Un contratto da 102,9 milioni di sterline per la manutenzione di cinque impianti nel sud della Scozia
Lo scorso 29 luglio Natural Power ha annunciato di aver ottenuto un contratto quinquennale con ScottishPower Renewables per i servizi di operation and maintenance di cinque parchi eolici onshore nel sud della Scozia, come si legge nell’annuncio pubblicato dalla società. Secondo ScottishPower Renewables, l’accordo fa parte di un investimento record di 102,9 milioni di sterline nella catena di approvvigionamento eolico onshore del Regno Unito. Ma a dare sostanza al numero non sono i gigawatt dei nuovi impianti: sono le 23 persone assunte tra Dumfries e Lanark per la manutenzione.
Il costo invisibile della transizione
I 102,9 milioni di sterline sono una spesa di servizio, non nuova capacità installata. L’annuncio non dice quanta potenza aggiuntiva porti: parla di operation and maintenance, ricambi e presidio degli impianti. Natural Power ha impiegato 23 nuovi dipendenti dedicati nelle operazioni di Dumfries e Lanark. Il team di Dumfries è composto da dieci persone, tra tecnici di turbine eoliche, un tecnico capo e un coordinatore logistico. A Lanark, invece, ci sono tredici dipendenti, con posizioni di leadership create apposta per sostenere il contratto e la crescita futura.
L’assunzione in loco cambia il significato dell’annuncio. Non è solo una firma su un contratto di manutenzione: è lavoro che resta nei territori in cui gli impianti operano. Resta una cautela: la parola record non è accompagnata da un termine di paragone. Non sappiamo rispetto a quale anno, o rispetto a quale perimetro di spesa, i 102,9 milioni rappresentino un primato. E resta una domanda: perché ScottishPower Renewables affida proprio ora questi cinque parchi a un unico operatore locale?
Dalla prima turbina alla pensione: il ciclo dell’eolico scozzese
La risposta sta nella storia recente dei parchi scozzesi, non in una semplice gara d’appalto. Hagshaw Hill è stato il primo parco eolico commerciale della Scozia, operativo dal 1995, e dal 2023 è in corso la sua dismissione. In parallelo, il rapporto tra Natural Power e ScottishPower Renewables è iniziato nel marzo 2023, quando Natural Power è stata incaricata da ScottishPower Renewables per il contratto di manutenzione del parco eolico Blacklaw da 124MW nel North Lanarkshire. L’accordo iniziale era triennale.
Il passaggio dalla costruzione alla manutenzione segna un cambio di fase per l’eolico scozzese. Le prime turbine sono arrivate a fine vita o sono state smantellate; per quelle ancora in esercizio, la priorità non è più installare, ma presidiare. I 124 MW di Black Law sono potenza installata, non energia prodotta: dimensionano l’impianto, ma non dicono quanto genererà in un anno. Il contratto quinquennale annunciato a fine luglio estende quel presidio su cinque parchi nel sud della Scozia.
Due fornitori, un unico committente
La risposta è nel portafoglio di ScottishPower Renewables, che non punta su un solo partner. RES ha ottenuto un contratto quinquennale di operation and maintenance con ScottishPower Renewables per 15 parchi eolici onshore nel Regno Unito. Natural Power, a sua volta, segue cinque parchi nel sud della Scozia. Stesso committente, due fornitori, due logiche: da una parte un operatore con un presidio locale molto marcato, dall’altra una società che gestisce un portafoglio ampio su scala nazionale.
Non è una contraddizione, ma un segnale di come il mercato si sta organizzando. I lotti locali, dove contano la vicinanza dei tecnici e la conoscenza dei siti, convivono con i contratti allargati, dove contano processi standard e capacità di gestire più impianti insieme. Da tenere d’occhio, nei prossimi mesi, non è la potenza installata, ma il numero di contratti O&M pluriennali assegnati. Se la manutenzione vale già 102,9 milioni di sterline, il prossimo dato da guardare è la quota di mercato che RES e Natural Power si divideranno sui parchi già assegnati.




