La soglia minima fissata dal Mimit supera di gran lunga le possibilità delle piccole imprese, mentre la Commissione europea spinge
Una piccola impresa italiana che lavora su imballaggi riciclabili o materiali innovativi apre i bandi europei e si chiede, con un filo di rassegnazione: «Sono davvero per noi?». La risposta per l’Italia è arrivata lo scorso 16 luglio con l’Avviso del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la selezione dei progetti italiani nell’ambito dell’IPCEI CAM, i materiali avanzati circolari. Ed è una risposta che spiazza: 35 milioni di euro.
È la soglia minima di spese e costi ammissibili richiesta alle iniziative candidate. Sotto quella cifra non si presenta domanda. E non basta: la Commissione europea orienta a privilegiare le iniziative con una richiesta di aiuto di Stato di almeno 50 milioni di euro. Numeri da capogiro per una Pmi, ma che non raccontano tutta la storia.
35 milioni per entrare: la soglia che divide
Chi può davvero permettersi di candidarsi? L’Avviso, pubblicato su indicazione del ministro Adolfo Urso, fissa pochi paletti, ma molto alti. Le iniziative candidate devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 35 milioni di euro: un progetto di ricerca e sviluppo su materiali circolari di quella scala non si mette insieme in un fine settimana. A questo si somma l’orientamento della Commissione europea, che privilegia le iniziative con una richiesta di aiuto di Stato di almeno 50 milioni di euro. In pratica, la soglia ufficiale e quella «preferita» non coincidono: chi si presenta con un progetto tra i 35 e i 50 milioni parte in salita.
Le manifestazioni d’interesse vanno inviate entro il 22 settembre 2026, tramite PEC. Tradotto in parole povere: tra oggi e la scadenza c’è poco più di un mese per verificare se il proprio progetto regge la soglia, mettere in fila i numeri e decidere se presentarsi. Il dubbio iniziale ha trovato una prima risposta — è una porta stretta. Ma resta da capire se la corsa sia solo italiana o se esista un disegno europeo più ampio.
La corsa europea non aspetta: Italia e Finlandia sullo stesso binario
La soglia italiana diventa meno astratta se si guarda fuori. Dal 2018 la Commissione europea ha approvato aiuti di Stato per almeno un IPCEI integrato ogni anno, e già nel novembre 2024 gli Stati membri hanno approvato quattro candidati IPCEI — tra cui i materiali avanzati circolari, l’intelligenza artificiale, le tecnologie avanzate per semiconduttori e l’infrastruttura e i servizi di edge computing — per i quali è già iniziata la fase di progettazione. La Finlandia, intanto, ha lanciato un invito a manifestare interesse per la partecipazione delle aziende finlandesi all’IPCEI CAM e ha già chiuso una finestra per lo stesso progetto dal 15 giugno al 16 agosto 2026, mirata ai partner associati. Quando l’Italia ha aperto, altri stavano già correndo.
Entro il 22 settembre: non serve un colosso, serve una scelta
Con questo quadro, torniamo alla scrivania dell’impresa italiana. Il Fondo IPCEI è lo strumento agevolativo che supporta le attività svolte dai soggetti italiani coinvolti nella realizzazione degli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo: in pratica, se il progetto entra nel perimetro, l’Italia ha già un canale per accompagnarlo. Ma per entrarci bisogna superare una selezione, e la selezione comincia adesso, con la manifestazione d’interesse.
Qui arriva il punto scomodo, e va detto con chiarezza: la decisione non è se il progetto sia perfetto, ma se entro il 22 settembre si è pronti a formalizzare la propria posizione. Chi ha un’iniziativa che regge la soglia dei 35 milioni — e idealmente i 50 milioni graditi alla Commissione europea — deve preparare subito la documentazione. Chi sta sotto quella soglia ha un’altra strada: seguire gli esiti della selezione e valutare partenariati, perché il binario europeo della circolarità non si ferma a questa scadenza.
Il costo di restare fuori non si misura solo in finanziamenti persi. Dal 2018 il ritmo è stato di almeno un IPCEI integrato all’anno, e i materiali avanzati circolari sono entrati nel pacchetto insieme a intelligenza artificiale e semiconduttori già nel novembre 2024. Chi osserva oggi dalla finestra rischia di dover inseguire domani, quando le cordate si saranno già formate e le posizioni saranno prese. Per chi ha progetti da almeno 35 milioni il momento di decidere è questo: non serve essere un colosso, serve presentarsi.
Chi ha progetti da almeno 35 milioni deve preparare subito la manifestazione d’interesse. Chi è sotto la soglia può seguire gli esiti e valutare partenariati: l’Europa continuerà a finanziare la circolarità dei materiali, e restare fuori oggi può significare inseguire domani.




