L’Austria regola per la prima volta gli accumuli con un corrispettivo di rete.

Il dubbio di chi produce energia e non sa più se conviene

A partire da marzo/aprile 2025, E-Control ha aperto una consultazione pubblica su un documento di discussione dedicato agli accumuli elettrici e agli impianti ibridi. A luglio 2025, una bozza del nuovo Elektrizitätswirtschaftsgesetz (ElWG) è stata posta in valutazione; tiene conto di molti aspetti del documento di discussione, in particolare dei paragrafi 103 e 103a. Il 4 luglio 2025, secondo il resoconto dell’invio in consultazione, il governo federale austriaco ha messo in consultazione per quattro settimane la versione rivista del testo. Lo stesso ElWG sostituirà l’attuale Elektrizitätswirtschafts- und -organisationsgesetz 2010, il cosiddetto ElWOG. Contestualmente è stata elaborata anche una revisione della KenV 2022, posta in consultazione pubblica il 3 luglio 2025.

La novità non è da poco: nel futuro ElWG gli accumuli di energia vengono regolati per la prima volta. Finora chi installava una batteria restava in una zona grigia: non era chiaro se fosse un produttore, un consumatore o qualcos’altro. La bozza prova a mettere ordine, ma le regole non sono solo una questione di definizioni: cambiano chi paga e chi no.

Chi paga, chi è esentato e perché la rete ora conta

Il cuore del cambio sta nella parificazione degli accumulatori alla rete: se gestiti in modo funzionale al sistema, sono esentati dal corrispettivo per l’uso della rete. Al contrario, i gestori di impianti fotovoltaici più grandi di 20 kW pagheranno dal 2027 un corrispettivo di rete quando immettono energia, per nuovi ed esistenti, fissato a 0,05 centesimi per kilowattora. Lo si legge in una sintesi della nuova disciplina, che cita il paragrafo 75a dell’ElWG e il termine «Versorgungsinfrastrukturbeitrag» usato dal governo per descrivere questo prelievo. Gli accumulatori, invece, sono esentati dal pagamento del corrispettivo di rete per i primi 20 anni di esercizio, a condizione che siano gestiti in modo funzionale al sistema.

La tensione tra esenzione e cost-reflectivity non è solo austriaca. La BNetzA tedesca ha osservato che la «faktische Vollbefreiung», l’esenzione di fatto per alcuni accumuli, è in contraddizione con il principio della cost-reflectivity e può essere considerata una discriminazione verso altri utenti della rete. In Germania, però, il quadro è diverso: il sistema di doppia tariffazione per gli operatori di stoccaggio è stato abolito e i progetti BESS avviati prima dell’agosto 2029 beneficiano di un’esenzione totale o parziale dalle tariffe di rete in base all’EnWG e alla StromNEV. Il confronto rende visibile la posta in gioco: non si tratta solo di pagare o non pagare, ma di costruire una rete in cui accumuli e fotovoltaico servano il sistema invece di scaricarne i costi su altri. Resta da capire come, in pratica, chi decide oggi può evitare errori costosi prima che le ordinanze diventino operative.

La scelta informata: tempi stretti e soglie da non sottovalutare

Se la regola è servire il sistema, la scelta di oggi dipende da due elementi: la rapidità con cui verranno scritte le ordinanze e la velocità con cui crescerà la domanda di accumuli. E-Control ha deciso di rinunciare alla pubblicazione di una versione rivista del documento di discussione, puntando invece a una rapida elaborazione delle ordinanze e delle regole di mercato previste dall’ElWG. Non è una scelta neutra: chi sta progettando un impianto non avrà un secondo giro di consultazioni per capire come si muoverà il regolatore. A rendere il tempo un fattore concorre anche la previsione, contenuta in uno studio non ancora pubblicato di APG, TU Graz e PV Austria, di una quintuplicazione della potenza di connessione degli accumulatori elettrochimici entro il 2030, e di un aumento di otto volte entro il 2040. Se la rete dovrà assorbire questa crescita, è probabile che le ordinanze arrivino prima di quanto molti installatori immaginino.

La differenza tra un impianto vantaggioso e uno a rischio non è solo tecnica, ma di tempismo e progettazione orientata alla rete: chi ha già un progetto in corso deve verificare subito se supera i 20 kW di potenza utile alla rete e se lo storage può essere configurato come utile al sistema,
perché dal 2027 la regola non distinguerà tra nuovi ed esistenti.