Il piano vale 9,35 miliardi tra il 2027 e il 2032, con bonus finanziato dal prezzo del carbonio
Il 21 agosto scorso, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato il Piano sociale per il clima predisposto dall’Italia: una dotazione complessiva di 9,35 miliardi di euro per il periodo 2027-2032. Venticinquemila euro di ISEE sono la soglia che separa chi riceverà il Bonus sociale energia plus da chi subirà per intero il prezzo del carbonio dell’ETS2. Non è un dettaglio burocratico: è la linea di demarcazione dentro un meccanismo in cui la promessa di proteggere le famiglie vulnerabili si finanzia con lo stesso prezzo del carbonio che le colpirà.
Il Piano non nasce da una voce ordinaria del bilancio nazionale. È un adempimento europeo, e al tempo stesso un banco di prova per capire se un trasferimento fondi può davvero assorbire l’impatto distributivo della decarbonizzazione.
L’architettura del Fondo: da dove arrivano i 9,35 miliardi
Il Piano è stato predisposto ai sensi del Regolamento (UE) 2023/955 e costituisce il presupposto per l’accesso dell’Italia alle risorse del Fondo sociale per il clima dell’Unione europea. La predisposizione è stata coordinata dalla Direzione generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Secondo la fonte ministeriale, il Consiglio dei ministri lo ha approvato il 4 dicembre.
A monte, il Fondo sarà alimentato dai proventi delle aste delle quote ETS2 e da 50 milioni di quote del sistema EU ETS esistente. Con un cofinanziamento aggiuntivo del 25% da parte degli Stati membri, la Commissione europea stima che il Fondo possa mobilitare almeno 86,7 miliardi di euro tra il 2026 e il 2032.
Il calendario ha subito uno slittamento. Secondo ICAP, l’avvio del sistema ETS2 è stato posticipato di un anno, al 1° gennaio 2028, per dare agli Stati membri più tempo per prepararsi. Le aste delle quote, però, inizieranno come previsto nel 2027: in questo modo i governi avranno entrate da destinare alle soluzioni di decarbonizzazione delle famiglie vulnerabili prima dell’entrata in vigore del sistema.
Il paradosso del Bonus: proteggere chi subisce il prezzo che lo finanzia
Il Bonus sociale energia plus vale 1,34 miliardi di euro per il periodo 2028-2031 e riguarda le famiglie con ISEE fino a 25mila euro. ASviS stima che la misura dovrebbe raggiungere circa quattro milioni di famiglie all’anno.
Qui si apre il paradosso: il prezzo del carbonio dell’ETS2 è destinato a essere in gran parte trasferito ai consumatori, traducendosi in bollette di riscaldamento o costi del carburante più elevati. Lo sottolineano Strambo et al., 2022. Il fondo che finanzia il bonus è generato dallo stesso prezzo che il bonus dovrebbe attenuare. Quattro milioni di famiglie avranno un sostegno: la domanda è quanto riuscirà a coprire l’aumento reale dei costi, e chi resterà appena sopra la soglia.
La gara dei Piani: l’Italia e l’obbligo UE
L’accesso al Fondo non è automatico. Per ricevere i finanziamenti, ogni Stato membro deve presentare un Social Climate Plan alla Commissione europea, definendo le misure previste nel periodo 2026-2032 a sostegno dei più colpiti dalla transizione. Lo precisa la Commissione europea. L’Italia ha compiuto il passo formale: il Piano predisposto ai sensi del Regolamento (UE) 2023/955 è il presupposto per accedere alle risorse comunitarie.
Il punto non è se il Piano esista. È se la sua architettura riuscirà a tenere il passo dei prezzi che il mercato imporrà ai consumatori, a partire dal riscaldamento domestico e dai carburanti.
Per chi installa o gestisce impianti e servizi energetici, il Piano va letto come un segnale di domanda vincolata: quattro milioni di famiglie con ISEE sotto i 25mila euro avranno un sostegno, ma la partita vera sarà assorbire l’aumento del prezzo del carbonio senza scaricarlo sui più deboli. La dotazione da 9,35 miliardi è un flusso europeo ancora in costruzione, legato a un sistema di quote che entrerà in vigore nel 2028. Il meccanismo è elegante sulla carta: resta da verificare la sua tenuta quando il carbonio avrà un prezzo pieno.




