La rete elettrica italiana dà priorità ai data center, che occupano l’87,79% della potenza richiesta dagli utenti di consumo

All’ultimo aggiornamento di luglio, secondo i dati Terna, la fila per il fotovoltaico italiano vale 3.531 richieste per 140,33 GW. Il FER X definitivo prevede un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile.

Meno di una richiesta su quattro vedrà una presa.

Il resto resta in coda, o si arrende. Nel frattempo, lo stato ready-to-build del fotovoltaico si ferma a 224 progetti per 10,08 GW, con una potenza calata di 122 MW rispetto a giugno. Non è un intoppo tecnico: è la rete che smista le priorità.

La fila la comandano i server

Nella sezione degli utenti di consumo, le istanze di connessione dei data center salgono a 529, nove in più del mese precedente, mentre la potenza scende a 95,86 GW, perdendo 520 MW. I gigawatt calano solo perché la domanda si consolida, non perché si riduce l’interesse.

Per capire il peso, basta un dato: i data center rappresentano la quota dominante degli utenti di consumo, con l’87,79% della potenza su 865 pratiche per 109,20 GW complessivi. La rete non ha più un’utenza diffusa: ha un cliente principale.

E la geografia non lascia equivoci: secondo la mappa delle richieste dei data center, la Lombardia guida con 289 richieste per 44,96 GW, seguita dal Piemonte (64 per 13,13 GW), dal Lazio (41 per 11,79 GW), dalla Puglia (29 per 7,76 GW), dall’Emilia-Romagna (39 per 5,59 GW) e dal Veneto (21 per 5,20 GW).

Se si guarda alle pratiche pronte a costruire, la concentrazione è persino più netta: su 15 istanze ready-to-build dei data center, 14 sono in Lombardia per 1,68 GW e una sola in Piemonte per 200 MW.

Il Sud, in questa partita, non esiste.

La Puglia è prima, ma la coda non scorre

Quanto al solare in attesa, la posizione di testa della Puglia nelle richieste è fuori discussione: 854 pratiche per 35,99 GW. La Sicilia, nel frattempo, comanda le pratiche più avanzate: 66 progetti in ready-to-build per 4,38 GW, come mostrano.

Eppure, a livello nazionale, il solare con nulla osta conta solo 52,34 GW per 1.285 richieste, appena 1,2 GW in più del mese precedente, come emerge dal portafoglio fotovoltaico con nulla osta. La coda si allunga molto più velocemente di quanto non si liberi.

Il Portogallo avverte: arrivare non basta

Anche quando un impianto entra in funzione, il nodo non è risolto. In Portogallo, l’impianto fotovoltaico Solara4, il più grande progetto solare del Paese, ha prodotto sistematicamente meno elettricità di quanto previsto, finendo in amministrazione controllata.

Le difficoltà coincidono con una grande espansione del solare nel mercato elettrico iberico, che ha contribuito a far scendere i prezzi all’ingrosso nelle ore di maggiore generazione. Più pannelli, più energia, meno ricavi.

Ora resta una domanda scomoda: se la rete non ha spazio per tutti, e i server passano avanti, quanti progetti fotovoltaici del Sud resteranno carta? E chi, al ministero o a Terna, avrà il coraggio di dire che la transizione italiana si è fermata a una fila?