Il 1° ottobre è tra cinque giorni, e la bolletta energetica britannica si muove in due direzioni opposte. Da un lato c’è l’aumento del 4% del price cap annunciato da Ofgem a fine agosto: per una famiglia tipo che paga con addebito diretto significa passare da 1.663 a 1.723 sterline all’anno, 60 sterline in più, circa 5 al mese. Dall’altro, proprio dal 1° ottobre, la rimozione dell’IVA dalle bollette elettriche domestiche promette un risparmio medio di 45 sterline all’anno. Un tetto regolato che sale e una tassa che scende: il paradosso è tutto qui, prima ancora di aprire la bolletta.

Il paradosso di ottobre: il tetto sale mentre l’IVA scende

L’aumento vale per il trimestre dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026. La prima cosa da guardare è chi non lo sentirà: circa il 35% delle famiglie, all’incirca 11 milioni, è su tariffe fisse e non sarà toccato dall’aumento. La media calcolata da Ofgem somma situazioni molto diverse: una parte consistente dei nuclei resta al riparo, mentre chi non è passato a una tariffa fissa assorbirà l’intero rialzo.

A monte c’è un dato che Ofgem presentava a fine agosto: i prezzi all’ingrosso erano saliti dell’11% nei tre mesi precedenti. Non si è però ai livelli della crisi: a fine agosto i prezzi risultavano inferiori del 52% rispetto al picco del 2022, quando il governo intervenne per limitare le bollette a 2.500 sterline l’anno. L’intervento di allora — l’Energy Price Guarantee, che secondo l’IFS avrebbe tenuto il conto di una famiglia con consumo tipico a 2.500 sterline l’anno per due anni — è il termine di paragone che spiega perché l’aumento di ottobre appaia moderato nei comunicati e meno moderato in bolletta. Ma la media da 1.723 sterline smette di raccontare qualcosa: dietro la cifra restano chi non è su tariffa fissa e chi non ha alcun tetto a proteggerlo.

Chi resta fuori dal tetto: debito da 6 miliardi e piccole imprese senza leva

La media da 1.723 sterline nasconde un perimetro di protezione che non copre tutti. Le bollette delle famiglie britanniche sono aumentate, secondo dati di settore, di circa il 70% rispetto alla norma pre-crisi. La traccia più pesante di questo scostamento è il debito: secondo Energy UK, il debito energetico complessivo delle famiglie è salito a 6 miliardi di sterline, con l’aspettativa di arrivare a circa 7 miliardi entro la fine dell’anno.

Se per le famiglie il tetto esiste, pur con le sue esclusioni, per i consumatori non domestici non esiste affatto. Il price cap è una protezione di ultima istanza pensata per i clienti domestici finiti sulla tariffa base del fornitore: per i consumatori non domestici quel tetto non è previsto. E le piccole e medie imprese — soprattutto ditte individuali e microimprese — sono particolarmente esposte, perché spesso non hanno la leva negoziale che hanno i grandi gruppi nei confronti dei fornitori di energia.

È qui che la protezione si rivela diseguale per costruzione. Da un lato un tetto che, per chi vi è sottoposto, assorbe una parte della volatilità; dall’altro nuclei familiari già indebitati e imprese senza potere contrattuale che affrontano gli stessi prezzi all’ingrosso senza rete. Se il debito si avvicina ai 7 miliardi e le piccole imprese non hanno leva negoziale, la domanda non è se il prossimo aumento arriverà, ma chi lo pagherà senza filtri.

Il prossimo trimestre è già prezzato: tariffa fissa come scommessa o come scudo?

La risposta al debito non sta nel presente, ma nei prezzi all’ingrosso che scontano gennaio. Secondo EDF, i mercati all’ingrosso indicano un aumento maggiore nel primo trimestre del 2027: per questo una tariffa fissa, secondo EDF, merita di essere considerata come protezione contro ulteriori rialzi. Chi è già coperto — quel 35% di famiglie su tariffa fissa che non sentirà l’aumento di ottobre — ha fatto una scommessa che ora somiglia più a uno scudo.

Lo sfondo è il 2022. Allora, nel pieno della crisi, il governo dovette intervenire per limitare le bollette a 2.500 sterline l’anno. Oggi i prezzi sono ben al di sotto di quel picco, ma la direzione — un più 11% sui mercati all’ingrosso nei tre mesi precedenti l’annuncio di Ofgem, e un aumento maggiore indicato per il primo trimestre del 2027 — rende la scelta tra restare sul tetto variabile e passare a una tariffa fissa una decisione reale, non astratta. Per chi non ha accesso a tariffe fisse o a un tetto, però, il primo trimestre del 2027 rischia di essere soltanto un’altra scadenza da subire.

Il 1° ottobre, tra 60 sterline in più sulla bolletta tipo e 45 sterline in meno grazie all’IVA, dirà poco sulla media e nulla su chi è fuori dal perimetro. È lì che la partita resta da giocare.