Università di Roma, impianti termici ed elettrici ai privati con project financing.

Esiste un avviso pubblico che, se non sei abbonato, non puoi leggere. Riguarda l’Università La Sapienza di Roma, i suoi impianti termici ed elettrici e l’ingresso di operatori privati nella gestione dell’energia attraverso la finanza di progetto. Come documentato all’inizio dello scorso agosto da un articolo di QualEnergia.it PRO, il contenuto dell’avviso è riservato agli abbonati. Chi non paga vede un titolo, una premessa e un muro di pagamento.

Un avviso pubblico a pagamento

Il paradosso è presto detto. Un avviso pubblico esiste per essere letto da tutti. La notizia, pubblicata il 3 agosto 2026, si presenta invece con un avviso inequivocabile: «Questo contenuto è riservato agli Abbonati QualEnergia.it PRO». Non è un documento riservato per ragioni di sicurezza o di privacy: è un bando per l’affidamento in concessione di interventi sugli impianti di un’università pubblica. Eppure chi cerca di capire come la Sapienza affronterà la transizione dei propri impianti attraverso la stampa specializzata trova un muro di pagamento prima ancora di poter leggere una riga.

Chi vince e chi perde nella concessione energetica

Superata la barriera dell’accesso, il bando disegna un trasferimento di responsabilità. Secondo il testo riportato nel portale appalti dell’ateneo, si tratta di un avviso pubblico ex articolo 193, comma 4, del decreto legislativo 36 del 2023 e successive modifiche, per la presentazione da parte di altri operatori economici, in qualità di proponenti, di proposte di partenariato pubblico-privato mediante finanza di progetto. L’oggetto è l’affidamento in concessione della «realizzazione di interventi di riqualificazione tecnologica, adeguamento ed efficientamento energetico degli impianti e l’erogazione dei servizi di governo della concessione e dei servizi integrati di energia degli impianti termici ed elettrici» degli immobili di proprietà o in uso all’Università degli Studi di Roma La Sapienza. In altre parole, un soggetto privato non si limita a fare lavori: assume la gestione dell’energia.

Il meccanismo della finanza di progetto è chiaro. Il privato progetta, finanzia, realizza e poi gestisce. Il pubblico mantiene la proprietà degli immobili, ma delega al concessionario la transizione energetica. Per l’operatore che si aggiudicherà la concessione, il vantaggio è evidente: ottiene la gestione dei servizi energetici su un perimetro ampio di edifici. Per la Sapienza, almeno nelle intenzioni, il vantaggio è la riqualificazione degli impianti senza un esborso immediato di capitale pubblico. Dalla documentazione disponibile non emerge chi controlla i costi e la qualità del servizio per chi studia e lavora negli edifici.

Per capire la posta in gioco, bisogna guardare ai consumi. Secondo i dati dell’ateneo, i consumi energetici dell’Università di Roma «Sapienza» consistono prevalentemente nell’utilizzo di energia elettrica e gas metano. Questo spiega perché l’avviso si concentri sugli impianti termici ed elettrici: sono quelli da cui dipende il funzionamento quotidiano degli edifici. E spiega anche il senso del bando: esternalizzare non soltanto gli interventi, ma anche i servizi integrati di energia.

Il bando, però, non dice tutto. Almeno nella parte accessibile, non emergono i tempi della concessione, le garanzie richieste ai proponenti, né le ricadute economiche per l’ateneo e per gli utenti. È la zona d’ombra di un procedimento che sulla carta appare lineare: un atto amministrativo che invita il mercato a farsi avanti, ma che lascia aperti alcuni interrogativi.

Le incognite di un bando estivo

Se il quadro normativo è chiaro, non lo è il contesto operativo. L’avviso è un atto amministrativo, non un annuncio politico: definisce le regole per chi partecipa, ma non garantisce che la transizione avvenga davvero. Chi risponderà, con quali risorse e con che tempi? E cosa succede se nessuna proposta arriva? L’articolo 193, comma 4, consente ad altri operatori di presentare proposte, ma non garantisce che lo faranno. Un avviso emerso nel cuore dell’estate — la notizia è stata pubblicata il 3 agosto 2026 — poteva passare inosservato nei mesi in cui l’attività amministrativa rallenta. Oppure no: la finanza di progetto può attrarre soggetti interessati a una concessione di lungo periodo.

La documentazione pubblica disponibile non consente di sapere quante proposte siano arrivate o arriveranno, né quali condizioni economiche siano state o verranno presentate. Non si sa, in altre parole, chi beneficerà davvero della transizione energetica della Sapienza e chi ne pagherà il conto.

Quello che emerge è un paradosso di trasparenza: un’università pubblica apre ai privati la gestione dell’energia dei propri edifici, ma la comunicazione di questo passaggio ai cittadini è filtrata da un abbonamento. La transizione parte da qui: da un bando che pochi possono leggere integralmente, e da una serie di domande a cui la documentazione disponibile non offre risposta.