I test proseguono sulla linea non elettrificata, ma l’ingresso in servizio commerciale è previsto solo dal 2027
Da circa un mese, sulla linea Brescia-Iseo-Edolo, i nuovi treni a idrogeno Coradia Stream H stanno affrontando di notte un esame che non ammette approssimazioni: prima di trasportare un solo passeggero, ogni convoglio deve dimostrare di saper viaggiare. Secondo l’annuncio ufficiale di FNM Group, nella notte tra il 15 e il 16 settembre sono iniziati i test dinamici di accettazione nell’ambito del progetto H2iseO.
Trecento chilometri per convoglio, duemila per il primo
Il perimetro tecnico è stringente. Le prove riguardano i primi 7 treni già prodotti da Alstom; l’ottavo sarà disponibile entro fine anno, mentre i restanti 6 arriveranno nel 2028. L’attività è prevista dall’Accordo Quadro sottoscritto da FNM e Alstom e ha lo scopo di verificare, per ogni convoglio, il funzionamento degli impianti e dei sistemi di bordo. Ogni convoglio deve percorrere almeno 300 chilometri lungo la linea; il primo convoglio deve completare un ulteriore ciclo di test di 2.000 chilometri.
L’avvio dei test dinamici fa seguito all’Autorizzazione di Messa in Servizio per la circolazione dei nuovi treni rilasciata lo scorso giugno da ANSFISA nell’ambito dello stesso processo autorizzativo. La verifica, in altre parole, non riguarda soltanto la marcia del singolo mezzo: serve a consolidare, chilometro dopo chilometro, il comportamento dell’intero sistema a idrogeno nelle condizioni reali della linea.
La Hydrogen Valley che deve essere già in piedi
Dietro il collaudo c’è una filiera che ha iniziato a prendere forma molto prima di queste notti. Già nel 2023, il comunicato di FNM e Alstom presentava il primo treno a idrogeno italiano e indicava l’obiettivo di creare la prima Hydrogen Valley d’Italia nell’area di Brescia. In quell’occasione si ipotizzava un ingresso in servizio commerciale in Valcamonica tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 lungo la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo: un calendario che, alla prova dei fatti, si è rivelato più ottimistico di quanto previsto.
Un treno a idrogeno, del resto, non si prova a vuoto. Serve un punto di rifornimento capace di erogare idrogeno e una rete di impianti già operativa. Secondo i dati pubblicati da FERROVIENORD, i fondi assegnati ammontano a 97,2 milioni di euro su un totale di 362,4 milioni e sono relativi a due impianti e all’impianto di rifornimento di idrogeno di Rovato, in servizio dal 2025. È quest’ultimo anello a rendere materialmente possibile il collaudo: senza idrogeno disponibile a Rovato, i Coradia Stream H non potrebbero percorrere i chilometri richiesti dall’accettazione.
Dal collaudo al servizio: la promessa del 2027
La domanda che resta aperta è operativa: quando il diesel lascerà davvero il posto all’idrogeno? Secondo quanto riportato da Ferrovie.it, a partire dal 2027 i nuovi Coradia Stream H, progettati e realizzati in Italia da Alstom, entreranno progressivamente in servizio, sostituendo gradualmente gli attuali convogli diesel. Il progetto H2iseO prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni a idrogeno destinati a sostituire l’intera flotta diesel impiegata sulla linea.
Sul piano industriale il calendario è già segnato: i primi 7 convogli sono stati prodotti da Alstom, l’ottavo arriverà entro fine anno e i restanti 6 sono attesi nel 2028. La sostituzione della flotta diesel non sarà quindi un evento istantaneo, ma una transizione distribuita su più anni. Il paradosso è che più test si fanno, più il servizio commerciale sembra lontano; è proprio questa prudenza, però, a rendere credibile la promessa tecnologica. La prima Hydrogen Valley italiana non si decide soltanto sui binari, ma nella capacità di far viaggiare insieme tecnologia, infrastruttura e tempi: per chi gestisce la linea, il vero banco di prova sarà la regolarità del servizio, non il collaudo.




