Il primato certificato dall’ESTI riguarda una cella da laboratorio, non un modulo commerciale: la distanza dal prodotto industriale resta ampia

A metà luglio, LONGi ha annunciato di aver raggiunto un’efficienza di conversione del 35,5 percento con le sue celle tandem in silicio cristallino-perovskite, certificata dall’European Solar Test Installation (ESTI). Il pannello solare tandem più efficiente disponibile in formato industriale è fermo al 25 percento e 421 watt: è il record di Oxford PV. In mezzo ci sono dieci punti e mezzo di efficienza, abbastanza per chiedersi se il record di laboratorio stia davvero anticipando un prodotto o se stia solo allargando la distanza tra ciò che si può fare in un centro di ricerca e ciò che si può installare su un tetto.

35,5% in cella, 25% in modulo: il paradosso del record

Il risultato è stato presentato lo scorso 14 luglio alla Solar and Energy Storage Innovation Conference ed è un nuovo record mondiale per la tecnologia. Ma va letto per quello che è: un dispositivo di laboratorio certificato, non un modulo commerciale né un prodotto di produzione di massa. Lo ha rilevato pv magazine nei giorni successivi all’annuncio, sottolineando che la cifra si riferisce a un dispositivo di laboratorio certificato piuttosto che a un modulo commerciale o a un prodotto di produzione di massa.

E qui sta il paradosso. LONGi, che firma il record, ha dichiarato a giugno di non avere un piano attivo di produzione di massa per le celle tandem perovskite-silicio. La tecnologia, come ha osservato pv magazine, richiede ancora sviluppi in aree come la deposizione su larga area, la resa produttiva, l’incapsulamento, la stabilità a lungo termine e la riduzione dei costi. Sono esattamente le cose che separano un primato scientifico da un prodotto industriale.

Il contesto aiuta a capire l’interesse. Le celle tandem in silicio cristallino-perovskite hanno un limite di efficienza teorica fino al 43 percento, superiore al limite Shockley-Queisser del 33,7 percento che vincola una cella a giunzione singola. In altre parole, la tecnologia promette più di quanto la fisica consenta alle celle tradizionali. Ma una promessa, finché resta in laboratorio, non è ancora un pannello.

La curva dei record: dal 33,9 al 35,5 in poco più di due anni

Per capire come si è arrivati al 35,5% bisogna guardare la serie storica. Il 35,5% non è un punto isolato: è l’ultimo gradino di una scalata firmata dal Central Research Institute di LONGi, iniziata a novembre 2023, quando il team registrò un’efficienza certificata del 33,9%. A giugno 2024 era al 34,6%. Ad aprile 2025 arrivò il 34,85%, un’efficienza certificata dal NREL, il laboratorio statunitense. A maggio 2026, secondo le Solar Cell Efficiency Tables compilate dal gruppo guidato dal Professor Martin Green dell’Università del Nuovo Galles del Sud, in Australia, il 35,2% di LONGi è entrato nella 68ª edizione della classifica. Tre record nell’arco di un anno, per una progressione complessiva di 1,6 punti percentuali in poco più di due anni.

La progressione racconta due cose. La prima è che la tecnologia tandem perovskite-silicio sta maturando: i guadagni sono ormai nell’ordine dei decimi di punto, non dei punti pieni, il che indica una curva che si avvicina al suo tratto più difficile. La seconda è che il ritmo si è accelerato nell’ultimo anno: tre record in dodici mesi, tra aprile 2025 e luglio 2026. Resta la domanda: chi trasformerà questa curva in un prodotto industriale competitivo?

Chi produce davvero: il confronto che conta

La risposta, per ora, non è LONGi. Nel mercato dei moduli la musica è diversa: il record per un pannello solare tandem in formato industriale lo detiene Oxford PV, con un’efficienza di modulo del 25% e 421 watt. Non è un prototipo: è un pannello in formato industriale, cioè l’oggetto che si installa davvero su un tetto o in un impianto. Ed è qui che il confronto diventa interessante.

Nel mezzo c’è un altro dato da non perdere. KAUST, l’università saudita, ha prodotto una cella tandem perovskite/silicio con efficienza del 33,2%. Siamo sotto il 35,5% di LONGi, ma il confronto con il 25% di Oxford PV è istruttivo: sulla cella da laboratorio LONGi è avanti, sul prodotto industriale comanda chi ha una fabbrica e un processo produttivo, non chi pubblica un record certificato.

Nei prossimi mesi il numero da tenere d’occhio non è il prossimo record di cella, ma il 25% dei moduli tandem industriali. Se qualcuno riuscirà a superarlo in produzione — e non in un comunicato — il 35,5% smetterà di essere solo un primato da laboratorio. Fino ad allora, dieci punti e mezzo continueranno a separare la ricerca dal tetto.