Gli accordi decennali firmati anni prima dell’entrata in esercizio spostano il rischio dai produttori ai grandi consumatori
Il mercato dell’eolico offshore non si gioca più sulla turbina ma sulla firma. Mentre i progetti accumulano ritardi e qualche incidente ferma una pala, i grandi consumatori stanno blindando i megawattora con accordi a lungo termine. Il caso più vecchio è anche il più chiaro.
Sei anni di vantaggio per la carta, non per l’acciaio
Nel 2020, Taiwan Semiconductor Manufacturing Company ha siglato un corporate power purchase agreement per l’energia di Greater Changhua 2b e 4. All’epoca le turbine erano solo disegni su una planimetria. Oggi, quando una turbina di Changhua 4 viene spenta per un incendio, il contratto firmato sei anni prima continua a garantire l’elettricità a TSMC.
La tecnologia può fermarsi, il CPPA no.
La firma anticipa i megawattora. Non importa se la turbina è l’ultimo modello o un retrofit: importa chi ha il diritto su quei MWh tra cinque anni.
I giganti comprano il futuro prima che le pale girino
L’impianto eolico offshore Revolution Wind ha iniziato a immettere elettricità nella rete del New England a marzo 2026. La fornitura a Connecticut e Rhode Island era già impegnata prima che la prima pala girasse. Stesso schema per Gode Wind 1: a luglio 2026, il più grande accordo annunciato nel mese è stato il PPA eolico offshore da 332 MW tra Ørsted e un consorzio di investitori per il progetto tedesco. Si firma, poi si produce. O meglio, si firma, e si spera che la produzione tenga il passo.
Il dettaglio tecnico che fa la differenza non è la potenza della turbina ma la struttura del PPA: prezzo per MWh, durata, clausole di copertura del rischio. Chi firma un accordo a 10 o 15 anni per un parco che entra in esercizio tra due anni sta scommettendo sulla capacità dell’ingegneria di rispettare le consegne. Ma il margine di sicurezza sta tutto nel contratto, non nel generatore.
Walney: l’ultima firma su un parco già in piedi
L’ultimo esempio arriva dall’Irlanda. TotalEnergies ha firmato il PPA per Walney 1 e 2. L’accordo è stato annunciato con l’annuncio del 25 agosto 2026. I due impianti, situati nel Mare d’Irlanda, appartengono alla joint venture Offshore Partners. Con una capacità combinata di 367 MW, i due parchi non sono certo un progetto pilota. Il contratto include.
La firma è il vero banco di prova.
Non la tecnologia, non le pale, non il software di controllo. Chi installa o gestisce un impianto sa che il rischio non è la fermata per manutenzione, ma il mancato pagamento dei MWh. I PPA spostano il rischio dal generatore al compratore, e lo fanno anni prima che il primo cavo venga posato.




