La concessione venticinquennale prevede la riqualificazione di 942 punti luce con tecnologia LED e la gestione del servizio
Lo scorso 3 agosto il Comune di Basiglio (MI) ha pubblicato un bando per l’affidamento in concessione del servizio di riqualificazione energetica e gestione dell’illuminazione pubblica. L’importo è 1.725.000 euro. La scadenza per le offerte è il 28 settembre 2026. Sembra una gara di dimensioni modeste. Ma dietro l’importo c’è un patto che può durare molto più a lungo di quanto dica il bando.
L’oggetto della concessione non è una semplice sostituzione di lampioni. Il progetto prevede la riqualificazione di 942 punti luce con tecnologia LED, insieme alla messa a norma degli impianti, alla manutenzione della rete di illuminazione, alla fornitura di energia elettrica e all’implementazione di sistemi di telecontrollo e servizi smart city. Sono interventi che richiedono investimenti consistenti. Ma l’importo di gara resta 1.725.000 euro: nel project financing quella cifra rappresenta il valore dell’opera, non il prezzo che il Comune pagherà nel tempo.
La cifra piccola e il conto lungo
Il meccanismo è noto. In un project financing, il privato anticipa i costi della riqualificazione e si rifà con un canone annuo per tutta la durata della concessione. Il bando di Basiglio non pubblica il canone previsto, ma un termine di paragone aiuta a capire la scala. Un caso analogo, documentato dal Comune di Rimini, indica un risparmio energetico di oltre 8,6 milioni di kWh annui, pari al 62% rispetto al consumo annuale di riferimento. Nello stesso caso, la durata della concessione è di 25 anni con un canone annuo di 4.075.880 euro.
Se si moltiplica quel canone per 25 anni, si supera abbondantemente quota 100 milioni. Il risparmio in bolletta c’è, ma non è denaro che resta al Comune: è la leva che rende sostenibile il pagamento del canone. Per i cittadini la differenza tra costo dell’energia e canone è il cuore della convenienza: si smette di pagare solo la luce e si comincia a pagare anche il finanziamento, la gestione e il margine dell’operatore.
Il 62% che non si vede in bolletta
Basiglio ha scelto la strada della trasparenza formale. Il Comune rende noto l’avviso pubblico informale di sollecitazione di manifestazioni di interesse, ai sensi dell’art. 193, comma 16, del D.Lgs. 36/2023 e ss.mm.ii., finalizzato alla predisposizione da parte di soggetti privati di proposte di partenariato pubblico-privato, secondo la procedura del project financing, per la riqualificazione, l’efficientamento energetico e la gestione dell’impianto comunale di illuminazione pubblica. Non c’è un unico interlocutore già blindato: la porta resta aperta ad altri soggetti.
La trasparenza però non garantisce la concorrenza. Le condizioni economiche di un canone lungo 25 anni possono scoraggiare chi non ha la struttura per sostenere un impegno così esteso. Il risparmio promesso, nel caso di Rimini, è il 62%: ma quel 62% non compare in bolletta sotto forma di minore spesa corrente, perché serve a remunerare l’investimento e la gestione. La domanda vera è se il canone assorbe più di quanto il risparmio energetico restituisca.
Chi può permettersi 25 anni di luce?
Il meccanismo è trasparente sulla carta. Il Comune di Rivoli, per una procedura analoga, lo descrive così: l’iniziativa nasce da una proposta di project financing presentata da un operatore privato, che l’ente ha valutato di interesse pubblico; in un’ottica di massima trasparenza e partecipazione, l’amministrazione apre ora la possibilità ad altri soggetti interessati di presentare proposte alternative per il medesimo intervento. È la stessa logica che guida l’avviso di Basiglio.
Con la scadenza del 28 settembre 2026, il tempo per capire se qualcuno presenterà davvero un’alternativa è poco. Un’impresa interessata deve studiare 942 punti luce, verificare lo stato degli impianti, costruire un piano economico-finanziario a 25 anni e presentare un’offerta credibile. Non è un lavoro da due settimane. Chi vince, d’altra parte, si assicura un flusso di cassa lungo un quarto di secolo. Chi perde? I cittadini di Basiglio, se la concorrenza non arriva e la scelta si riduce alla proposta iniziale.
Il bando scade il 28 settembre. Per i cittadini di Basiglio la domanda non è quanta luce si spegne, ma chi accenderà il conto per i prossimi 25 anni. La gara da 1,7 milioni può rivelarsi un test molto più grande di quanto dica l’importo: sulla convenienza reale di un modello in cui il risparmio energetico promesso si paga con un canone lungo un quarto di secolo.




