Il fotovoltaico cresce del 19% ma il valore dell’energia pulita crolla: senza accumuli il sistema compensa con il gas
Ottantotto ore. È il tempo in cui, nel primo semestre 2026, l’elettricità all’ingrosso italiana è stata scambiata a zero. Dodici mesi prima erano solo venti. A fine luglio, l’analisi trimestrale ENEA diffusa da PV Magazine ha messo in fila i numeri di un paradosso: la generazione fotovoltaica è cresciuta del 19%, l’eolica del 16%, eppure il valore dell’energia pulita è sceso. Più pannelli, più pale, meno ricavi.
Ottantotto ore di elettricità gratis: il lato oscuro del boom rinnovabile
Secondo ENEA, nel primo semestre 2026 le ore con prezzo azzerato sul mercato all’ingrosso sono passate da 20 a 88. Nello stesso periodo la generazione fotovoltaica è salita del 19% e l’eolica del 16%. A maggio le due fonti hanno coperto il 33% della domanda elettrica nazionale, un massimo storico, con 60,5 GW di potenza installata certificati da Terna al 30 giugno. Ma quel record convive con un’evidenza scomoda: l’indice Enea Ispred, che valuta l’andamento della transizione, a metà 2026 segna un calo del 25%, per l’allontanamento dal target di decarbonizzazione al 2030 e per il rincaro dei prodotti petroliferi. E la potenza installata è ancora oltre 46 GW sotto l’obiettivo Pniec al 2030.
La crescita non è stata solo rinnovabile: c’è stato anche un maggiore ricorso alla generazione termoelettrica a gas (+4,4%). E la crisi dello Stretto di Hormuz ha spinto i listini europei: greggio +27% sul semestre e +50% nel trimestre marzo-giugno, gas +3% sul semestre ma +27% tra marzo e giugno. In altre parole, mentre il sole e il vento spingono i prezzi verso il basso nelle ore centrali, il gas continua a dettare il prezzo quando serve flessibilità.
L’Europa sprofonda nei prezzi negativi, l’Italia resta a galla (ma è un primato che non paga)
Il caso italiano va letto in controluce. Nel primo semestre 2025, in Germania il 12% delle ore ha registrato prezzi zero o negativi; in Italia, nella zona Sud, solo lo 0,5%. Francia, Spagna e Germania avevano già superato le 200 ore di prezzi negativi nel primo semestre del 2024. Nel primo trimestre 2026, i mercati day-ahead dell’UE-27 hanno registrato 1.223 ore con prezzi negativi, più del doppio rispetto alle 593 del primo trimestre 2025: la Spagna da sola ha toccato 347 ore. L’Italia, invece, non ha mai registrato un’ora a prezzo negativo nel primo trimestre nell’intera serie storica di otto anni. Un primato, se così si può chiamare, che dice quanto il mercato italiano sia ancora protetto.
Prezzo catturato al 58-60%: chi perde e cosa serve davvero
Il paradosso dei prezzi a zero non è un dettaglio tecnico. Si traduce in ricavi che crollano per chi produce da fonti rinnovabili. Nel maggio 2026, secondo un’analisi di Italia Solare, i prezzi catturati dal solare nell’Italia meridionale sono scesi al 58-60% del baseload. Vuol dire che ogni megawattora prodotto nelle ore centrali vale poco più della metà di un megawattora “normale”: il sole genera quando tutti generano, e il prezzo sprofonda proprio quando l’offerta è massima.
L’espansione delle rinnovabili ha determinato un forte aumento delle ore a prezzi nulli o negativi sui mercati elettrici, evidenziando la crescente necessità di accumuli e risorse di flessibilità. Lo scrive l’analisi ENEA del primo semestre 2026, la stessa che registra anche il maggiore ricorso alla generazione termoelettrica a gas (+4,4%). In pratica: senza batterie, pompaggi e domanda flessibile, il sistema non è in grado di assorbire la produzione solare nelle ore centrali e deve compensare con il gas quando il sole cala. La crisi dello Stretto di Hormuz, intanto, ha mostrato quanto il gas resti un fattore critico: nel trimestre marzo-giugno il prezzo del gas è salito del 27% e il greggio del 50%.
La domanda resta aperta: chi costruirà la flessibilità necessaria prima che il valore dell’energia solare si azzeri anche nelle ore centrali? I 60,5 GW di potenza installata certificati da Terna sono ancora oltre 46 GW sotto l’obiettivo Pniec al 2030. Ma il problema non è solo quanto si installa, è quanto si riesce a spostare nel tempo.




