Il progetto prevede 45 turbine per 675 MW nel Golfo di Squillace, ma serve un porto adeguato.

Quando arriva la bolletta, si pensa al gas. Eppure al largo delle coste calabresi c’è una risorsa che potrebbe cambiare i conti: il vento dello Jonio. Già nel febbraio 2023, Eco dello Jonio raccontava di progetti e interlocuzioni con investitori internazionali. Peccato che, tra annunci e numeri, mancasse il pezzo decisivo.

La Calabria si affacciava su una partita industriale concreta: parchi eolici offshore flottanti, centinaia di megawatt, energia per centinaia di migliaia di famiglie. Ma senza porti attrezzati rischiava di restare spettatrice.

Il vento che potrebbe abbassare la bolletta

I numeri, sulla carta, c’erano. Il progetto Minervia Energia di Falck Renewables e BlueFloat Energy prevedeva un parco eolico galleggiante da 675 MW nel Golfo di Squillace, davanti a Catanzaro: 45 turbine, 2,4 terawattora all’anno, l’equivalente del consumo di oltre 600.000 famiglie. Non un dettaglio tecnico, ma energia sufficiente a coprire il consumo annuo di un numero molto ampio di famiglie.

C’era poi il parco ibrido di Corigliano-Rossano, descritto su Offshore Magazine: 28 turbine eoliche galleggianti per 420 MWp, più un impianto solare galleggiante da 120 MW capace di generare oltre 160 GWh di energia solare all’anno, per una capacità combinata di 540 MW. Anche qui i numeri trasformavano vento e sole in energia misurabile in bolletta.

Ma i numeri sulla carta non bastano: serve un porto capace di trasformarli in lavoro.

Il paradosso del gigante senza spazio

Se i progetti sono così grandi, il primo nodo è logistico: dove si montano e si manutengono le pale? Nel febbraio 2023 Alessandro Guerri lo spiegava chiaramente: la realizzazione di parchi eolici offshore flottanti necessita di grandi aree prospicienti il mare, quindi di un porto con un retroporto importante per la realizzazione e la manutenzione degli impianti, un’attività che si protrae per 25/30 anni. «Sullo Jonio – diceva – si sta affacciando l’opportunità che i porti diventino gli hub della futura industria dell’eolico offshore».

Eppure, nella ricostruzione del Quotidiano di Puglia, il porto di Gioia Tauro non si era proposto per diventare hub eolico offshore, sembra per mancanza di spazi adeguati da mettere a disposizione per quell’attività. Il paradosso era tutto qui: si parlava di una grande opportunità industriale, ma lo scalo chiamato a sostenerla non risultava tra i candidati. Se il porto non si candidava, chi avrebbe raccolto i benefici industriali?

Un paragone concreto veniva da Taranto. Lì, a ridosso del porto, sorgeva Beleolico, primo impianto eolico marino del Mediterraneo costruito da Renexia. La vicinanza al porto non era un dettaglio: era la condizione per montare, collegare e manutenere le pale. Guerri, del resto, aveva già conosciuto investitori internazionali interessati a posizionare le pale dove c’è vento, e indicava il Golfo di Squillace come l’area del Meridione d’Italia con più vento.

Come capire se questa volta è diversa

Per non restare incastrati tra annunci e attese servivano due riferimenti. Il primo era il bando: il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica aveva lanciato un bando dedicato alle autorità portuali interessate a ospitare cantieri per l’eolico offshore, come ricordava Renewable Matter. Il secondo era l’esempio concreto: Beleolico dimostrava che un impianto marino può nascere e funzionare se ha alle spalle un porto.

Il progetto ibrido di Corigliano-Rossano indicava poi una possibile evoluzione: non solo vento, ma anche sole galleggiante, con una capacità combinata capace di produrre energia per centinaia di migliaia di famiglie. Il vero indicatore, però, restava la risposta delle istituzioni portuali.

Il vento dello Jonio è una risorsa reale, ma senza un porto che faccia da base diventa solo un numero su una slide. Nel febbraio 2023 lo scenario era chiaro: investitori interessati, progetti da centinaia di megawatt e un’incognita logistica. Il lettore può misurare le promesse da una cosa sola: se e quando gli spazi portuali calabresi si candideranno davvero.