L’accordo tra Recurrent Energy e Octopus segna l’ingresso di Kraken nel mercato italiano dei servizi di rete

Tre ore. È la durata nominale di un sistema che combina 14 MW di potenza e 43 MWh di capacità: il BESS di Montalto La Viola, collegato alla rete accanto a un impianto fotovoltaico da 35 MWp a Montalto di Castro. Un rapporto energia/potenza che non è pensato per l’arbitraggio di lunga durata, ma per i servizi veloci di bilanciamento. Ed è qui che entra Octopus Energy, con Kraken. Lo scorso 5 agosto, Recurrent Energy ha firmato un accordo di ottimizzazione con Octopus Energy per un sistema di accumulo a batteria da 14 MW/43 MWh co-localizzato con l’impianto fotovoltaico di Montalto La Viola.

14 MW, 43 MWh e un sistema operativo AI: l’architettura dell’accordo

L’impianto fotovoltaico Montalto La Viola è operativo dal 2025; il sistema di accumulo, invece, è stato collegato alla rete solo di recente, in concomitanza con la firma dell’accordo. La co-localizzazione non è un dettaglio: significa che la batteria lavora accanto a un impianto già in produzione, condividendo il sito e il punto di connessione. Non si tratta di spostare grandi quantità di energia nell’arco della giornata — per quello servirebbero rapporti energia/potenza ben superiori alle tre ore, nell’ordine delle quattro o cinque ore minime — ma di rispondere in tempi brevi alle richieste della rete: regolazione di frequenza, riserve veloci, servizi di bilanciamento. Tre ore di autonomia a piena potenza sono un compromesso pensato per stare sul mercato dei servizi, non per fare arbitraggio energetico lento.

Il cuore operativo dell’accordo è Kraken, il sistema operativo energetico basato sull’intelligenza artificiale di Octopus. La piattaforma si occuperà di controllare, dispacciare e gestire il BESS in tempo reale, decidendo istante per istante quando caricare, quando scaricare e come posizionare l’asset sui mercati dei servizi. Per Recurrent Energy, società controllata da Canadian Solar, si tratta della prima struttura di ottimizzazione mai firmata. Dylan Marx, CEO di Recurrent Energy, ha descritto l’accordo come la prima struttura di ottimizzazione dell’azienda, aggiungendo che coincide con la messa in servizio del primo progetto di accumulo co-localizzato in Europa. Se Kraken fa la differenza su un singolo impianto, la domanda diventa: quanto pesa questo modello sul target italiano di accumulo?

La scommessa italiana: 11 GW e 58 GWh al 2030

Il BESS di Montalto La Viola è un tassello piccolo, ma va letto dentro un obiettivo di sistema ambizioso: l’Italia punta a 11 GW / 58 GWh di capacità di stoccaggio su scala di rete entro il 2030. Un target che non si raggiunge con i soli annunci di capacità installata: servono operatori in grado di gestire gli asset giorno per giorno, di partecipare ai mercati dei servizi e di estrarre valore dai cicli di carica e scarica. Ed è su questo terreno che si gioca la differenza tra chi costruisce batterie e chi le fa lavorare. Un divario che, impianto per impianto, si traduce in margini diversi e in modelli di business diversi.

Ottimizzare, non solo costruire: il campo si affolla

Il target 2030 sta attirando capitali da più fronti. Engie ha acquisito due progetti BESS da Recurrent Energy in Italia, per una capacità totale di 200 MW: una cifra che da sola vale oltre dieci volte la capacità del BESS di Montalto La Viola. Octopus, dal canto suo, porta avanti una strategia italiana che include oltre 2 GW di nuovi progetti tra batterie, eolico, solare e solare su tetto attraverso investimenti in sviluppatori. Il segnale è chiaro: i grandi operatori non stanno solo comprando terreni e permessi, ma si stanno posizionando sull’intera catena, dalla costruzione alla gestione.

La stessa Octopus ha esteso questo modello al mercato britannico, dove ottimizzerà i progetti di stoccaggio a batteria per Masdar, che ha impegnato 1 miliardo di sterline nel mercato grid-scale del Regno Unito. Il pattern è ricorrente: chi sviluppa gli impianti si affida a un operatore con la piattaforma di controllo, e il margine si sposta progressivamente dalla capacità installata alla qualità dell’ottimizzazione. Resta aperta una domanda per gli sviluppatori italiani: sapranno integrare l’ottimizzazione già in fase di progetto, oppure lasceranno il margine agli aggregatori e ai gestori di piattaforme come Kraken?

Il BESS di Montalto La Viola da 14 MW/43 MWh non sposterà gli equilibri di rete da solo. Ma il modello Recurrent-Octopus sì: in un mercato che punta a 58 GWh al 2030, la differenza la farà chi saprà controllare ogni ciclo di carica e scarica, non chi avrà semplicemente installato più batterie.