Il prezzo dell’elettricità in Italia supera la media dell’area euro, con una generazione fortemente dipendente dal gas naturale

La bolletta della luce arriva e, anche se i mesi più caldi sono ormai alle spalle, il confronto con il resto d’Europa non è mai a favore delle famiglie italiane. Lo scorso luglio l’Arera ha pubblicato il rapporto annuale 2025, e i numeri aiutano a rispondere. Nel 2025 il prezzo medio dell’energia elettrica per le famiglie italiane è calato solo dell’1,6%, fermandosi a 35,12 centesimi per kWh, un livello superiore del 13% alla media dell’area euro. E non è solo la luce: per una famiglia tipo di tre persone con 150 metri cubi di consumo annuo, l’acqua è costata in media 388 euro.

Perché la luce costa più della media europea?

Il divario non è un caso. La generazione elettrica italiana dipende fortemente dal gas naturale. Nel 2025 il prezzo unico nazionale (Pun) è stato pari a 115,9 euro per megawattora, in aumento del 7% rispetto al 2024, come ha ricordato il presidente Dell’Acqua. E quel valore risultava superiore ai livelli di Francia e Spagna, soprattutto per la forte dipendenza della generazione elettrica nazionale dal gas.

In pratica, quando il gas costa caro, la bolletta italiana lo sentiva più di altri Paesi con un mix energetico differente. La domanda che ogni famiglia si fa davanti al contatore — cosa c’è dietro questo divario? — trova risposta nei numeri sulle importazioni e sulla concorrenza.

Dentro i numeri: gas, GNL e concorrenza

Per rispondere bisogna entrare nei dati del rapporto annuale. Le importazioni di gas naturale liquefatto, il GNL, sono aumentate del 44% nel 2025, passando da 14,7 a 21,2 miliardi di metri cubi e arrivando a coprire circa un terzo delle importazioni totali. Già nel 2024 il GNL rappresentava il 25% delle importazioni di gas naturale in Italia, rispetto al 23% del 2023 e all’11% del 2022. La crescita del GNL ha diversificato le fonti, ma non ha eliminato la dipendenza dal gas in sé: la generazione elettrica nazionale restava esposta alle oscillazioni dei prezzi internazionali.

Non tutto è fermo, però. Il numero di fornitori di gas naturale ed elettricità è diminuito, mentre il livello di concorrenza migliorava, soprattutto nel gas naturale, dove il primo operatore è stato superato nelle quote di mercato. Questo è un segnale concreto per le famiglie: più concorrenza può tradursi in offerte più convenienti, ma va verificata caso per caso, leggendo bene le condizioni contrattuali e confrontando più fornitori.

La partita dei bonus e del nuovo Arera

I numeri raccontano solo metà della storia: chi ne ha tratto vantaggio e chi è rimasto indietro? Da un lato ci sono le famiglie che possono accedere ai bonus sociali. Nel 2025 i bonus per disagio economico hanno raggiunto 4,3 milioni di famiglie, di cui 2,7 milioni per l’elettricità e 1,6 milioni per il gas. Lo spiega il comunicato stampa dell’Arera: l’esborso stimato è stato di circa 840 milioni di euro per i bonus elettrici e circa 165 milioni per i bonus gas.

Dall’altro lato, la platea si è ristretta. Già nel 2024, come documentato dall’Arera, la soglia ISEE era tornata al limite ordinario, riducendo del 40,5% il numero di famiglie aventi diritto rispetto al 2023 e portando i nuclei idonei a circa 4,1 milioni. Nel 2024 i benefici erano stati erogati a 4,5 milioni di famiglie, di cui 2,8 milioni per l’elettricità e 1,7 milioni per il gas naturale. In altre parole, chi ha un ISEE appena sopra la soglia ordinaria è uscito dal perimetro, ed è lì che conviene controllare i requisiti.

Un’altra leva è la conciliazione: nel 2025 il valore complessivo recuperato tramite conciliazione ha superato i 24 milioni di euro. Non è una cifra enorme, ma dimostra che contestare una bolletta sbagliata può portare a un rimborso concreto. Il nuovo consiglio dell’Arera è guidato da Nicola Dell’Acqua, che ha sostituito Stefano Besseghini; è entrato in carica il 1° gennaio 2026 dopo che l’autorità aveva operato in prorogatio dall’agosto 2025. Sarà da vedere se il nuovo corso riuscirà a sciogliere il nodo del gas, ma intanto ogni famiglia ha leve concrete da usare.

Controllare la bolletta, verificare i requisiti per i bonus sociali e non sottovalutare la conciliazione: il margine per risparmiare esiste, ma va cercato attivamente.