L’operazione sostituisce una linea da 1,41 miliardi e segue il miglioramento dell’EBITDA 2024, con un portafoglio ordini da 18,4 miliardi
Lo scorso 27 luglio 2026, il Gruppo Nordex ha concluso una nuova linea di garanzia sindacata multi-valuta ESG-linked con un volume totale di 2.475 milioni di euro. Il gruppo, che dal 1985 ha commissionato più di 64 GW di capacità eolica in oltre 40 mercati e ha generato vendite consolidate di circa 7,6 miliardi di euro nel 2025, non ha presentato l’operazione come un semplice rifinanziamento: il punto è il combinato di scadenza a 5 anni e riduzione sostanziale dei tassi di interesse, che per un produttore di turbine equivale a una firma più potente a costo inferiore. La struttura è stata organizzata con il supporto di tre banche internazionali: Commerzbank, Intesa Sanpaolo – IMI CIB Division e UniCredit Bank GmbH.
La chimica del finanziamento: 2.475 milioni, 5 anni, tassi ridotti
La nuova linea di garanzia ha una scadenza di 5 anni e condizioni migliorate, inclusa una riduzione sostanziale dei tassi di interesse su base comparabile. Non è un dettaglio da desk finanziario: per un costruttore di turbine, una linea di garanzia è ciò che consente di firmare contratti pluriennali mantenendo libera la cassa, perché impegna l’affidabilità delle banche anziché immobilizzare contante su ogni singola commessa. Con 2.475 milioni di euro a disposizione e un costo del credito più basso, Nordex può ampliare il volume di commesse garantite senza che l’onere finanziario cresca nella stessa proporzione.
Ma perché una linea di garanzia è così strategica per un costruttore di turbine? La risposta sta nel percorso finanziario che ha portato a questo accordo.
Da 1,21 a 2,475 miliardi: il percorso che ha reso possibile il salto
Nell’aprile 2020, Nordex aveva rifinanziato una linea di credito per garanzie di 1,21 miliardi di euro per tre anni, fino ad aprile 2023; già allora la linea era legata a criteri ESG, era certificata da ISS Oekom e riuniva 21 banche. Nell’agosto 2021, l’azienda ha combinato un aumento di capitale di 586,2 milioni di euro con l’incremento della linea di garanzie a 1,41 miliardi; Freshfields è stato il consulente legale principale, ruolo che ricopre di nuovo nel 2026.
Nel 2024, l’EBITDA di Nordex è migliorato significativamente a 296 milioni di euro, con un margine del 4,1 per cento (l’anno prima era di 2 milioni, margine zero). Nello stesso esercizio la società ha registrato un utile netto positivo e una posizione di cassa netta di 848 milioni di euro. È questo il salto di credito che rende possibile la nuova linea da 2.475 milioni: il bilancio 2024 ha dato alle banche la base per offrire più garanzie a tassi più bassi.
Al 30 giugno 2026, il portafoglio ordini di Nordex ammontava a 18,4 miliardi di euro, contro i 14,3 miliardi di un anno prima: 11,6 miliardi nel segmento Projects e 6,8 miliardi nel segmento Service. Crescere di oltre quattro miliardi in dodici mesi significa dover emettere garanzie per più turbine, più progetti, più cantieri; è esattamente la pressione che una linea da 1,21 o 1,41 miliardi non potrebbe assorbire senza tensioni. Il movimento non è isolato: già nel 2021, la nuova linea di credito di Vestas sostituiva una precedente linea revolving da 1.150 milioni di euro firmata nel 2017. Con un portafoglio ordini di 18,4 miliardi, la domanda non è se Nordex riuscirà a usare la garanzia, ma come cambierà la vita di chi firma i contratti di fornitura e manutenzione.
Sul campo: garanzie più ampie, commesse più sicure
Dai numeri alla pratica: il valore della garanzia si misura sui cantieri e nei contratti di manutenzione. Al 30 giugno 2026 il portafoglio ordini era composto da 11,6 miliardi nel segmento Projects e 6,8 miliardi nel segmento Service: per chi sviluppa nuovi parchi eolici, una linea di garanzie più ampia significa più spazio per emettere le garanzie richieste dai contratti; per chi gestisce le turbine, la copertura del segmento Service sostiene gli impegni di disponibilità e manutenzione su orizzonti pluriennali. In entrambi i casi, la controparte contrattuale è oggi più solida e meno costosa da garantire.
La nuova linea da 2.475 milioni non è una notizia da desk finanziario: è l’infrastruttura invisibile che consente a un parco eolico di arrivare a fine costruzione e a un service manager di garantire disponibilità per 5, 10, 15 anni. Chi installa o gestisce turbine Nordex oggi lavora con una controparte più solida di ieri.




