Il parco solare da 220 MW in Castiglia e León punta a produrre 400 GWh annui
400 gigawattora all’anno. Tanto produrrà il nuovo impianto fotovoltaico di Villarino de los Aires, 220 megawatt di pannelli nella campagna di Salamanca che Plenitude, società controllata da Eni, ha connesso alla rete ieri, 30 giugno 2026. È un dato che va maneggiato con attenzione: perché una cosa sono i megawatt installati, altra cosa i gigawattora effettivamente prodotti, e altra ancora il prezzo a cui quell’elettricità viene venduta. Ma sulla carta, Villarino è il più grande impianto solare della società italiana in Spagna, e porta con sé più di una domanda su come Plenitude intenda valorizzare un volume di produzione simile in un mercato sempre più affollato.
220 MW in meno di due anni: dal cantiere alla rete
La prima pietra del parco solare era stata posata il 17 ottobre 2024. Lo annunciò la stessa Plenitude con un comunicato ufficiale che fissava la capacità prevista a 220 MW. Da allora sono passati circa venti mesi — un tempo nella media per progetti di questa taglia nella penisola iberica, dove le procedure autorizzative e la disponibilità di connessioni alla rete restano un vantaggio competitivo rispetto ad altri paesi europei.
La capacità vola a 338 MW: un salto dimensionale in Castiglia e León
Prima di Villarino, la presenza di Plenitude in Castiglia e León era fatta di impianti più piccoli, distribuiti su più province. L’aggiunta di 220 MW in un unico parco cambia la scala: 338 MW complessivi rappresentano una fetta non trascurabile della capacità solare installata nella regione, anche se il confronto con i grandi operatori spagnoli — Iberdrola, Endesa, Naturgy — va fatto con cautela, perché quei gruppi hanno portafogli rinnovabili nell’ordine delle decine di gigawatt a livello nazionale.
Qui conviene tenere distinti i piani. Un conto è la potenza installata, che si misura in megawatt e descrive la taglia del motore. Un conto è l’energia elettrica generata, che si misura in megawattora o gigawattora e dipende da quante ore l’impianto funziona a pieno regime. Per il fotovoltaico in Castiglia e León, con irraggiamento buono ma non eccezionale, un fattore di capacità attorno al 20-21 per cento è una stima ragionevole: applicato ai 220 MW di Villarino, porta proprio a circa 400 GWh annui, il dato comunicato da Plenitude. Il numero torna, e questo dà solidità alle attese di produzione.
400 GWh da piazzare: la scommessa commerciale
Ma quei 400 gigawattora vanno venduti. E qui il calcolo si fa più interessante. Il mercato elettrico spagnolo è liquido e profondo, ma l’offerta solare è cresciuta rapidamente negli ultimi anni: la potenza fotovoltaica installata in Spagna ha superato i 30 GW già nel 2025, e continua a salire. In un contesto del genere, ogni nuovo grande impianto che entra in esercizio aggiunge pressione sui prezzi nelle ore centrali della giornata, proprio quelle in cui il solare produce di più.
Plenitude non ha fornito dettagli su come intenda commercializzare l’elettricità di Villarino. Le strade possibili sono essenzialmente due: la vendita diretta sul mercato all’ingrosso, esponendosi alla volatilità dei prezzi orari, oppure la stipula di contratti bilaterali di lungo termine, i cosiddetti PPA, che garantiscono un prezzo fisso per una parte della produzione. La seconda opzione è quella che la maggior parte degli operatori persegue per i progetti di grandi dimensioni, perché riduce il rischio di ricavo. Ma trovare un compratore disposto a impegnarsi per dieci o quindici anni su volumi così grandi richiede una capacità commerciale che non tutte le società hanno nello stesso grado.
Il dato da osservare nei prossimi mesi sarà quindi un altro: quanta parte dei 400 GWh annui verrà effettivamente coperta da contratti di lungo termine, e a quale prezzo. Senza quel tassello, il record di potenza installata resta un numero sulla carta. Con Villarino, Plenitude ha dimostrato di saper costruire in grande. Ora deve dimostrare di saper vendere altrettanto bene.




