Il costo delle quote ETS spinge le imprese a cercare alternative

C’è un conto che le imprese energivore devono fare e che nessuno ha ancora spiegato fino in fondo: secondo la memoria parlamentare di Confindustria, il costo delle quote ETS da restituire è nell’ordine di circa 75 euro per tonnellata di CO₂. Nel frattempo, a Ravenna, Eni e Snam hanno avviato le attività di iniezione della CO₂ in giacimento per la Fase 1 di Ravenna CCS. In mezzo c’è un disegno di legge sulla cattura e lo stoccaggio della CO₂, collegato alla manovra di finanza pubblica, su cui si esprimeranno diverse commissioni del Senato: l’esame è partito a inizio agosto, nella settimana dal 3 al 7 agosto.

Quanto pesa una tonnellata di CO₂

La cifra dei 75 euro arriva da una memoria parlamentare depositata da Confindustria: il costo delle quote ETS da restituire è indicato nell’ordine di circa 75 euro per tonnellata. Non è un numero astratto: è il prezzo che un’azienda paga per ogni tonnellata di anidride carbonica che finisce nel sistema delle emissioni senza essere stata abbattuta o catturata. Per chi emette grandi volumi il conto sale in fretta, e la possibilità di catturare e stoccare la CO₂ diventa l’alternativa concreta al pagamento della quota.

A Ravenna il progetto non è più sulla carta: Eni e Snam hanno annunciato l’avvio delle attività di iniezione della CO₂ in giacimento relative alla Fase 1 di Ravenna CCS, il primo progetto per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio permanente della CO₂ in Italia. L’iniezione è cominciata, ma un progetto non fa una filiera: servono regole che il legislatore deve ancora scrivere.

L’obiettivo c’è, le regole no

Eppure la filiera del CCUS non si costruisce da sola. Il paradosso italiano sta in due documenti che si guardano da lontano. Il PNIEC definitivo, inviato alla Commissione europea nel giugno 2024, indica un obiettivo non vincolante di capacità di iniezione in stoccaggio di CO₂ di 4 Mtpa al 2030, da realizzare nel sito di Ravenna. Ma la stessa relazione illustrativa spiega che il quadro legislativo nazionale presenta vuoti normativo-regolatori da colmare con un intervento normativo per avviare e sviluppare l’intera filiera nazionale della CCUS.

Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di disegno di legge delega su proposta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto. Il provvedimento, collegato alla legge di bilancio 2025-2027, punta a disciplinare in modo organico la filiera della cattura e stoccaggio della CO₂, interviene sulla regolazione del settore idrogeno e dà attuazione al Regolamento UE 2024/1787 sulle emissioni di metano. In parole semplici, la delega deve stabilire chi può catturare, trasportare e stoccare la CO₂, con quali autorizzazioni e con quali responsabilità: senza questa cornice, ogni progetto rischia di restare un caso isolato.

A un mese dalla trasmissione al Senato, il disegno di legge delega per definire un quadro legislativo in materia di Ccs, idrogeno e riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico è stato assegnato alla commissione Ambiente del Senato. Nella prima settimana di agosto, il testo doveva passare al vaglio di diverse commissioni del Senato, mentre Camera e Senato avevano in programma di proseguire l’esame dello schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea. La vera domanda, a questo punto, è se la legge arriverà prima che l’Europa imponga i propri tempi.

Un mercato già scritto, un Paese che rincorre

Quei tempi, infatti, sono già scritti a Bruxelles. Il Net-Zero Industry Act crea un mercato UE per i servizi di stoccaggio della CO₂ e impone obblighi ai produttori di idrocarburi e agli Stati membri. Il quadro europeo è già impostato: chi produce idrocarburi avrà obblighi da rispettare e il mercato dello stoccaggio avrà una dimensione continentale. Da qui in avanti la partita si sposta sulle scelte delle imprese.

Le imprese energivore farebbero bene a leggere la delega non come un ennesimo adempimento, ma come la mappa dei costi e delle infrastrutture che, da Ravenna in poi, cambieranno il valore delle emissioni.