Il record di laboratorio resta lontano dai tetti, mentre i moduli commerciali si fermano sotto il 25% di efficienza

A metà luglio LONGi ha rivendicato un nuovo record mondiale di efficienza di conversione del 35,5% per le sue celle solari tandem silicio-perovskite, come si legge in un comunicato ufficiale dell’azienda. Un numero notevole, se non fosse che quel numero non è in vendita. I moduli che l’azienda punta a spedire in oltre 100 GW entro la fine del 2026 si fermano, nella migliore delle ipotesi, sotto il 25%. Il paradosso è servito: la cella da laboratorio corre, il prodotto commerciale cammina.

Il 35,5% che non comprerete

Il record è stato verificato dall’European Solar Test Installation (ESTI), quindi non è un numero sparato a caso. Ma è appunto un record di laboratorio. Come ha chiarito la stampa specializzata, il traguardo non è un prodotto commerciale. Nel frattempo, il professor Shen Wenzhong, direttore dell’Istituto di energia solare della Shanghai Jiao Tong University e consulente della China Photovoltaic Industry Association, ha commentato che le celle BC hanno un’efficienza teorica massima del 29,1%. È il paradosso: LONGi festeggia un 35,5% in perovskite-silicio, ma la tecnologia su cui investe per il mercato, le celle BC, ha un tetto fisico inferiore di sei punti. Sei punti non sono un dettaglio: sono la differenza tra ciò che la fisica consente in laboratorio e ciò che l’azienda ritiene vendibile. Resta da chiedersi cosa produca davvero LONGi oggi. Il laboratorio firma record; la fabbrica ha altri numeri.

La fabbrica, non il laboratorio

Ecco cosa vende davvero LONGi. Il suo modulo di punta Hi-MO 9 ha una potenza fino a 660W e un’efficienza di conversione fino al 24,43%, basato sulla tecnologia HPBC di seconda generazione e sul wafer TaiRay lanciato nel marzo 2024. Il wafer TaiRay non è un prototipo: è un prodotto già sul mercato da oltre due anni. Il record del 35,5% resta confinato al laboratorio. L’obiettivo commerciale dichiarato è un altro: superare i 100 GW di spedizioni globali di moduli BC entro la fine del 2026. Ma quei moduli, per quanto innovativi, restano dentro il limite teorico del 29,1% indicato per le celle BC. E per le celle tandem, quelle del record, LONGi stessa ha dichiarato a giugno di non avere piani attivi di produzione di massa. In altre parole: il futuro tandem non ha una data di fabbrica, e il presente commerciale ha un tetto teorico più basso di ciò che il laboratorio sa già fare. Il target dei 100 GW entro fine 2026 è ambizioso; per raggiungerlo servono impianti, catene di fornitura e domanda reale, ma la tecnologia più efficiente, quella tandem, non si sa quando arriverà sulle linee di produzione. Se questa è la strategia, la domanda diventa: chi pagherà il conto della transizione?

Il conto della transizione

E infatti i conti del 2025 raccontano un’altra storia. Nel rapporto annuale di LONGi, la società ha registrato ricavi operativi per 70,347 miliardi di CNY e ha ridotto la perdita netta attribuibile agli azionisti di 2,173 miliardi di CNY su base annua. Tradotto: il rosso si è assottigliato, ma non è diventato utile. Il record del 35,5% non ha ancora prodotto profitti, né moduli per i tetti. L’assenza di piani di produzione di massa per le celle tandem pesa: una tecnologia che resta in laboratorio non abbassa le bollette, non accelera gli impianti, non dà scelta a cittadini e imprese. La domanda resta aperta: quando il 35,5% smetterà di essere una notizia da laboratorio e diventerà una scelta possibile per impianti e bollette?

L’annuncio di LONGi è una bandiera tecnologica, ma il mercato aspetta ancora i moduli. Per cittadini e imprese il vero numero da guardare non è il record di laboratorio, ma cosa arriva sui tetti — e a quale costo.