La linea Monserrato-Isili avrà convogli a impatto zero, con un risparmio di oltre 2.100 tonnellate di CO₂ all’anno rispetto ai

Il treno del passato

Salire sul treno della Monserrato-Isili significa immergersi in un rituale che i pendolari sardi conoscono fin troppo bene: l’odore acre del gasolio che impregna le carrozze, il rombo sordo del motore diesel che accompagna ogni partenza, gli scossoni sulle rotaie a scartamento ridotto che tagliano la campagna del Campidano. Un viaggio che profuma di passato, in un’isola dove il trasporto su ferro è ancora legato a tecnologie che altrove appartengono ai musei ferroviari. Eppure proprio da Monserrato arriva un segnale che le cose stanno per cambiare: l’intervento per la centrale di produzione di idrogeno a servizio della linea è stato completato nell’ambito del PNRR, con un finanziamento da 30,3 milioni di euro. Ma qualcosa sta cambiando, nelle viscere ferroviarie dell’isola.

La centrale che cambia tutto

La risposta arriva da Monserrato, dove un cantiere finanziato con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha raggiunto un traguardo importante. Lo scorso 30 giugno si sono conclusi i lavori principali della centrale di produzione di idrogeno verde, un impianto che comprende sistemi di produzione, stoccaggio e distribuzione del combustibile, alimentati da un impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In pratica, l’idrogeno verrà prodotto usando energia pulita — da qui la definizione “verde” — e servirà ad alimentare i treni che percorreranno la linea senza emettere altro che vapore acqueo.

Restano da ultimare alcune opere complementari, precisano dalla Regione, ma il grosso è fatto. Dei 30,3 milioni stanziati, una parte considerevole è già stata assorbita dalla realizzazione fisica dell’impianto. Non si tratta solo di un edificio industriale: la centrale è il primo anello di una catena che, una volta completata, permetterà di sostituire progressivamente i vecchi convogli diesel. Il passaggio non sarà immediato — su questo tutti i soggetti coinvolti sono chiari — ma la direzione è segnata.

Va detto che il progetto sardo non è isolato. A livello nazionale, le dieci stazioni di rifornimento di idrogeno previste dal PNRR dovevano essere ultimate entro lo scorso 30 giugno, con l’assegnazione delle risorse fissata entro marzo 2023. La Sardegna, con la sua centrale di Monserrato, è tra i territori capofila di questa sperimentazione. Ma la domanda che i pendolari si fanno è più terra terra: quando potremo salire su quei treni silenziosi?

Quando arriverà il futuro?

Se la centrale è quasi pronta, i treni stanno già facendo i test. Lo scorso 19 giugno, nel centro di collaudo Stadler di Erlen, in Svizzera, è stato presentato il primo treno a idrogeno al mondo progettato specificamente per linee ferroviarie a scartamento ridotto, destinato a entrare in servizio proprio sulle tratte gestite da ARST in Sardegna. La particolarità è tutta nello scartamento: i binari sardi sono più stretti di quelli standard, il che ha reso necessario progettare convogli su misura, diversi da quelli che già circolano in Germania o che arriveranno in Lombardia.

L’accordo tra ARST e Stadler risale al luglio 2023, quando — dopo una gara pubblica — è stato firmato un Accordo Quadro per la fornitura di un massimo di 10 veicoli ad idrogeno. Con i primi due contratti applicativi, ARST ne ha già ordinati 8. Secondo le stime, i dieci convogli consentiranno un risparmio di oltre 2.100 tonnellate di CO₂ all’anno rispetto ai tradizionali treni diesel — l’equivalente delle emissioni annuali di circa 300 automobili. I nuovi convogli a impatto zero opereranno non soltanto lungo la linea Monserrato-Isili, ma andranno a servire anche la dorsale interna tra Macomer e Nuoro, raddoppiando l’impatto del progetto.

Il contesto nazionale aiuta a capire la portata del cambiamento. In Lombardia, il progetto H2iseO Hydrogen Valley di FNM prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni ad idrogeno in sostituzione dell’intera flotta diesel sulla linea Brescia–Iseo–Edolo. Per quella commessa, Alstom fornirà 6 treni a celle a combustibile a idrogeno a Ferrovie Nord Milano per circa 160 milioni di euro — un accordo siglato già nel novembre 2020. La Sardegna segue una strada parallela ma con una specificità tecnica importante: lo scartamento ridotto, che ha richiesto soluzioni ingegneristiche inedite e ha reso il progetto sardo un unicum mondiale.

Il passaggio all’idrogeno è dietro l’angolo, ma per ora chi viaggia sulla Monserrato-Isili dovrà ancora convivere con il vecchio diesel. Non per molto, però: se i collaudi in Svizzera andranno come previsto e le opere complementari alla centrale saranno completate nei tempi stabiliti, i pendolari sardi potrebbero essere tra i primi al mondo a sperimentare un trasporto ferroviario pulito su binari a scartamento ridotto. Un primato che, per una volta, non sa di gasolio.