Il primo impatto è retto, ma settembre separerà chi è operativo da chi è rimasto fuori.

A sette giorni dal 15 settembre, il discrimine del RENTRI non è più se la digitalizzazione regga, ma chi ne resterà fuori. Il dato operativo è un conteggio, non una promessa: in poco più di sette giorni di piena operatività, il R.E.N.T.Ri ha vidimato digitalmente circa tre milioni di formulari e 94.000 registri di carico e scarico, per 180.000 movimentazioni comunicate al portale. La cornice normativa che ha reso possibile quel volume è raccolta nella pagina del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dedicata ai decreti sui rifiuti.

Tre milioni di formulari in sette giorni

Tre milioni di formulari in poco più di una settimana equivalgono, in media, a qualche centinaio di migliaia di vidimazioni al giorno. Il dato riportato dal MASE non offre un termine di paragone: non viene indicato quanti formulari venissero vidimati su carta nello stesso arco di tempo prima dell’entrata in vigore dell’obbligo digitale. Per questo la cifra va trattata con cautela. Dice però una cosa concreta: il sistema non è rimasto al palo.

I 94.000 registri di carico e scarico vidimati digitalmente e le 180.000 movimentazioni comunicate al portale mostrano che una parte consistente della filiera ha già iniziato a operare dentro il R.E.N.T.Ri, non accanto a esso. Il numero dei registri, più ancora di quello dei formulari, è il segnale da osservare: significa che migliaia di soggetti hanno aperto una posizione digitale e l’hanno alimentata. È esattamente il comportamento che la scadenza del 15 settembre presuppone.

Il cantiere normativo dietro la valanga

Quei tre milioni di formulari non sono piovuti dal nulla. Il regolamento RENTRI è entrato in vigore il 15 giugno 2023. Da allora il quadro è stato costruito per strati. Già nell’aprile 2024 è stato istituito il registro informatico nazionale dei produttori e importatori di pneumatici soggetti agli obblighi di gestione dei PFU. Già nel giugno 2024 è arrivata la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto per gli inerti da costruzione e demolizione e altri rifiuti inerti di origine minerale. Già a marzo 2026 è stato adottato il decreto sui centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato. A fine luglio scorso, infine, è arrivato l’aggiornamento delle modalità di compilazione del formulario di identificazione del rifiuto e del registro cronologico di carico e scarico.

È un cantiere che il legislatore ha tenuto aperto per tre anni, affiancando registri settoriali e aggiornamenti operativi. Il tratto comune è la progressiva migrazione dei flussi informativi verso il portale RENTRI. L’ultimo tassello, a fine luglio 2026, tocca proprio i documenti che gli operatori compilano ogni giorno. Ma il calendario è un’altra cosa.

Il 15 settembre è un muro, non un consiglio

Fino al 15 settembre 2026 il formulario di identificazione del rifiuto può essere emesso in formato cartaceo, in alternativa al formato digitale previsto dall’articolo 7 del D.M. 4 aprile 2023, n. 59. Lo precisa il portale RENTRI. Dal 15 settembre le sanzioni relative alla mancata o incompleta trasmissione al RENTRI dei dati contenuti nei formulari di identificazione rifiuti si applicano senza ulteriori rinvii. In altre parole, la carta non sarà più una scelta equivalente: sarà un’eccezione fuori norma.

Il punto non è tecnico, è di calendario. Il sistema ha già dimostrato di poter assorbire volumi elevati. Ma la piena operatività ha un costo amministrativo: chi non è digitale, chi non ha collegato i propri processi al portale, chi aspetta l’ultimo giorno rischia di trovarsi dall’altra parte della scadenza. Non è questione di adeguarsi a una novità, ma di non restare dentro un perimetro che smette di essere legale.

Resta da vedere se il sistema reggerà all’urto. Il numero da osservare, da qui in avanti, non è quanti formulari vengono emessi ogni giorno. È quanti dei 94.000 registri già vidimati continueranno a essere alimentati senza interruzioni, e quanti invece si fermeranno. Il 15 settembre non chiude la transizione: la misura.