Capacità di 100 gigawattora, letame da oltre 50 aziende agricole e sostegno pubblico per un solo progetto.

Cento gigawattora a Nurmo contro 138 a Mönsterås. Lo scorso 18 agosto, in Ostrobotnia meridionale, è stato inaugurato il primo impianto industriale finlandese di biometano liquefatto. È un ingresso in una partita già in corso, non un primato assoluto.

Cento gigawattora e due interventi pubblici

Nel comunicato diffuso in occasione dell’inaugurazione, la capacità annua dell’impianto è indicata in circa 100 gigawattora di biometano liquefatto, equivalenti a circa 10 milioni di litri di diesel. La materia prima è il letame: il dato comunicato parlava di più di 30 mila tonnellate già consegnate e, secondo Yle, il sito riceve letame da oltre 50 aziende agricole.

Sul progetto sono arrivati due contributi pubblici. Secondo il Työ- ja elinkeinoministeriö, il progetto di Nurmo ha ottenuto 9,4 milioni di euro di aiuto all’investimento energetico. Il ministero dell’Ambiente ha inoltre sostenuto con 101.800 euro l’investimento nella vasca di carico del biofertilizzante. Non sono cifre marginali, ma vanno lette per quello che sono: un sostegno a un singolo impianto, non ancora a un portafoglio industriale.

Il confronto che ridimensiona il primato

Il benchmark svedese arriva da Mönsterås, dove l’impianto inaugurato da St1 Biokraft ha una capacità produttiva annua di circa 138 GWh di biometano liquefatto, circa il 38 per cento in più rispetto a Nurmo. La differenza non è solo di capacità. L’impianto svedese riceve circa 260 mila tonnellate di letame all’anno dalla regione; Nurmo, al momento della presentazione, aveva superato le 30 mila tonnellate. La scala della materia prima, prima ancora della capacità installata, segna il divario.

Anche sul fronte della distribuzione il mercato finlandese è già diviso. Gasum ha raggiunto un totale di 23 stazioni nella rete di rifornimento di LBG per mezzi pesanti in Finlandia; St1 Biokraft ne gestisce 12, secondo Yle. Il nuovo impianto di Nurmo alimenta quindi una rete in cui l’operatore storico ha quasi il doppio dei punti vendita del concorrente. Il primato finlandese è reale ma circoscritto: è il primo impianto di scala industriale nel paese, non il più grande impianto nordico.

La scommessa da 1 TWh

Dal confronto competitivo si passa alla scala di medio periodo. La joint venture tra St1 e Valio punta a costruire 8-10 impianti di produzione e liquefazione di biogas entro il 2030, con un obiettivo dichiarato di un totale di 1 TWh di carburante rinnovabile per il trasporto, pari a un quarto del fabbisogno di biogas previsto dalla roadmap finlandese per un trasporto senza combustibili fossili. Nurmo, con i suoi 100 GWh, rappresenta circa un decimo di quell’obiettivo.

Per arrivare a 1 TWh servirebbero altri sette-nove impianti di taglia analoga in poco più di sei anni. Finora il sostegno pubblico documentato riguarda un solo progetto: i 9,4 milioni del Työ- ja elinkeinoministeriö per Nurmo. Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi è il divario tra i 100 GWh di Nurmo e i 138 di Mönsterås: se si riduce o si allarga dirà molto sulla capacità finlandese di recuperare terreno. E andrà osservato anche il contatore delle stazioni: 23 punti Gasum contro 12 St1 Biokraft. La scommessa da 1 TWh non si decide con un’inaugurazione, ma con quanti impianti saranno davvero finanziati e costruiti.