La scadenza vincolante per l’isola energetica arriva dopo un anno di stop e rilancio della gara per il primo lotto
Lo scorso 24 luglio, il Consiglio dei ministri belga ha approvato un decreto reale che fissa al 1° ottobre 2031 la data ultima per l’entrata in servizio della prima fase dell’isola energetica Princess Elisabeth di Elia. È una scadenza perentoria, e arriva da un anno in cui il Belgio ha prima cancellato e poi riprogrammato la gara per il primo lotto eolico. Come documenta la pagina ufficiale del Servizio pubblico federale Economia, il 2 luglio 2025 il ministro dell’Energia Mathieu Bihet aveva deciso di annullare la gara in corso per il lotto PE I nella Zona Principessa Elisabetta. Da quel gesto nasce la tensione attuale: un termine definitivo accanto a una gara ancora da consolidare.
Il paradosso del 1° ottobre 2031
Il 24 luglio scorso, come scrive Offshore Wind, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto reale che fissa al 1° ottobre 2031 il termine per la prima fase dell’isola energetica Princess Elisabeth. Non è una data simbolica: è la prima volta che il calendario belga dell’eolico offshore assume una scadenza vincolante per l’infrastruttura di rete. In parallelo, il governo ha deciso che la rete offshore e la gara PEZ 1 procederanno insieme, non più in sequenza. È un cambio di logica: per anni il percorso è stato lineare, prima l’infrastruttura, poi la gara. Ora i due binari devono correre l’uno accanto all’altro.
Il paradosso è che una scadenza così netta arriva dopo un anno di marcia indietro. La gara non è un punto fermo: è stata cancellata, rilanciata e ora viaggia in parallelo con la rete. Per capire perché servisse un decreto, bisogna riavvolgere il nastro.
Cronaca di una gara cancellata e rilanciata
La risposta sta nella sequenza di date di un anno in cui il Belgio ha fatto e disfatto. La gara per il primo dei tre lotti nella Princess Elisabeth Zone, come ricostruisce Offshore Wind nel luglio 2025, era stata lanciata a novembre 2024, con un vincitore atteso per dicembre 2025. Poi, il 2 luglio 2025, il ministro Bihet ha deciso l’annullamento della gara in corso per il lotto PE I.
A monte c’erano passaggi tecnici e regolatori già avviati, ma non sufficienti a tenere il calendario. Il 25 ottobre 2024, secondo la CREG, era stata approvata la concessione di una connessione flessibile per l’immissione in rete del parco eolico nel lotto Princess Elisabeth I. Sul fronte della rete interna, il 29 ottobre 2025 tutte e cinque le domande di permesso ambientale per Ventilus sono state dichiarate complete e ammissibili. Sul piano fiscale, la legge del 12 maggio 2024 aveva introdotto un nuovo regime di deduzione per investimenti, valido per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025. Sono tasselli di un quadro che doveva essere ricomposto.
La promessa, dopo l’annullamento, era di rilanciare la gara per quel lotto nella primavera 2026. Ora, ad agosto 2026, quella primavera è alle spalle: il calendario dice 2031, ma la credibilità si misura sulla gara vera. Resta una domanda: basterà il nuovo quadro a convincere chi ha già visto saltare una gara?
La scommessa parallela: fiducia e calendario
Se la cronologia spiega il perché, il decreto prova a dettare il come: infrastrutture e gara in parallelo, con una scadenza unica. Il ministro federale dell’Energia Mathieu Bihet ha dichiarato che il nuovo quadro ripristina la fiducia degli investitori. È una dichiarazione che va letta insieme alle date del sostegno pubblico: il CISAF è in vigore dal 25 giugno 2025 fino al 31 dicembre 2030, come indicato dalla Commissione europea. L’orizzonte degli aiuti si chiude circa nove mesi prima della scadenza del 1° ottobre 2031; anche per questo il margine non è ampio.
Il calendario dice 2031, ma la storia belga dice di guardare alle date intermedie. Il prossimo test non è il 2031, ma la messa a terra del parallelismo annunciato: se la gara PEZ 1 non parte nei tempi promessi, il termine scritto nel decreto reale rischia di restare solo carta. Il numero da tenere d’occhio, più della scadenza, è la data di lancio effettiva della gara: se slitta ancora, la fiducia degli investitori si misurerà su un nuovo rinvio, non su un calendario.




