L’accumulo tedesco dura meno di due ore, mentre il picco solare irlandese copre un terzo della domanda nazionale

Il 12 agosto 2026 l’Irlanda ha toccato un nuovo picco solare giornaliero, ma il numero che smonta il mito del vento è quello dell’11 agosto: il picco grid-scale di 1.258 MW di EirGrid registrato poco prima delle 13. In quel momento il solare copriva il terzo dell’elettricità irlandese dal solare — circa un terzo di tutta l’elettricità usata a livello nazionale. Il giorno dopo, il picco di 1.090 MW del 12 agosto ha superato le previsioni di 1.038 MW alle 13:45. Non è un caso isolato: nello stesso periodo, il cedimento della pala Vestas al largo della Germania riportava l’attenzione sui limiti meccanici dell’eolico offshore.

In Germania il 2025 ha portato 83 nuovi sistemi di accumulo su larga scala per 667 MW e 1.244 MWh. Il rapporto energia/potenza di 1,87 ore svela la natura di questi impianti: potenza rapida, non accumulo stagionale. Il caso della riconversione a batteria di Gundremmingen conferma che l’accumulo è ormai un prodotto commerciale, non un prototipo: l’ex sito nucleare ospita una batteria di rete, segno che la flessibilità sta migrando dove c’era rigidità.

Mentre l’Irlanda dimostrava che il sole può reggere un terzo della domanda, GWEC celebrava il record eolico del 2024: la capacità eolica globale installata nel 2024 ha toccato 117 GW, con gli impianti eolici onshore e offshore del 2024 a 109 GW e 8 GW rispettivamente. Il vento è entrato in 55 paesi, come mostrano i. In Europa, le aste eoliche onshore europee del 2024 hanno assegnato 17 GW, il 24% in più rispetto al 2023, mentre le assegnazioni offshore europee del 2024 hanno raggiunto 23,2 GW. Secondo il report GWEC sul record eolico 2024, l’offshore annuale passerà da 16 GW nel 2025 a 34 GW nel 2030.

Numeri da brochure, non una strategia di sistema.

Un terzo della domanda coperto dal sole in un’isola nota per il vento non è una curiosità meteorologica: è un segnale di sistema.

L’accumulo tedesco è potenza, non energia

Il parco di accumuli tedesco del 2025 ha un rapporto energia/potenza di 1,87 ore: 1.244 MWh su 667 MW. Vuol dire che questi impianti possono erogare a piena potenza per meno di due ore. Sono ottimi per la regolazione di frequenza, ma non coprono i buchi del vento che durano un pomeriggio intero. Il caso della riconversione a batteria di Gundremmingen dimostra che la tecnologia è commerciale, ma che il mercato premia ancora la potenza, non l’energia. Per chi gestisce una rete con picchi solari come quello irlandese, questo è il limite: il solare produce, ma l’accumulo non ha abbastanza ore per traslare l’energia alla sera.

Vento e sole separati nelle aste, non nella rete

Il record eolico del 2024 è frammentato: 117 GW globali, 109 onshore e 8 offshore, distribuiti in 55 paesi. In Europa, le aste per l’onshore hanno assegnato 17 GW, quelle per l’offshore 23,2 GW. Numeri che GWEC proietta in crescita per l’offshore fino a 34 GW nel 2030. Ma nessuna di queste cifre misura la capacità di un sistema ibrido di rispondere alla domanda. Eolico, solare e storage restano compartimenti stagni: il primo si progetta contro il vento, il secondo contro il sole, il terzo contro la frequenza. L’Irlanda ha entrambi, ma non ha un punto di connessione unico che li tratti come una sola risorsa modulabile.

Il trade-off per chi installa e gestisce

Chi progetta un impianto oggi deve scegliere: più turbine isolate o meno turbine con accumulo e fotovoltaico? I dati tedeschi dicono che 83 sistemi di accumulo per 667 MW sono già commerciali, ma 1,87 ore di durata media non bastano a spostare l’energia solare dalle 13 alle 20. Il picco irlandese dell’11 agosto (1.258 MW, un terzo dei consumi) e quello del 12 agosto (1.090 MW, sopra le previsioni di 1.038 MW) mostrano che il solare può sorprendere in positivo. Senza storage dimensionato in ore, quell’energia rischia il curtailment. Per l’operatore di rete, il costo reale non è il prezzo del chilowattora, ma l’incapacità di modulare due fonti variabili con un unico sistema di controllo. La scelta di campo è tra continuare a installare turbine isolate, inseguendo i record, o iniziare a progettare sistemi ibridi con storage dimensionato in ore, non in minuti.

La transizione europea non ha bisogno di ennesimi record separati, ma di progetti ibridi con storage dimensionato in ore. Il picco solare irlandese non è la vittoria del fotovoltaico sull’eolico: è la prova che il sistema attuale non li sa integrare. Il mito del vento non si smonta con i megawatt del sole, ma con la fine dei compartimenti stagni.