È la sesta volta nel XXI secolo che il record di caldo viene battuto: le estati roventi sono la nuova
Nel suo consueto appuntamento settimanale, Carbon Brief ha messo in fila i numeri di una stagione che i britannici non dimenticheranno. Il Regno Unito ha accumulato 25 giorni non consecutivi con temperature di 30°C o più, di cui nove sopra i 34°C, secondo il Financial Times. L’afa non dava tregua nemmeno di notte: ventilatori accesi h24, ore rovesciate, lenzuola incollate alla pelle. Eppure quel tormento era solo la superficie del problema.
L’estate che non finiva mai
Se anche tu hai passato l’ennesima notte in bianco con il ventilatore puntato a un metro dal letto, non è stata soltanto una sensazione. Il caldo della scorsa stagione è entrato nelle case, ha rallentato le giornate, ha svuotato i parchi nelle ore centrali e riempito i pronto soccorso. Una cappa di umidità che sembrava non mollare mai, giorno dopo giorno. Ma quel fastidio, che pure toglieva il sonno, nascondeva un conto molto più salato, pagato in vite umane.
Il prezzo lo pagano i più fragili
Se il tormento notturno era sopportabile, il vero bilancio dell’estate 2026 è arrivato dai reparti di emergenza. Secondo un’analisi dell’Imperial College Grantham Institute, tra maggio e giugno in Inghilterra e Galles più di 2.700 persone sono morte per cause legate al caldo. La stima più inquietante è quella sulla responsabilità umana: il 42% di quei decessi – oltre 1.100 persone – è stato provocato dal riscaldamento aggiuntivo causato dalle attività umane. In pratica, quasi una vittima su due non sarebbe morta se il clima non fosse stato alterato dalle emissioni di combustibili fossili.
L’ondata di calore non si è fermata oltre Manica. In Francia, l’agenzia di sanità pubblica ha contato 2.025 morti in eccesso nella settimana di picco di giugno; in Germania il dato sale a 5.753. E Carbon Brief ha già documentato che più di 1.000 decessi per caldo nel Regno Unito sono direttamente attribuibili al cambiamento climatico. Se quasi la metà di queste morti è scritta nel codice del clima, quanto ancora possiamo permetterci di aspettare?
Prossima estate: istruzioni per l’uso
Il 2025 era già stato l’anno più caldo di sempre nel Regno Unito e il 2026 si è incaricato di non essere da meno. È la sesta volta nel XXI secolo che il record viene battuto: le estati roventi non sono più eccezioni, sono la nuova normalità. Con questo scenario, adattarsi è indispensabile. Servono città più verdi e meno asfalto, sistemi di allerta precoce, ospedali attrezzati per gestire i picchi di calore senza collassare.
Prepararsi alle prossime estati estreme è indispensabile, ma la vera polizza sulla vita resta tagliare subito le emissioni che scaldano il pianeta. Perché ogni decimo di grado in più che evitiamo è un pezzo di notte in meno passata in bianco – e qualcuno che torna a casa.




