Il trasporto copre 120 km di rete, ma la capacità produttiva da completare entro il 2027 resta la sfida.

Lo scorso 4 agosto, il primo idrogeno prodotto nell’elettrolisi di Lingen ha raggiunto il parco chimico di Marl, come documenta il comunicato di RWE Generation. Tre settimane dopo, il dato che sorprende non è la distanza percorsa — circa 120 chilometri — ma la potenza che RWE deve ancora portare a regime: 300 megawatt entro il 2027.

Non è un record: è un confine

Il primo idrogeno verde non è arrivato a Marl per caso né per un primato simbolico. Due impianti di elettrolisi da 100 megawatt ciascuno, gestiti da RWE a Lingen, stanno producendo idrogeno rinnovabile conforme alle norme dell’Unione europea durante le procedure di collaudo. Il gas viene trasportato attraverso una rete di condotte di circa 120 chilometri gestita da Nowega, OGE e SYNEQT, società controllata di Evonik, fino al parco chimico di Marl, dove l’idrogeno è disponibile per i processi industriali.

Il confine è questo: per FNB Gas, il primo idrogeno arrivato a Marl significa che un cliente industriale sta già usando la prima sezione della rete core in condizioni operative reali; l’iniziativa GET H2 dovrebbe ridurre fino a 16 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030 in raffinerie, acciaio e chimica. È un collaudo di infrastruttura, non una svolta di mercato. Dietro quei 120 chilometri c’è un’architettura di denaro pubblico e regole europee, che spiega come tutto questo sia stato possibile.

492 milioni per un soffio: chi paga il tubo

Se il primo idrogeno è arrivato a Marl, non è un incidente della tecnica. Il 15 luglio 2024 RWE ha ricevuto un impegno di finanziamento da 492 milioni di euro dal governo federale tedesco e dallo stato della Bassa Sassonia per realizzare il progetto GET H2 Nukleus, come riporta la pagina ufficiale del progetto. Già nel febbraio 2024, secondo la Commissione europea, il progetto era stato inserito tra i Progetti Importanti di Interesse Europeo Comune (IPCEI). Parti di GET H2 Nukleus sono finanziate dal governo federale e dagli stati della Bassa Sassonia e della Renania Settentrionale-Vestfalia nell’ambito del programma IPCEI Hy2Infra.

La posta in gioco è molto più ampia del singolo tubo. GET H2 Nukleus costruisce la prima infrastruttura idrogeno pubblicamente accessibile in Germania, collegando Lingen a Gelsenkirchen: una rete di circa 130 chilometri con accesso non discriminatorio e prezzi trasparenti, costruita da un consorzio che include bp, Evonik, Nowega, OGE, RWE Gas Storage West e RWE Generation, come descritto da OGE.

Il 22 ottobre 2024 la Bundesnetzagentur ha approvato la rete centrale nazionale per l’idrogeno: 9.040 chilometri di condutture, messa in servizio graduale entro il 2032, per costi di investimento attesi di 18,9 miliardi di euro, come indicato dalla Bundesnetzagentur. I numeri vanno letti in fila: 492 milioni di finanziamento pubblico per Lingen, 18,9 miliardi di investimenti per la rete core, 300 MW di capacità da portare a regime. È la distanza tra un collaudo riuscito e un mercato.

L’ombra di Shell e il numero da sorvegliare: 300 MW

Se la rete è finanziata e approvata, la prova vera arriva dalla produzione. A Lingen RWE non corre da sola: ITM Power e Linde Engineering stanno consegnando due impianti da 100 MW, come si legge in una nota di ITM Power. RWE prevede di commissionare 200 megawatt di capacità di elettrolisi entro la fine del 2026 e di portare l’intero impianto a 300 megawatt dal 2027. Il primo idrogeno arrivato a Marl è una frazione di quella capacità: due impianti da 100 megawatt ciascuno, durante il collaudo, non ancora a pieno regime.

Il confronto con Shell chiarisce la scala. A Wesseling, il progetto REFHYNE II di Shell utilizzerà elettricità rinnovabile per produrre fino a 44.000 chilogrammi di idrogeno rinnovabile al giorno, decarbonizzando in parte la produzione di carburante della raffineria. L’elettrolizzatore è previsto in funzione nel 2027, come indicato da ITM Power. Il numero da osservare nei prossimi mesi non è il chilometraggio della prima molecola, ma la potenza che entra effettivamente in servizio: 300 MW a Lingen entro il 2027, insieme ai 44.000 chilogrammi al giorno previsti a Wesseling.

La rete core da 18,9 miliardi di euro è approvata e il primo tratto è già utilizzato da un cliente industriale reale. Ma tra un collaudo riuscito e un mercato funzionante c’è ancora la distanza tra la prima molecola e i 300 MW di potenza installata. Sarà lì, e non nel comunicato dello scorso 4 agosto, che si vedrà se l’infrastruttura diventa davvero domanda.