La tecnologia n-type domina ormai l’82% del mercato globale dei moduli fotovoltaici

Nove centesimi di dollaro per watt — 0,09 $/Wp il prezzo spot. E moduli che in un solo pannello erogano 730 W. Sono i due numeri che aprono la fotografia ITRPV 2026, l’edizione appena pubblicata della International Technology Roadmap for Photovoltaic, il rapporto che dal 2011 traccia l’evoluzione tecnologica della filiera del silicio cristallino, dalla cristallizzazione fino ai sistemi. Mai l’energia solare era costata così poco, mai un modulo commerciale aveva toccato una potenza nominale simile. Ma questi numeri da record non nascono dal nulla: sono il riflesso di una rivoluzione tecnologica silenziosa che in due anni ha ridisegnato la geografia industriale del fotovoltaico.

TOPCon prende il comando

Dietro i prezzi stracciati e le potenze record c’è un passaggio epocale nella chimica delle celle. Il rapporto ITRPV 2026 fotografa un mercato in cui la tecnologia n-type ha raggiunto una quota dell’82%. Quattro moduli su cinque, in altre parole, sono già basati su celle di tipo n. E a trainare questa transizione è il sorpasso definitivo di una tecnologia su un’altra: il TOPCon ha ormai superato il PERC, la struttura che per un decennio ha dominato la produzione di massa.

Per capire la portata del cambiamento basta guardare alla velocità con cui è avvenuto. Fino al 2023 il PERC rappresentava ancora la strada maestra per chi produceva moduli: offriva un buon compromesso tra efficienza e costi, e gli investimenti necessari per passare a celle n-type apparivano a molti produttori come un salto rischioso. Poi, nell’arco di diciotto mesi, l’industria cinese — che da sola rappresenta oltre l’80% della capacità produttiva globale — ha accelerato. Linee convertite, nuovi impianti, economie di scala che hanno schiacciato i costi. Il risultato, dice il rapporto, è che i moduli n-type diventano lo standard. Non più una nicchia per progetti premium, ma la nuova base di partenza. Con quattro moduli su cinque già n-type, il futuro del fotovoltaico ha una sola direzione.

Un mercato a senso unico

Se il 2025 era l’anno del sorpasso, il 2026 è quello del consolidamento. La transizione tecnologica non è più una scommessa: è una condizione di mercato. I produttori che non hanno ancora completato la conversione delle linee PERC si trovano a competere con moduli che costano meno e producono di più — una combinazione che non lascia margini. I 730 W di potenza per pannello, registrati nella rilevazione ITRPV, sono il sintomo di celle più efficienti e formati più grandi, due tendenze che si alimentano a vicenda: una cella TOPCon converte meglio la luce in elettricità, e un modulo più grande ne contiene di più senza far lievitare i costi di assemblaggio nella stessa proporzione.

Il prezzo spot di 0,09 $/Wp va letto in quest’ottica. Non è un’anomalia congiunturale né un minimo isolato: è il punto d’arrivo di una filiera che ha internalizzato il cambiamento tecnologico e lo ha trasformato in vantaggio competitivo. Quando nel 2014 i moduli viaggiavano intorno a 0,60-0,70 $/Wp, la soglia psicologica dei 10 centesimi sembrava un traguardo lontano. Oggi è realtà. Con un avvertimento: il rapporto ITRPV nota anche che i margini sono compressi. La tecnologia avanza, ma la redditività dei produttori resta sotto pressione. I vincitori di questa fase sono gli sviluppatori e gli acquirenti finali, che comprano elettricità solare a costi impensabili solo cinque anni fa.

Resta una domanda: quanto tempo ancora per il PERC? La traiettoria indicata dall’ITRPV suggerisce che la quota residua della vecchia tecnologia — quel 18% che ancora resiste — si sta erodendo rapidamente. Non è escluso che già l’anno prossimo la fotografia del mercato sia a una cifra. Il numero da tenere d’occhio, ora, è la velocità con cui quelle quote si azzerano: la prossima edizione dell’ITRPV potrebbe sancirne l’addio definitivo.