2,204 euro al litro. È la media con cui il gasolio in autostrada ha superato il record storico del 2022, secondo una rilevazione riportata da Rai News e pubblicata il 3 agosto 2026. Un muro psicologico è caduto, e il conto rischia di salire ancora. Per capire cosa abbia spinto il gasolio a questi livelli bisogna partire dal mercato extra-rete, dove la Staffetta Quotidiana calcola i prezzi Siva d’acquisto. La testata, in un articolo riservato agli abbonati, descrive una tensione improvvisa che ha riportato i prodotti petroliferi del Mediterraneo ai livelli di maggio.

2,204: il muro è caduto

Il dato è secco: 2,204 euro al litro. È la media rilevata in autostrada, superiore al massimo storico toccato nel 2022. Serve un confronto: nel 2022, l’anno in cui i prezzi dei carburanti raggiunsero livelli mai visti, il gasolio in autostrada si era fermato sotto questa soglia. Adesso quel primato è stato battuto. Il numero, però, va letto insieme ai prezzi d’acquisto nel mercato extra-rete, calcolati dalla Staffetta. Ed è lì che si nasconde la causa.

La tempesta perfetta: Iran, Usa e Mediterraneo

Per capire il record bisogna guardare al Mediterraneo. La guerra tra Iran e Stati Uniti ha determinato una impennata nelle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo, tornate di colpo ai livelli di maggio. In questo movimento, i prezzi d’acquisto dei gasoli hanno risentito maggiormente delle tensioni geopolitiche. Non è un dettaglio: i gasoli, più dei prodotti leggeri, sono esposti alla domanda di trasporto e alla disponibilità di prodotto sui mercati regionali.

Le quotazioni medie dei prezzi Siva d’acquisto calcolati dalla Staffetta si riferiscono al periodo dal 20 al 24 luglio, la finestra in cui la spinta si è materializzata. È una misura del mercato extra-rete, cioè degli scambi al di fuori della rete ordinaria, dove i segnali di tensione arrivano prima e con più violenza. La fotografia non è uniforme: ha colpito soprattutto i gasoli, proprio nel momento in cui il mercato mediterraneo tornava ai livelli di maggio.

Serve un confronto con il passato recente. A maggio i prezzi avevano già toccato una punta, poi rientrata. La guerra ha cancellato quel rientro in un colpo solo. Il risultato è che il gasolio in autostrada ha trovato la spinta per superare il massimo del 2022. Ma c’è un secondo fattore, tutto domestico, che sta per aggiungersi alla pressione.

Il secondo colpo: la fine dello sconto accise

Come se la geopolitica non bastasse, il prezzo alla pompa deve fare i conti con il calendario fiscale. Lo scorso 27 agosto è scaduta la mini-proroga dello sconto sulle accise. Da quel momento, secondo il Codacons, il prezzo del gasolio è destinato a salire a 2,3 euro al litro. La previsione, formulata prima della scadenza, è legata al venir meno dello sconto e non a un nuovo shock di mercato. La domanda aperta è se il muro dei 2,3 euro diventerà realtà e quando.

Da tenere d’occhio, quindi, è la soglia di 2,3 euro al litro. Se il gasolio in autostrada la raggiungerà, il 2026 diventerà l’anno più caro di sempre per chi viaggia in autostrada. La rilevazione pubblicata il 3 agosto segnala che il muro dei 2,204 euro è già stato superato. Il prossimo test dipende da due variabili: la tenuta delle quotazioni nel Mediterraneo e l’effetto pieno della fine dello sconto sulle accise.