Le 112 unità di Aalborg per Vattenfall sono partite in anticipo; il primo monopile è già nel Mare del Nord.

Lo scorso 28 luglio, CS WIND Offshore ha comunicato che le prime transition pieces per Nordlicht 1 sono state consegnate e hanno iniziato il viaggio verso il Mare del Nord tedesco, dove andranno a comporre quello che è destinato a diventare il più grande parco eolico offshore della Germania. Non è un dettaglio da ufficio tecnico: è il segnale che la fase di costruzione ha smesso di essere una promessa.

Il dettaglio che decide: 112 transition pieces da Port of Aalborg

La catena parte da un numero: 112. A gennaio 2025 CS WIND Offshore ha firmato due contratti per produrre 112 transition pieces per i parchi eolici Nordlicht 1 e 2 di Vattenfall nel Mare del Nord tedesco: 68 per il primo, 44 per il secondo, tutti realizzati nello stabilimento di Port of Aalborg. A febbraio 2026, Vattenfall comunicava che i primi monopali e pezzi di transizione per Nordlicht I risultavano già completati in anticipo rispetto alla pianificazione: monopali prodotti da EEW, pezzi di transizione da CS Wind.

L’anticipo non è marginale: in un settore dove i ritardi nei singoli componenti possono bloccare interi cicli di installazione, avere pezzi pronti prima del necessario riduce il rischio di fermo cantiere e sposta il collo di bottiglia dalle fabbriche alle navi. La consegna di fine luglio non è quindi un punto di partenza, ma l’esito di una catena di fornitura che ha già assorbito la commessa e ha anticipato i tempi. E il fatto che il contratto firmato a gennaio 2025 copra 68 pezzi per Nordlicht 1 e 44 per Nordlicht 2, tutti su Port of Aalborg, dice anche un’altra cosa: la capacità produttiva dello stabilimento è stata messa alla prova su due progetti, non su una singola commessa.

La scala tedesca: 980 MW, 6 TWh e un monopalo già in acqua

Dal cantiere di Aalborg si passa al Mare del Nord. Lo scorso 1 luglio, DEME ha installato il primo monopile per Nordlicht I nel Mare del Nord tedesco, avviando la costruzione offshore del progetto. Su quel cantiere ora convergono le transition pieces appena consegnate: il singolo componente non è più un oggetto in fabbrica, ma un tassello di un cantiere reale.

La prospettiva di sistema è un paradosso solo apparente: la vera notizia non è il pezzo in sé, ma la capacità di esecuzione che tiene insieme produzione e installazione. Nordlicht I avrà una capacità di 980 MW e diventerà il più grande parco eolico offshore tedesco una volta operativo. Insieme a Nordlicht II forma il cluster Nordlicht da 1,6 GW, destinato a generare circa 6 TWh all’anno. È questa scala a spiegare perché i tempi di consegna contano quanto le taglie dei componenti: un ritardo su una commessa da 112 pezzi non è un incidente di percorso, è una variabile di sistema.

La filiera tedesca, in altre parole, sta mostrando qualcosa che i numeri di capacità da soli non raccontano: la capacità di produrre componenti in anticipo e di installarli senza sovrapposizioni caotiche. Il 1 luglio il primo monopile, a fine luglio le transition pieces in viaggio: due tappe ravvicinate che riducono il tempo morto tra produzione e montaggio e tengono il cantiere allineato alla tabella di marcia.

Due modelli di fornitura: CS Wind contro Sif-Smulders

Se Nordlicht 1 e 2 consolidano CS Wind, il progetto He Dreiht di EnBW ha premiato un altro fronte: la joint venture Sif-Smulders ha vinto un ordine comparabile da 64 pezzi di transizione. Due stabilimenti, due commesse, due modelli di fornitura che si contendono i prossimi lotti dell’eolico offshore tedesco.

Più che la taglia record, a decidere il futuro dell’eolico offshore tedesco sarà la tenuta della catena di fornitura: chi ha anticipato i tempi e chi ha saputo ripetere il modello su più progetti vince la prossima commessa.