Il coefficiente di capacità delle batterie scende al 13%, tagliando i ricavi mentre i progetti da 200 MW si completano.
Un mese fa Greenvolt ha inaugurato a Turośń Kościelna un impianto di accumulo da 200 MW e 800 MWh, capace di erogare a piena potenza per circa quattro ore: uno dei più grandi sistemi di accumulo a batteria del Paese. Prima ancora, a dicembre 2023, l’asta della capacità per il 2028 aveva assegnato allo stoccaggio più di 1,7 GW, dieci volte il risultato della settima asta. Eppure il gestore della rete ha ridotto il fattore di de-rating dei sistemi di accumulo al 13%. È il paradosso su cui si gioca la partita polacca dell’accumulo: gli annunci si moltiplicano, i contratti si firmano, ma le regole economiche si sono fatte più strette proprio mentre i progetti arrivano a terra.
La scommessa è chiara: l’accumulo in batteria come pilastro del capacity market. Quel che è cambiato è la matematica. Il de-rating al 13% ridimensiona la redditività dei progetti annunciati e sposta la tensione su un punto solo: chi riuscirà a chiudere gli impianti entro il 2028, e a quali condizioni.
Un impianto da 200 MW e un contratto da 17 anni
Il caso concreto che incarna il paradosso è Turośń Kościelna. L’impianto è composto da 196 moduli batteria containerizzati e 49 stazioni di trasformazione containerizzate. Ha subito una valutazione ambientale e sociale in linea con gli standard della International Finance Corporation (IFC), membro del Gruppo Banca Mondiale, e della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD). Dal 2028 parteciperà al mercato della capacità polacco con un contratto di 17 anni e un obbligo di capacità di 170 MW, pari all’85% della potenza nominale.
La tecnologia arriva da BYD. Già nel marzo 2025, Greenvolt e BYD Energy Storage avevano firmato accordi per la fornitura di tecnologia di accumulo a batteria per i progetti Turośń Kościelna e Nowa Wieś Ełcka, entrambi da 200 MW / 800 MWh, per una capacità combinata fino a 1,6 GWh. Non un impianto isolato, insomma, ma una coppia gemella.
Secondo l’Ufficio di Regolazione dell’Energia polacco, gli impianti di stoccaggio energetico hanno rappresentato complessivamente il 15% della capacità contrattata nell’asta principale per l’anno di consegna 2028. Ma il banco di prova non è la tecnologia: è il mercato della capacità, dove le regole si sono fatte più strette.
Il capacity market e la tagliola del 13%
Vediamo i numeri. A dicembre 2023, l’asta principale per il 2028 ha aggiudicato obblighi di capacità per oltre 7 GW, con contratti conclusi con unità estere per poco più di 1 GW. La capacità contrattata in tutte le aste per la consegna nel 2028 finora tenute ammontava a 21,15 GW. Nell’ottava asta del mercato della capacità polacco, lo stoccaggio di energia ha ottenuto più di 1,7 GW di capacità, dieci volte più che nella settima asta, dove era comparso per la prima volta con 165 MW.
Fin qui, un successo. Ma il gestore della rete polacco ha ridotto il fattore di de-rating dei sistemi di accumulo a batteria al 13%. Il de-rating è il coefficiente che stabilisce quanta parte della potenza nominale di una tecnologia viene riconosciuta come capacità affidabile ai fini del mercato della capacità: al 13%, ogni 100 MW di batterie contano in asta appena 13 MW. I ricavi attesi si riducono di conseguenza. È il punto in cui il successo dell’asta si scontra con la redditività reale dei progetti che dovranno onorare quegli obblighi.
Chi vince e chi perde? Vince chi ha già firmato contratti con obblighi definiti, come Turośń Kościelna. Perde chi deve ancora finanziare un impianto sulla base di ipotesi di ricavo che il de-rating ha appena peggiorato.
La corsa parallela: Gryfino e Żarnowiec
Mentre Turośń Kościelna cerca di chiudere i conti, la concorrenza accelera. Lo scorso agosto, PGE ha lanciato una gara d’appalto per la progettazione e costruzione di un sistema di accumulo da 400MW/800MWh a Gryfino. Nel 2027, a Żarnowiec, sarà avviato un magazzino di energia su larga scala con una capacità di circa 981 MWh e un valore di 1,5 miliardi di PLN, secondo quanto dichiarato da Dariusz Marzec.
Le batterie per Żarnowiec saranno prodotte in Polonia, nello stabilimento LG Energy Solution Wrocław a Biskupice Podgórne, sempre secondo Dariusz Marzec. Due progetti, due fornitori, un unico interrogativo: con quali risorse e con che tempi si chiudono i conti, se il capacity credit resta al 13%?
Il 2028 è lontano, ma i conti si fanno oggi. Se il fattore di de-rating resta al 13%, la vera incognita è se i ricavi del mercato della capacità basteranno a ripagare i 200 MW / 800 MWh di Turośń Kościelna — e i progetti gemelli, e quelli di PGE — senza scaricare nuovi oneri su famiglie e imprese. Per ora, l’asta ha detto sì alle batterie. Il gestore di rete ha reso i conti più difficili.




