitachi descrive come il più grande e innovativo del Paese. Il problema è evidente: se la centrale resta accesa, che cosa è stato costruito esattamente, e con quanto ritardo?
850 megawatt, un trasformatore e un primato a metà
La scheda tecnica è impressionante. La Waratah è progettata per erogare 850 MW di potenza e per immagazzinare 1.680 MWh di energia. Hitachi Energy ha fornito, installato e messo in servizio 288 sistemi di conversione di potenza e due controllori di impianto, cioè l’architettura digitale che coordina la risposta della batteria in tempo reale. Nella storia pubblicata da Hitachi Energy sul progetto il raggiungimento delle operazioni commerciali finali è definito «una tappa significativa per tutti i soggetti coinvolti». Secondo lo stesso testo, la collaborazione con Akaysha è stata «determinante» per realizzare uno dei progetti infrastrutturali energetici più importanti dell’Australia.
I tempi raccontano un’altra storia. Come aveva riportato il Sydney Morning Herald a febbraio, la batteria avrebbe dovuto essere pienamente operativa entro la fine del 2025. A ottobre 2025, durante i test, un «grave guasto interno» a uno dei grandi trasformatori aveva danneggiato apparecchiature essenziali. Il debutto della capacità residua era stato così rinviato a maggio 2026. Il traguardo è arrivato solo con l’annuncio di fine settembre, circa nove mesi dopo la data originaria.
Anche il primato va letto con attenzione. Gli 850 MW della Waratah sono la potenza nominale più alta in Australia. Sull’energia stoccata, però, l’impianto non è in testa. Secondo il governo del Western Australia, la batteria CBESS di Collie ha 500 MW di potenza e 2.400 MWh di capacità, abbastanza per alimentare 785.000 abitazioni per oltre quattro ore. La differenza non è un dettaglio. La Waratah è nata per dare molta potenza in poco tempo, come serve a un dispositivo di emergenza. Collie è pensata per spostare più energia nel corso della giornata. E il settore cresce in fretta: c’è anche un sistema da 700 MW e 3.160 MWh in costruzione in quattro fasi, con le ultime previste nel 2027. Resta allora la domanda di fondo: una batteria così potente, senza la chiusura che ne giustificava il contratto,
a che cosa serve adesso? E a chi?
Le regole cambiano a metà partita
La risposta è arrivata per via contrattuale. I regolatori hanno modificato il contratto SIPS della Waratah e l’hanno liberata dalla maggior parte dei suoi obblighi da «shock absorber». In concreto, la batteria può vendere gran parte dei suoi 850 MW sul mercato elettrico all’ingrosso, e i profitti saranno condivisi con i clienti elettrici del NSW. Le fonti disponibili non indicano quando sia stata decisa questa modifica. È però il passaggio che cambia la natura del progetto: un’infrastruttura comprata per garantire la sicurezza della rete diventa, in larga parte, un operatore che compra e vende energia.
Chi ci guadagna? Il primo beneficiario è evidente. Akaysha Energy ottiene una libertà commerciale che il contratto originario non prevedeva, con un impianto da centinaia di megawatt che altrimenti resterebbe in gran parte fermo in attesa di un’emergenza che, per ora, non c’è. La scelta ha una sua logica: tenere ferma una risorsa così costosa per anni sarebbe uno spreco difficile da giustificare. Il secondo beneficiario dovrebbero essere i clienti, a cui è stata promessa una quota dei profitti. Qui però le informazioni si fermano. Le fonti non dicono in che misura avverrà la condivisione, con quale meccanismo, né quando i consumatori potranno vederne gli effetti in bolletta. Tra l’annuncio di principio e un beneficio misurabile c’è tutta l’attuazione, ed è proprio la parte che non è stata raccontata.
C’è poi il segnale politico. La modifica del contratto riconosce, in modo indiretto, che la pianificazione del 2022 si basava su una data che non ha tenuto. Lo strumento non è stato abbandonato. È stato riadattato, e i rischi della transizione sono stati redistribuiti tra operatore, rete e consumatori. Per un governo è una soluzione pragmatica. Per chi guarda alle regole è un precedente: un servizio di sicurezza pagato dal sistema diventa una posizione di mercato, con la promessa che il valore torni indietro. Fino al 2029 la Waratah dovrà tenere insieme due funzioni che non sempre vanno d’accordo:
restare pronta per la rete e cercare il prezzo migliore sul mercato.
Quando Eraring chiuderà davvero, ad aprile 2029 o dopo un altro rinvio, la Waratah tornerà a fare l’ammortizzatore o sarà ormai diventata un operatore di mercato come gli altri? E i clienti del NSW avranno visto concretamente la loro parte dei profitti, o soltanto la promessa scritta in un contratto modificato?




