La holding di Lubiana ha completato l’acquisizione della borsa ungherese, unendo tre mercati sotto unico controllo.

Nel 2023 i mercati del gruppo Adex hanno scambiato 16,3 terawattora di energia elettrica, come risulta dal comunicato diffuso da EPEX SPOT il 25 marzo 2024, quando la borsa ungherese HUPX ha annunciato il proprio ingresso nel gruppo. In termini assoluti il dato non impressiona: nelle grandi piazze europee è un volume che si può concentrare in poche settimane. Nell’Europa centro-orientale e sud-orientale, però, quel numero vale la leadership. Ed è su quel numero che è stata costruita una promessa: fare di Adex l’hub spot più liquido della regione. Oggi, a settembre 2026, l’annuncio è storia. L’acquisizione di HUPX si è chiusa il 10 dicembre 2024.

16,3 TWh: il paradosso di un piccolo gigante

Il paradosso va enunciato con chiarezza: un volume che in altri mercati sarebbe marginale definisce qui il perimetro della leadership. La Slovenia, la Serbia e l’Ungheria sono economie elettriche di dimensioni contenute, ciascuna con la propria borsa e una liquidità relativamente limitata. Sommarle non produce una piazza paragonabile a quelle dell’Europa occidentale, ma basta per emergere in un’area che non aveva ancora un punto di riferimento unico. Il titolo di hub più liquido, insomma, non nasce dalla profondità assoluta degli scambi: nasce dalla frammentazione del contesto.

Il 16,3 TWh del 2023 è un punto di partenza, non un traguardo. Va letto per quello che è: la somma di due borse, BSP SouthPool in Slovenia e SEEPEX in Serbia. La domanda che quel numero lascia aperta è semplice: come si è passati da due borse regionali a un gruppo a tre? La risposta non sta nei volumi, ma nella struttura proprietaria.

La matassa societaria: da Lubiana a Budapest, passando per Belgrado

La genesi del gruppo risale a oltre tre anni fa, al 23 dicembre 2022, quando a Lubiana è stata ufficialmente costituita Adex Group Ltd. Come ricostruito nel comunicato dell’epoca, la società è nata dalla fusione aziendale tra BSP SouthPool e SEEPEX, con sede a Lubiana e uffici principali a Lubiana e Belgrado. I membri fondatori erano ELES, EMS ed EPEX SPOT. Nasceva così la prima borsa elettrica regionale per l’Europa centrale e sud-orientale.

L’ingresso di HUPX ha completato il disegno. Il 25 marzo 2024 la borsa ungherese ha annunciato l’adesione al gruppo, portando in dote il terzo mercato nazionale. Nell’assetto annunciato, Adex Group diventa azionista unico di BSP, HUPX e SEEPEX; a monte, gli azionisti del gruppo sono MAVIR, ELES, EMS ed EPEX SPOT. Il comunicato precisava che il gruppo è progettato per restare aperto a nuovi partner: una formula che lascia intendere l’ambizione di allargare ulteriormente il perimetro.

Va notata la natura dell’operazione: non una fusione tra pari, ma una progressiva aggregazione sotto una holding comune. Le tre borse mantengono la propria identità operativa, ma il controllo è unico. Ed è proprio questo il punto su cui si gioca la credibilità del progetto: la concentrazione della liquidità non discende automaticamente dalla concentrazione della proprietà.

Dopo il closing: la prova dei volumi

L’annuncio del marzo 2024 prevedeva il go-live del gruppo allargato nella seconda metà dell’anno, subordinato alle approvazioni delle autorità competenti. La tabella di marcia è stata rispettata: come si legge nel comunicato diffuso da Adex Group, la transazione si è conclusa il 10 dicembre 2024, quando HUPX è passata formalmente sotto il controllo del gruppo. A quel punto la struttura societaria era completa. Restava la domanda di fondo: cosa cambia davvero per chi opera su questi mercati?

L’assetto è stato confermato anche da fonti indipendenti: Adex Group è diventato l’unico azionista di BSP, HUPX e SEEPEX. Sul proprio sito, HUPX descrive l’integrazione nel gruppo Adex come la nascita del principale polo di scambio dell’Europa centro-orientale e sud-orientale. E secondo DLA Piper, nel 2024 HUPX, insieme a BSP SouthPool e SEEPEX, ha dato vita al gruppo Adex, diventato la principale borsa dell’energia della regione.

Il numero da tenere d’occhio, oggi, non è più il 16,3 TWh del 2023, prodotto dalla somma di due sole borse. È il primo volume annuale consolidato del gruppo a tre borse, quello successivo al closing di dicembre 2024. Solo quel dato dirà se l’hub regionale è reale o se è soltanto una ragione sociale.