Il sistema da 14 MW e 43 MWh è agganciato al parco solare da 35 MWp già operativo dal 2025

A Montalto di Castro, nel Lazio, batterie e fotovoltaico convivono sullo stesso sedime. Secondo quanto riportato il 4 agosto 2026 da Staffetta Quotidiana, Recurrent Energy ha siglato un accordo con Octopus Energy per l’ottimizzazione di un impianto di accumulo a batteria. I dati diffusi dalla stessa Recurrent Energy parlano di un BESS appena connesso da 14 MW di potenza e 43 MWh di capacità, associato al parco solare “Montalto La Viola” da 35 MWp, già operativo dal 2025. Non è la taglia a fare notizia — 43 MWh di capacità non scalano le classifiche europee — ma la chimica progettuale: l’accumulo nasce agganciato a un impianto rinnovabile e con un accordo che ne governa l’esercizio sui mercati.

La chimica dell’impianto: 14 MW di potenza, 43 MWh di buffer

Un sistema BESS si descrive con due grandezze distinte: la potenza, in megawatt, e l’energia immagazzinabile, in megawattora. Quello di Montalto di Castro eroga fino a 14 MW e trattiene 43 MWh: in termini pratici può sostenere la piena potenza per circa tre ore prima di scaricarsi. Accanto c’è il campo fotovoltaico “Montalto La Viola”, 35 MWp di moduli che dal 2025 immettono elettricità con la tipica intermittenza solare. Il buffer da 43 MWh serve ad assorbire i picchi di produzione che la rete non può accettare e a restituirli quando il sole cala o quando i prezzi dell’energia salgono.

Qui entra l’accordo di ottimizzazione con Octopus Energy. In un BESS stand-alone la parte critica è sempre stata la gestione operativa: decidere ora per ora quando caricare e quando immettere. L’ottimizzatore fa esattamente questo, operando il sistema sui mercati — energia e servizi — e spartendo i ricavi con il proprietario secondo i termini contrattuali. È un meccanismo che sposta la domanda dal “quanto produco” al “quando e come immetto”, ed è qui che la co-locazione cambia natura rispetto a un accumulo isolato.

Perché conta: il primo BESS co-locato connesso in Europa

Il singolo impianto non basta a spiegare il peso dell’operazione. Per Recurrent Energy il passaggio segna la sua prima struttura di ottimizzazione e accompagna la messa in servizio del primo BESS co-locato connesso in Europa, tra i primi del suo genere a diventare operativo in Italia. Il finanziamento è stato fornito da Santander.

Vale la pena notare l’assenza di enfasi: nessuna potenza da record, nessun primato assoluto nel mercato italiano dello stoccaggio, che negli anni ha visto accumularsi una pipeline di progetti ben più grandi. Il fatto tecnico rilevante è la sequenza: solare in esercizio già dal 2025, batteria connessa accanto, accordo di ottimizzazione sottoscritto. È una combinazione che riduce il rischio di ricavi per chi finanzia e trasforma l’asset in una macchina di flessibilità, piuttosto che in un semplice serbatoio.

Per un operatore come Recurrent Energy, il passaggio ha un significato di metodo: il primo BESS co-locato connesso in Europa non è un traguardo di classifica, ma la validazione di un formato replicabile, in cui l’accumulo nasce agganciato alla generazione e già inserito in una logica di mercato. È il tipo di progetto che può essere riproposto su altri siti senza riscrivere da zero né l’architettura tecnica né l’impostazione contrattuale.

Cosa cambia sul campo: il confronto con i giganti e la pipeline

Il confronto non era solo possibile: era già in corso. A scala diversa, Zelestra ha firmato un accordo di tolling a lungo termine con BKW per fino a 2 GWh di BESS nel Nord Italia: secondo quanto riportato, potrebbe essere il primo tolling di lungo termine in Italia. Sul fronte dell’ottimizzazione, la società di generazione di Octopus Energy vantava una pipeline significativa di progetti italiani, alimentata da investimenti in sviluppatori per oltre 2 GW tra nuovi siti di stoccaggio a batteria, parchi eolici e solari e impianti fotovoltaici su tetto per le aziende.

La co-locazione, insomma, non è un esperimento isolato: è una delle risposte tecniche alla saturazione delle connessioni e alla necessità di dare agli impianti rinnovabili un profilo di ricavo più stabile. Resta la domanda per chi progetta o installa: la co-locazione diventerà un prerequisito di bancabilità o resterà una scelta di nicchia? Il caso di Montalto di Castro suggerisce la prima risposta, ma la verifica sul campo richiederà più di un singolo impianto.

Per chi installa o gestisce impianti rinnovabili, il messaggio è che il valore si sposta dalla sola produzione al controllo della flessibilità. Un BESS co-locato con accordo di ottimizzazione non è più un extra da valutare a margine: è il nuovo standard minimo per competere nel mercato italiano.